La Ue ci ha chiesto una manovra bis da almeno 3,5 miliardi. Ecco la lettera

E l'anno prossimo rischiamo una procedura d'infrazione. Ma solo a elezioni concluse

La Ue ci ha chiesto una manovra bis da almeno 3,5 miliardi. Ecco la lettera

La Commissione europea ha chiesto al governo di correggere i conti per il 2018 per un ammontare di circa 3,5 miliardi, se l'Italia vuole evitare il rischio di una procedura in maggio a causa dell'elevato livello del suo debito pubblico e del mancato rispetto degli impegni sul deficit strutturale. E' questo in sostanza il messaggio inviato dall'esecutivo comunitario con l'approvazione del suo parere sul progetto di legge di bilancio per il prossimo anno. Il vice-presidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, e il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, hanno firmato una lettera con cui dettagliano le problematiche legate ai conti pubblici italiani, in particolare l'esigenza di mantenere fede agli impegni assunti dal governo e rispettare almeno in termini generali le regole del Patto di Stabilità e Crescita, rinviando in primavera le decisioni su eventuali procedure.

L'Italia è tra i cinque paesi che rischiano di violare il Patto di Stabilità e Crescita nel 2018 in termini di aggiustamento strutturale del deficit. I progetti di bilancio di Belgio, Italia, Austria, Portogallo e Slovenia "potrebbero risultare in una deviazione significativa dal percorso di aggiustamento" previsto dal Patto, ha detto la Commissione: per questi cinque paesi, c'è un "rischio di inadempienza" ("risk of non-compliance", ndr). L'esecutivo comunitario prevede per il 2018 una "inadempienza" per Italia e Belgio anche sul criterio di riduzione del debito pubblico. Nei testi approvati si esprime chiaramente la “preoccupazione” per “l'alto livello di debito che persiste” in Italia. Nella lettera viene chiarito su che base saranno prese le prossime decisioni: la “valutazione” nella prossima primavera sarà effettuata dalla Commissione "sulla base dei dati convalidati (da Eurostat) per il 2017 e alla luce della legge di bilancio finale che sarà adottata dal parlamento italiano in dicembre".

In sostanza la Commissione ha chiesto al governo di effettuare la correzione subito, modificando il progetto di bilancio in discussione davanti a Camera e Senato. “La Commissione invita le autorità a prendere le misure per assicurare il rispetto (del Patto di Stabilità e Crescita) nell'ambito della procedura di approvazione del bilancio”, ha spiegato Dombrovskis. L'ammontare non è stato esplicitato in termini assoluti, ma equivale allo 0,2% di Pil (3,5 miliardi di euro) in termini di aggiustamento strutturale. La formula utilizzata è un invito a adottare “le misure necessarie” a conformarsi al Patto di Stabilità. Dombrovskis ha ricordato che il rispetto da parte dell'Italia degli impegni sul su deficit strutturale del prossimo anno sarà “un fattore rilevante chiave” per valutare il criterio del debito la prossima primavera, quando la Commissione deciderà se aprire una procedura. Per l'esecutivo comunitario esiste una “deviazione significativa” rispetto agli obiettivi del Patto già nel 2017. Inoltre, esiste un rischio di sforzo “inadeguato” per il 2018. “Il fatto è che ci sono degli scarti e questi scarti devono essere colmati”, ha ricordato Moscovici, sottolineando la volontà di “trovare delle soluzioni nel dialogo”. La Commissione ha deciso di utilizzare il suo “margine discrezionale” a favore di Italia e Slovenia, in particolare per la bassa inflazione e l'alto numero di disoccupati. Per il governo italiano significa uno sconto di circa 5 miliardi, limitando lo sforzo strutturale del 2018 allo 0,3% di Pil contro lo 0.6% prescritto dal Patto di Stabilità e Crescita. Ma, sulla base delle previsioni economiche d'autunno della Commissione, non basta. Lo sforzo strutturale dello 0,3% di Pil promesso da Pier Carlo Padoan in una lettera questa estate non verrebbe realizzato con il progetto di bilancio presentato dal governo, perché il saldo netto strutturale dell'Italia migliora solo dello 0,1% di Pil.

Nel contesto politico attuale, e con le elezioni in primavera, la Commissione non ha ritenuto opportuno avviare una procedura. Di qui la decisione – che ha già trovato il consenso nella riunione del collegio del 14 novembre – di rinviare la redazione di un rapporto sul debito a maggio del 2018, quando Eurostat pubblicherà i dati consolidati sui conti 2017. A trovarsi di fronte a una procedura per deficit eccessivo sarà dunque il prossimo governo. Ma dentro la Commissione è aumentata la frustrazione per il mancato rispetto degli impegni da parte dell'Italia, dopo le molte concessioni fatte in questi anni in termini di flessibilità (recessione nel 2015, riforme e investimenti nel 2016, migranti e terremoto nel 2017). Alcuni membri della Commissione ritengono che il governo di Roma debba anche inviare un segnale ai mercati sulla determinazione dell'Italia a far scendere il debito e a mantenere i conti in ordine con una strategia di bilancio solida prima delle elezioni per evitare rischi di crisi finanziaria in caso di successo di partiti populisti o anti-europei. Dombrovskis ha voluto inviare anche un richiamo molto esplicito al governo sulle pensioni per evitare “passi indietro” sulla riforma Fornero. “Nel bilancio 2017 vediamo alcune misure che in parte tornano indietro dalla riforma, aumentando leggermente la spesa pensionistica nel medio termine”, ha detto il vicepresidente della Commissione: “il governo attualmente sta discutendo di estendere ulteriormente queste misure”(l'Ape social, ndr) ma “è importante rispettare la riforma”.

Ecco la lettera di Dombrovskis e Moscovici



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