Da Cucchi a Belsito, la settimana parte nel segno della cronaca

Da Cucchi a Belsito, la settimana parte nel segno della cronaca

La settimana si apre sotto il ‘segno’ della cronaca. Le principali notizie di oggi vengono in particolare dai palazzi di giustizia. La prima è quella sul caso Cucchi e certo non è un esempio cui ispirarsi, tutt’altro. Dopo otto anni di indagini e di processi per conoscere la verità sulla morte del 33enne geometra romano, sono stati rinviati a giudizio cinque carabinieri. Tre di loro dovranno rispondere dell'accusa di omicidio preterintenzionale. La prima udienza del processo è fissata per il 13 ottobre. Amaro, e non poteva essere altrimenti, il commento della sorella di Stefano, Ilaria: a giudizio chi per otto anni si è nascosto dietro la divisa. Come darle torto. L’unica consolazione l’introduzione anche in Italia, da neanche una settimana, del reato di tortura. Casi del genere fanno male a tutto e tutti: nazione, Stato, comunità che dir si voglia.

Dal tribunale di Milano, invece, arriva la condanna in primo grado di Umberto Bossi, di suo figlio Renzo, detto il trota, e dell’ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito: usarono per scopi non certo politici i fondi della Lega. Al Senatur  sono stati comminati 2 anni e tre mesi ma forse anche il conseguente inizio dell’oblio definitivo dalla scena politica nazionale.  Restando in ‘nera’ ha innescato un’onda di sincera indignazione, fortunatamente non solo in redazione, il raid vandalico in una scuola dello Zen di Palermo dove un busto di Giovanni Falcone è stato decapitato. Ci uniamo all’urlo della sorella del giudice assassinato dalla mafia “Vigliacchi”, aggiungere altre parole darebbe troppa importanza a un gesto miserabile contro uno dei simboli senza ombre che dobbiamo custodire con orgoglio.

Nella ‘cittadella’ della politica è andato in scena lo scontro Pd-5 stelle, come da copione, sull’introduzione del reato di apologia di fascismo voluto dai dem. Ai grillini che ritengono la proposta di legge “liberticida” replica lo stesso Renzi che li invita a non sommare alle gaffe in geografia anche quelle in storia: in democrazia il Parlamento vota le leggi, era nel ventennio che le cose non andavano proprio così. Intanto all’ormai famoso stabilimento balneare di Chioggia è stata disposta la rimozione dei cartelli filo-Mussolini.

Per il segretario dem è da registrare anche la gelida risposta dell’Ue alla proposta di allentare il fiscal compact tornando ai parametri di Maastricht. Per la Commissione parlano Moscovici, “È interesse dell'Italia alleggerire il debito", e  Djsselbloem, “fuori da ogni regola”.  Padoan si mostra prudente,  “è un tema per la prossima legislatura”. Passando agli esteri l’attenzione di oggi si è concentrata sulla Gran Bretagna con la rabbia dei genitori del piccolo Charlie dopo la decisione dell’Alta Corte di Londra di rinviare a giovedì la decisione sulle ulteriori cure a cui sottoporre il loro sfortunato bimbo. Per la mamma l’ospedale sta mentendo, e l’amore materno va comunque rispettato. Finiamo piangendo l’ennesimo femminicidio: a Bari una trentenne polacca picchiata a morte dal compagno romeno perché non aveva lavato i piatti.