Diario di bordo. In una giornata rovente migranti e Fincantieri incendiano il clima politico

Diario di bordo. In una giornata rovente migranti e Fincantieri incendiano il clima politico

Doveva essere il primo giorno della settimana, secondo gli esperti, più rovente dell’anno con ‘Lucifero’ che si accanirà sul termometro portandolo anche oltre i 40 gradi e il ‘bollino rosso’ in molte città, ma a ‘rinfrescare’ questo ultimo lunedì di luglio sono le notizie dal fronte dell’occupazione.

Nulla su cui brindare, vista la situazione generale, tuttavia i dati diffusi dall’Istat fanno tirare un sospiro di sollievo: a giugno la disoccupazione cala di due decimali su maggio e scende a quota 11,1%. L’occupazione femminile, 48,8%, tocca il massimo storico dal 1977, anno di inizio delle rilevazioni, mentre i giovani in cerca di lavoro si fermano al 35,4%.

Non c’è dubbio che c’è ancora tanto da recuperare, che per gran parte il traino viene dai contratti a termine, che l’Italia rimane il fanalino di coda in Europa, che passeranno anni prima di tornare ai livelli precrisi, però, qualcosa si muove. E bene fa il ministro dell’Agricoltura e vicesegretario del Pd, Martina, ad essere convinto che il ferro va battuto quando è caldo:  ora tagliare il costo del lavoro per gli under 35.

Un’altra notizia che trova spazio nella nostra prima pagina viene dal fronte migranti. Al Viminale è stato firmato il codice per le Ong impegnate nel salvataggio in mare dei migranti. Non tutte però hanno aderito: se Save the Children ha accettato le regole – tra cui quella di avere a bordo delle navi rappresentati dell’autorità giudiziaria – Msf (Medici senza frontiere) e Jugend Rettet hanno rifiutato di sottoscriverle. Questo accade alla vigilia del passaggio parlamentare della missione italiana ‘Mare sicuro’ in Libia per il contrasto del traffico di esseri umani. Al momento le posizioni dei partiti si stanno irrigidendo con la maggioranza che la ritiene l’unica soluzione ragionevole da mettere in campo, o meglio in mare, mentre le opposizioni chiedono garanzie perche’ le regole d’ingaggio siano stringenti all’insegna di una chiara strategia di respingimento.   

L'aver rifiutato l'accettazione e la firma "pone quelle organizzazioni non governative fuori dal sistema organizzato per il salvataggio in mare, con tutte le conseguenze del caso concreto che potranno determinarsi a partire dalla sicurezza delle imbarcazioni stesse" fa sapere il Viminale. 

In tema di ‘guai capitali’, nel senso capitolini, la sindaca Raggi, una volta tanto in tempi accettabili, sceglie il nuovo vertice dell’Atac: ha indicato nuovo presidente e ad  Paolo Simioni. Una mossa rapida che è anche il tentativo almeno di sopire il montante malcontento interno al movimento penta stellato nei suoi confronti.  Sbrogliata anche la vertenza dell’Atac con la Q8, salvi  per gli approvvigionamenti di gasolio.

Ore decisive anche per il braccio di ferro italo-francese legato alla vicenda Fincantieri-Stx. Gentiloni a Palazzo Chigi studia le mosse con Padoan e Calenda che domani

Incontreranno il ministro francese Le Maire. L’idea di Parigi rimane quella di allargare l’orizzonte dei cantieri navali ad una intesa che riguardi anche le commesse militari . Una ipotesi che non fa breccia  nella ministra della Difesa  Pinotti: non faremo passi indietro. Sempre piu’ tesa la situazione in un Venezuela sull’orlo del baratro di una guerra civile. Il voto di domenica sulla Costituente per il presidente Maduro ha registrato il 41% di affluenza, per gli oppositori solo il 12%. E il Paese resta in preda alla violenza. 



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