SAM VAN SCHAIK, TIBET. STORIA DI UN POPOLO E DI UNA NAZIONE

di Andrea Marcelloni*

 

Tibet. Storia di un popolo e di una nazione

Sam Van Schaik
Titolo originale: Tibet. A History (Yale U.P., 2011)
Traduzione dall'inglese di Filippo Brambilla
Longanesi, 2015
€ 29,90

 

Roma, 06 mar. - Ufficialmente il Tibet è una regione autonoma della Repubblica Popolare Cinese. In realtà è molto di più: anzi, è un qualcosa che cambia forma e sostanza a seconda di come lo si interpreta.  Non è facile parlare semplicemente di Tibet, né classificarlo geograficamente. Si può parlare infatti di “Tibet politico” come di “Tibet etnografico”, per non parlare del “Tibet religioso” o della “cultura del Tibet” in un senso ancora più ampio.

Per cercare di accostarsi al Tibet e comprenderne meglio l'origine, la storia e la continua evoluzione nel tempo, possiamo affidarci al lavoro di un esperto in materia, l'inglese Sam Van Schaik, che nel 2011 ha pubblicato un interessante libro, oggi disponibile anche nella sua traduzione in italiano edita da Longanesi: Tibet. Storia di un popolo e di una nazione.

La prima domanda che si pone l'autore è tanto semplice quanto complessa: “dove si trova il Tibet?” Dove posizionerebbe i testi relativi al Tibet un libraio, un bibliotecario o un semplice ma scrupoloso ed appassionato lettore? La risposta non è così semplice, proprio perché per Tibet si possono intendere diverse cose. “I tibetani – scrive Van Schaik - hanno una propria versione di questa distinzione, che risale a molti secoli fa. Essi parlano di Tibet (bod) riferendosi alla regione centrale del paese, corrispondente grossomodo alla Regione Autonoma, e di Grande Tibet (bod chen po) facendo riferimento al più ampio mondo di cultura tibetana.” Ci sono poi le concezioni errate sul Tibet: l'idea romantica del paese isolato tra le montagne, immobile per millenni nelle sue antiche tradizioni, luogo di pace e ricerca continua della verità e di liberazione dalla sofferenza.

Il libro di Sam Van Schaik tuttavia non è un saggio né un classico manuale di storia. La sua forza (e al tempo stesso il suo limite, ma in senso positivo) è quella di raccontare i fatti legati a questa regione “attraverso la narrazione limitata al punto di vista di determinate persone ed eventi”. Ecco così che possiamo leggere della nascita del Tibet seguendo le gesta del principe Songtsen Gampo, primo sovrano storico e vero fondatore della patria tibetana, vissuto tra il VI ed il VII secolo d.C., dell'influenza mongola e della nuova indipendenza ad opera di Jangchub Gyaltsen (Tai Situ Changchub Gyaltsen) nel XIV secolo, oppure seguire l'ascesa e la caduta dei Dalai Lama tra il XVI ed il XVIII secolo, la nuova indipendenza della prima metà del Novecento, l'annessione alla Repubblica Popolare degli anni Cinquanta fino ad arrivare ai giorni nostri. Molto ricca la bibliografia di riferimento, tutta ovviamente in inglese.

 

Vi aspetto in libreria.

L'autore

Sam Van Schaik, inglese, esperto in Storia antica del Tibet e di buddhismo tibetano, ha ottenuto il PhD in Tibetan Buddhist Literature presso l'Università di Manchester nel 2000. Dal 1999 lavora alla British Library di Londra ed è anche Project Manager del progetto internazionale Dunhuang. Ha fondato il sito Early Tibet .Sullo stesso argomento consiglio anche: “Tibet. Mito e storia”, di Pietro Angelini (Stampa Alternativa, 2008), “Tibet. Storia della tradizione, della letteratura e dell'arte”, di Hugh Richardson e David Snellgrove (Luni, 2013)


*Andrea Marcelloni, sinologo, è il proprietario di Orientalia, la libreria di Roma specializzata in orientalistica. Si trova in via Cairoli, 63, nel cuore dell'Esquilino. Ogni settimana Andrea Marcelloni offrirà ai nostri lettori spunti di lettura.

 

06 marzo 2014

 

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