Diario di bordo: l'Italia fa sul serio, sì alle nostre navi in Libia

Tra le notizie del giorno anche il razionamento dell'acqua scongiurato a Roma e la morte del piccolo Charlie Gard

Diario di bordo: l'Italia fa sul serio, sì alle nostre navi in Libia

In quella che sembra essere diventata una partita a scacchi fra Italia e Francia, oggi è il nostro Paese a mettere a segno un colpo: il consiglio dei Ministri ha deciso di accogliere la richiesta del governo di Tripoli di inviare navi militari italiane per aiutare i libici a contrastare il traffico di essere umani e proteggere i migranti. Per rendere operativa l’azione manca ancora il passaggio parlamentare già programmato per martedì della prossima settimana. Poi le navi della Marina Militare potranno partire a supporto tecnico e logistico della Guardia Costiera libica. Gentiloni, pur senza alzare come di consueto i toni, è stato determinato nel sottolineare il ruolo di leadership che l’Italia intende giocare nel Mediterraneo: “La stabilizzazione della Libia – ha detto al termine del CdM – è un nostro dovere”.

Non è solo questo il fatto che collochiamo in primo piano. Nei nostri titoli del giorno trova ampio spazio il sospiro di sollievo dei cittadini romani: è stato infatti scongiurato il pericolo di razionamento dell’acqua grazie alla decisione di prorogare per tutto il mese di agosto i prelievi dal Lago di Bracciano. Ma fra le diverse autorità interessate alla crisi idrica è scontro al fulmicotone. La sindaca Raggi chiede al governo di proclamare lo stato d’emergenza ma l’esecutivo e la regione Lazio la accusano di immobilismo e di irresponsabilità. E intanto l’Acea promette un nuovo piano per evitare che in futuro si creino situazioni analoghe. 

Ma c’è una notizia che sapevamo sarebbe arrivata e che non avremmo voluto mai dare. Il piccolo Charlie se n’è andato. Appena staccato il respiratore, il cuoricino del bimbo di 11 mesi che ha commosso il mondo si è fermato. Charlie chiude così la sua breve e sfortunata esistenza, a noi resta l’amarezza e la rabbia per una vicenda che, al di là dei torti e delle ragioni di ciascuno, ha lasciato troppe polemiche, dandoci la certezza che, su certe materie, legislatori e medici devono fare una riflessione possibilmente scevra da incrostazioni ideologiche e slogan da stadio. 

Quanto alla politica, ci soffermiamo ancora sui vaccini. Nella notte la Camera aveva votato la fiducia al governo sul decreto che li rende obbligatori, mentre stamattina l’Aula ha dato il via libera finale al provvedimento. Il fattaccio è capitato proprio dopo il voto. Un gruppo di manifestanti ‘No vax’ hanno aggredito tre deputati Pd all’uscita da Montecitorio. I parlamentari si sono rifugiati dentro una macchina che gli attivisti hanno preso a calci e pugni. E’ dovuta intervenire la Digos per riportare la calma. Il Pd parla di “attacco squadristico” e tutti i partiti hanno condannato l’episodio. Ma M5S fa i suoi distinguo: no alla violenza, dice, ma questa legge va cancellata.

La capitale, intanto, fa parlare di sé anche per la vicenda Atac: il direttore generale Bruno Rota che ieri, con due interviste molto spigolose si era messo in rotta di collisione con la giunta Raggi e con lo stato maggiore di M5S, fa le valige e lascia la carica assunta appena tre mesi fa. Rota va via ma i problemi, e soprattutto, i debiti dell’azienda di trasporti capitolina restano tutti lì. Altre pillole di cronaca: Viminale e Ong sono vicini al sì sul nuove codice di comportamento per il salvataggio dei migranti; i metereologi ci avvertono che è in arrivo una nuova ondata di caldo sulla nostra penisola con punte di 40 gradi e che i prossimi giorni saranno i più torridi dell’estate; l’astronauta Paolo Nespoli è di nuovo nello spazio con la sua terza missione; una sentenza della Cassazione ha assolto un clochard, stabilendo che nessuna ordinanza del sindaco può vietare di vivere per strada se sussiste uno stato di necessità; il mondo del giornalismo dà l’addio a Enzo Bettiza che raccontò meglio di chiunque altro la fine del comunismo.

Il fronte internazionale si segnala per la nuova paura terrorismo in Germania: ad Amburgo un uomo armato di coltello è entrato in un supermercato uccidendo una persona e ferendone altre quattro. E’ stato catturato dopo una caccia all’uomo durata mezz’ora. Alcuni testimoni giurano di averlo sentito urlare “Allahu Akbar”, Dio è il più grande. Nella notte, invece, ennesima sconfitta di Trump al Senato, dove è stata bocciata anche la versione soft della liquidazione dell’Obamacare. Decisivo il voto del senatore McCain che, nonostante le sue precarie condizioni di salute, ha voluto essere presente per togliersi la soddisfazione di mettere in difficoltà il da lui poco amato inquilino della Casa Bianca.

E passiamo alla pagina economica con gli strascichi della guerra italo-francese su Fincantieri-Stx. Il ministro Padoan ha rilasciato un’intervista a Les Echos per dire ai francesi che è inaccettabile l’atto di sfiducia verso l’Italia. Infine, il rapporto Svimez certifica segnali di ripresa dell’economia del Mezzogiorno: +1,1% il pil del Sud nel 2017.