TRASPORTI E DISABILITA': OK PECHINO AI CANI GUIDA

di Emma Lupano

Twitter@Lupemma


Pechino, 9 dic.- Maggiore attenzione per i temi della disabilità, da una parte. Pugno di ferro contro problemi sociali come la povertà, dall'altra. È un mix interessante il nuovo regolamento sulla sicurezza sui mezzi di trasporto urbani di Pechino approvato dal congresso della capitale il 28 novembre. Entrerà in vigore l'1 maggio 2015, ma le testate, sia locali che nazionali, hanno cominciato a discuterne i contenuti nei giorni scorsi.

Ad attirare l'attenzione dei commentatori cinesi sono state due norme in particolare, tra quelle licenziate dall'assemblea cittadina: l'ammissione dei cani guida che accompagnano i non vedenti sia nelle stazioni che nelle vetture, e l'introduzione di una salata sanzione pecuniaria per chi faccia l'elemosina in metropolitana.


"Dal primo maggio le persone con disabilità visiva potranno portare i cani guida dentro la metropolitana - riassume il commentatore freelance (e "grande V" su Weibo) Tang Jiachen sul Jinghu Shibao del 30 novembre - I disabili dovranno avere con sé un certificato di disabilità, mentre i cani, anch'essi muniti di certificato di riconoscimento, dovranno essere attrezzati in modo da evitare che possano arrecare danni agli altri passeggeri".

Per Tang, anche se "la nuova regola è espressa in poche parole", il cambiamento che essa introduce "ha un significato molto speciale per i disabili di Pechino". La rivoluzione sta nel fatto che "prima i cani guida erano considerati alla stregua di animali domestici e per questo non era ammesso il loro ingresso in metropolitana. Il riconoscimento del loro status speciale dovuto al compito che svolgono è un grande progresso", oltre che un "segno di attenzione importante nei confronti delle esigenze dei disabili visivi".


Il divieto, in passato, secondo Tang era dovuto alla scarsa chiarezza in merito al ruolo dei cani guida e all'idea che potessero costituire un pericolo sui mezzi di trasporto. "I cani guida però – spiega il commentatore per fugare ogni diffidenza nei lettori - vengono selezionati rigorosamente. Ricevono un addestramento specifico, mirato al loro compito. E solo quelli che superano tutti i test, che sono di natura mite e che non mostrano segni di aggressività vengono effettivamente impiegati".

In Cina, continua Tang, il loro ruolo è diventato sempre più chiaro grazie all'impegno di volontari e organizzazioni, ma la nuova regola per la metropolitana di Pechino altro non fa che adeguarsi agli standard internazionali. "In molti paesi e regioni l'uso di cani guida è un servizio gratuito a disposizione dei non vedenti. In oltre trenta stati, tra cui Australia, USA e Giappone, chi si rifiuti di accettare il cane guida di un non vedente in un luogo pubblico o su un mezzo di trasporto viene multato. A Hong Kong, addirittura, ci sono anche persone incaricate di fornire servizi collegati all'ammissione dei cani guida in metropolitana".
Anche sulla mainland, ci tiene a precisare il commentatore, esistono esperienze in questo senso. Successe così durante le Olimpiadi di Pechino 2008, quando agli atleti stranieri fu permesso di accedere a qualsiasi luogo pubblico o mezzo di trasporto con il proprio cane guida. In anni recenti, anche "Canton, Shanghai, Nanchino, Xian e altre città hanno assicurato questa possibilità con ottimi risultati. Come dimostrano queste esperienze, permettere i cani guida in metropolitana è assolutamente sicuro".

E se i numeri sui cani guida oggi utilizzati in Cina sono ancora bassi, "le nuove regole pechinesi dovrebbero fornire lo stimolo per formarne sempre di più. Con beneficio per i disabili visivi", che nel paese, precisa Tang, "secondo le statistiche del 2012 sono 17,3 milioni".

Mentre la regola sui cani guida è accolta dunque come un segno di progresso, lo stesso non si può dire per la norma che, sempre dall'1 maggio, punirà con multe salate chi chieda l'elemosina in metropolitana. Una misura che, secondo il blogger e commentatore freelance Mao Kaiyun, solleva almeno tre domande: "Da dove prenderà i soldi il multato per pagare la multa? Se chi elemosina non può permettersi di pagare la multa, che cosa succede? Se, in assenza del pagamento della multa, non siano previste pene ulteriori, il regolamento non diventa carta straccia?".

Mao, che scrive sul Zhongguo Qingnian Bao del 30 novembre, riassume il dettaglio della nuova regola: la multa può toccare i 1000 renminbi, e raggiungere perfino i 10 mila renminbi in presenza di aggravanti.


L'argomento del commentatore è scontato: "Molti mendicanti sono costretti a chiedere l'elemosina per vivere, oppure perché fanno parte di gruppi svantaggiati. Se fossero ricchi a sufficienza, starebbero a vivere in metropolitana?". Chi fa l'elemosina, continua Mao, "non riesce a raccogliere molto denaro. Pagare una multa di 1000 renminbi potrebbe essere impossibile", senza contare che, in fondo, "chi fa l'elemosina esibendosi cerca di guadagnare soldi lavorando in modo onesto".

Il commentatore si sofferma solo rapidamente sul fatto che l'esistenza di mendicanti nelle città cinesi dimostri che "nella società di oggi esistono ancora molti problemi, per esempio che il livello di equità è insufficiente, o che i sistemi di protezione sociale non sono ancora solidi". Quello che Mao Kaiyun vuole sottolineare più di tutto è il danno che può derivare dal promuovere regole che si sa già non potranno essere rispettate. "La forza delle regole sta nella loro effettiva applicazione. Se si stabilisce una multa che non si può riscuotere, le regole diventano tigri di carta. Comminare multe da mille e diecimila renminbi a dei mendicanti non solo dà loro il motivo di fare ancora di più l'elemosina, ma mette seriamente in dubbio l'autorità del legislatori e la rispettabilità del sistema".

 

 

9 dicembre 2014


@Riproduzione riservata