MEDIA: BAMBINI "LASCIATI INDIETRO", SERVONO LEGGI CONTRO I GENITORI

Traduzione a cura di Giovanna Tescione


Roma, 26 set. – Un bambino di 10 anni, lasciato in custodia ai nonni, morto dopo un volo dal quarto piano di un palazzo residenziale di un villaggio rurale della provincia del Sichuan. Una bambina di 12 anni trovata, appena due giorni prima, in una pozza di sangue, anche lei caduta da un palazzo, a causa di una finestra lasciata aperta all'undicesimo piano nella provincia del Jiangsu. Anche lei affidata ai nonni. Sono le due storie drammaticamente simili di due 'left-behind children', bambini "lasciati indietro" da genitori che per motivi di lavoro si trasferiscono nelle città e affidano i figli a zii o nonni, spesso troppo anziani e incapaci di prendersene cura.

 

Due storie che nell'ultima settimana hanno riacceso i riflettori su una delle questioni più spinose della società cinese che vede circa 61 milioni di bambini left-behind. Bambini vulnerabili che crescono senza l'affetto dei propri genitori, costretti a vedere poche volte l'anno, e spesso oggetto di abusi, lesioni e problemi psicologici e facili preda della criminalità. Ad affrontare il problema è il China Youth Daily, quotidiano della Lega della gioventù comunista, che a firma di Yang Xinyu, chiede una maggiore "cornice legale per costringere i genitori a prendersi le proprie responsabilità nei confronti della sicurezza dei bambini".
"Tragedia dopo tragedia, i genitori ancora non sembrano aver imparato la lezione", si legge nell'editoriale ripreso dal Quotidiano del popolo,"molti genitori non si rendono conto della pericolosità del lasciare soli a casa bambini che frequentano le scuole primarie. I bambini non hanno la percezione del rischio e non distinguono comportamenti pericolosi da quelli sicuri. Senza i genitori accanto è facile che si vadano a cacciare in situazioni pericolose".

 

Ma "la mancata presa di coscienza sui problemi legati alla sicurezza è a causa dell'inefficienza delle legislazioni in merito", continua l'articolo che spiega come "la 'Legge sulla tutela dei minori', promulgata nel 1991, sia una legge troppo semplice e contorta". "La legge – continua – non fa preciso riferimento al 'divieto per i genitori di mettere in pericolo i propri figli'. E senza un vincolo giuridico i genitori non potranno mai riconoscere le proprie manchevolezze". "Nei sistemi giuridici dei paesi sviluppati se i genitori non tutelano adeguatamente propri figli vanno incontro a pene severe. Chiunque può segnalare alla polizia situazioni in cui un minore è a rischio e la polizia può aprire un'indagine dopo aver garantito la tutela del minore. Una volta accertata l'inadempienza del genitore è possibile nei casi meno gravi procedere a richiami o sanzioni e nei casi più gravi viene revocata la patria potestà. Lasciare a casa da solo un bambino senza vigilare in America è contro la legge".

 

Poi il paragone con ciò che avviene negli Stati Uniti con l'esempio di un genitore accusato di omicidio colposo per aver dimenticato in auto il proprio figlio lo scorso giugno. "In Cina - continua l'editoriale - un caso simile ha attirato solo l'attenzione della stampa, ma nessun genitore è stato mai punito per questo".
Infine l'appello affinché si affronti il problema della presa di coscienza sulla sicurezza e ad utilizzare l'unica arma che si ha: la legge.

 

26 SETTEMBRE 2016

 

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