Diario di bordo. Quando il buongiorno arriva a cavallo di un missile

Diario di bordo. Quando il buongiorno arriva a cavallo di un missile
Foto: Brufola
Redazione Agi

L’Italia che minaccia di chiudere i porti alle navi straniere se non ci sarà un’equa distribuzione dei migranti, Francia e Spagna che si rifiutano di farle attraccare, l’Austria che schiera l’esercito al Brennero, e l’Europa che non sembra in grado di indicare soluzioni concrete. In compenso trova il modo di screditarsi agli occhi dei cittadini.

Stamani a Strasburgo abbiamo assistito a un inedito botta e risposta tra il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker e il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani.  “Il Parlamento è ridicolo, molto ridicolo” ha tuonato Juncker quando ha visto che in aula c’erano solo trenta parlamentari. “La prego di avere un atteggiamento più rispettoso”, la replica di Tajani. Così, tra una bagarre e le chiusure dei Paesi che dovrebbero essere solidali nella gestione dell’emergenza migranti, l’Italia si trova sempre più sola a risolvere i problemi degli sbarchi che non accennano a fermarsi. Dopo il vertice di Parigi del 2 luglio, la Commissione europea è al lavoro per preparare oggi un documento in otto punti. Decisivo per trovare una eventuale soluzione al problema dei migranti potrebbe  il vertice dei ministri dell’Interno della Ue, giovedì 6 luglio a Tallinn.

La Corea del Nord ha deciso di salutare il giorno dell’Indipendenza americana con il lancio di un nuovo missile, l’undicesimo dall’inizio dell’anno, verso il mar del Giappone. Trump chiede a Pechino “mosse pesanti”, mentre la Cina invita alla moderazione. Ma la crisi dei rapporti diplomatici tra i due Paesi si intensifica anche per lo spostamento di un incrociatore americano nel conteso Mar meridionale cinese.

Sul decreto banche, all’esame della Commissione Finanze della Camera, piombano le dichiarazioni di Emiliano che lo definisce “invotabile”. Il governatore della Puglia chiede di riaprire il confronto con l’Europa sulla ricapitalizzazione che “tradisce i risparmiatori”. A sinistra lo scontro di consuma anche intorno a Giuliano Pisapia e al suo movimento “Insieme”. Per il sindaco di Milano Giuseppe Sala, l’intesa tra Renzi e Pisapia è “impossibile”. Di parere opposto la ministra Madia. Si profila una partita a scacchi nella quale nessuno dei due giocatori vuole fare la prima mossa ufficiale.

Per la cronaca la notizia della giornata che promette sviluppi è la maxi-operazione della Direzione distrettuale antimafia nel reggino: 116 arresti che hanno colpito anche i vertici dei clan storici del “Mandamento ionico”.