LA MUSICA CINESE

Di Andrea Marcelloni*

 

La musica cinese. Le tradizioni e il linguaggio contemporaneo
François Picard, Enzo Rostagno
a cura di Enzo Restagno
E.D.T., 1998
Titolo originale: “Le musique chinoise” (Minerve, 1991)
€ 18,50

 

Roma, 23 ott. - Dopo aver parlato di letteratura, storia, filosofia e - la scorsa settimana - di medicina tradizionale, non potevo non affrontare anche un'altra arte che fa parte del patrimonio culturale cinese: la musica. Disciplina molto importante, anche se in Cina non ha forse raggiunto i livelli di altre forme artistiche (come ad esempio la calligrafia o la poesia), né i livelli che tale arte ha toccato in occidente.

Eppure la musica in Cina ha una tradizione molto antica e radicatissima nella società. Con una storia lunga più di settemila anni, la musica cinese in origine era strettamente legata ai rituali, ai canti e alle danze fondate sul simbolismo dei cinque elementi, e con il passare del tempo ed il susseguirsi delle varie dinastie ha sempre ricoperto un ruolo importante nella vita di corte, fino allo sviluppo delle musiche popolari durante la dinastia Qing e alla nascita dell'Opera di Pechino.

 

L'unico testo attualmente in commercio in Italia che ci racconta la storia di questa disciplina è una traduzione dal testo francese “La musique chinoise”, scritto nel 1991 da François Picard, docente di etnomusicologia e di storia della musica alla Sorbonna, ed arricchito da una seconda parte scritta da Enzo Restagno, per anni docente di Storia della Musica al conservatorio di Torino. Il risultato è “La musica cinese. Le tradizioni e il linguaggio contemporaneo”, edito nel 1998 dalla EDT.

 

Il testo ripropone nella prima parte lo studio realizzato da Picard relativamente alle origini e allo sviluppo della musica nella società cinese: dalle tradizioni ai sistemi musicali, dalle musiche liturgiche e profane agli strumenti. Nella seconda parte invece, viene proposta un'analisi della musica cinese del XX secolo e dei compositori dell'ultima generazione (come li definisce lo stesso Restagno), ossia di quei musicisti che, superato il periodo buio della Rivoluzione Culturale, hanno ripreso o continuato a suonare. A supporto di quest'ultima parte sono inserite anche le interviste a sette compositori che raccontano le loro esperienze direttamente all'autore italiano.

 

Un altro interessante e incredibile viaggio nella cultura cinese. Chissà se in futuro sarà possibile trovare qualcosa anche sulla musica moderna cinese, e sulle contaminazioni che la musica tradizionale ha avuto e continua ad avere sulle nuove tendenze musicali seguite dai più giovani (pop e rock su tutti).

 

Vi aspetto in libreria.

 

L'autore

 

François Picard, appassionato di teatro, è considerato uno dei massimi esperti di musica cinese tradizionale. Attualmente è docente di etnomusicologia analitica presso l'Université Paris-Sorbonne (Paris IV). Autore di numerosi studi sull'argomento, è membro di diverse associazioni e gruppi di ricerca, tra cui il CHIME (European Foundation for Chinese Music Research), di cui è anche co-fondatore.
Enzo Restagno ha insegnato Storia della Musica al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino. Musicologo e critico, ha collaborato con molte riviste e quotidiani italiani e stranieri ed ha realizzato diversi programmi radiofonici sia con la Rai che con emittenti estere. E' direttore artistico del festival Settembre Musica di Torino.


*Andrea Marcelloni, sinologo, è il proprietario di Orientalia, la libreria di Roma specializzata in orientalistica. Si trova in via Cairoli, 63, nel cuore dell'Esquilino. Ogni settimana Andrea Marcelloni offrirà ai nostri lettori spunti di lettura. 

 

23 OTTOBRE 2015

 

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