Diario di bordo: sfida all'Italia, con mezza marcia indietro

Sintesi delle notizie che leggeremo domani sui giornali 

Diario di bordo: sfida all'Italia, con mezza marcia indietro

Emmanuel Macron ha deciso di riportare in auge la ‘Grandeur de la France’ e a rischiare di farne le spese sembra finora soprattutto il nostro Paese. L’inquilino dell’Eliseo ha assestato oggi un doppio colpo all’Italia sul fronte economico e internazionale. Innanzitutto, ha gelato Fincantieri nazionalizzando la società cantieristica francese Stx che, in base a un accordo firmato da Hollande nello scorso aprile, avrebbe dovuto finire sotto il controllo del gruppo triestino. E poi annunciando la creazione di hot-spot direttamente in territorio libico, una misura che, legata alla firma dell’intesa a tre di martedì scorso a Parigi con Serraj e Haftar, sembra decisamente un’azione di disturbo al tentativo italiano di assumere il ruolo di leader nella ‘normalizzazione’ del Paese africano.

'Decisione grave e incomprensibile'

Sull’affaire Fincantieri-Stx, il ministro dell’Economia francese Le Maire non ha usato mezze parole: “Vogliamo tutelare gli interessi nazionali”, ha detto in conferenza stampa. Secca replica di Padoan e Calenda: “Decisione grave e incomprensibile”. Al termine di una giornata tesissima fra Roma e Parigi, è arrivata poi una telefonata di Macron al nostro premier Gentiloni. Non è dato sapere cosa i due si siano esattamente detti. E con che tono, soprattutto. Al termine della telefonata, palazzo Chigi ha fatto filtrare che il colloquio è stato “cordiale”. Staremo a vedere ma intanto forse un effetto la telefonata l’ha avuta: l’Eliseo ha fatto una mezza marcia indietro sugli hot-spot in Libia assicurando che non è possibile farli subito e che se ne riparlerà ad agosto… E comunque il nostro premier va avanti per la sua strada che porta diretto all’intervento delle navi militari italiane in acque libiche: domani il CdM esaminerà le nuove regole d’ingaggio e martedì il Parlamento inizierà a occuparsi della cosa.

Indagato il presidente di Acea

Se la lite Italia-Francia trova la collocazione più elevata, non mancano altri spunti importanti nella nostra prima pagina. Parliamo ancora di siccità con la notizia che il presidente di Acea è indagato con l’ipotesi di prelievi illegali di acqua dal lago di Bracciano. Altra tegola all’Acea arriva dal Tribunale delle acque che ha respinto il ricorso della società contro la Regione Lazio. Altre pillole di cronaca: la procura di Lodi ha scoperto che il capotreno che aveva denunciato di essere stato aggredito da un extra-comunitario si era inventato tutto; una ragazza è stata stuprata a Trieste da tre stranieri suscitando reazioni politiche indignate con la solita Lega che chiede la castrazione chimica; una donna vigilessa si rende protagonista di un dramma familiare, uccidendo il figlio 17enne e poi togliendosi la vita; il Csm nomina Giovanni Melillo nuovo capo della Procura di Napoli.

Il Pentagono ignorerà il bando di Trump ai transgender 

Interessante anche la pagina di Esteri con il doppio schiaffo ricevuto da Trump: il Pentagono ha detto di ignorare il bando del presidente sul divieto assoluto ai transgender di entrare nelle forze armate e il Senato ha bocciato un emendamento che avrebbe consentito l’abolizione tout court dell’Obamacare. Altra notizia che attira sempre l’interesse dei lettori è la classifica dei Paperoni. Questa volta a stilarla è il Bloomberg Billionaires Index che colloca in testa il fondatore di Amazon, Jeff Bezos. E’ lui il più ricco del mondo e a farne le spese è Bill Gates che deve accontentarsi, si fa per dire, della seconda piazza.

Se Fincantieri è la notizia del giorno di economia, ci è parso giusto segnalare anche la buona performance di Fca: Marchionne ha annunciato che nel secondo trimestre gli utili sono più che triplicati, a quota 1,2 miliardi. E infine il decreto sul salvataggio delle banche venete è diventato legge grazie al via libera definitivo del Senato dove i cinque stelle hanno inscenato l’ennesima protesta rivolgendosi verso i banchi del governo al grido di ‘ladri, ladri’ e lanciando banconote in aria. Naturalmente si trattava di soldi falsi.