LA CITTÀ DIPINTA

di Andrea Marcelloni

 

La città dipinta
Il rotolo di Suzhou, il capolavoro della pittura cinese.


AA. VV.
Electa, 2013
€ 120,00
 
Roma, 8 nov.- La prima volta che sono stato in Cina, nel lontano 1992, ho dedicato parte del mio soggiorno oltre che allo studio della lingua cinese anche ad alcuni viaggi. Uno di questi, l'unico verso sud dato che mi trovavo a Pechino, mi ha portato a Suzhou, antichissima città cinese affacciata lungo la riva del Fiume Azzurro e sulle sponde del lago Taihu, oggi moderna città della provincia del Jiangsu.

Successivamente sono tornato in Cina altre volte e ho avuto altre occasioni per visitare Suzhou, vedendo i grandi cambiamenti urbanistici che ne hanno modificato in modo importante la fisionomia e ammirando gli splendidi giardini, le pagode ed i ponti di pietra che invece sono rimasti (per fortuna) immutati nel corso dei secoli.
 
Questa settimana vi presento un cofanetto, edito a fine ottobre 2013 dalla Electa, che riproduce fedelmente una delle più importanti opere appartenenti al patrimonio artistico della Cina e che ha come protagonista la città di Suzhou: “La città dipinta”.
 
Si tratta della riproduzione del rotolo “l'età d'oro di Suzhou”, considerato il capolavoro di Xu Yang, pittore della dinastia Qing, il quale impiegò circa 24 anni per realizzarlo (l'originale è oggi conservato nel Museo provinciale del Liaoning). Impressionanti sono i dati relativi all'opera: dipinto a inchiostro e colori su carta, è lungo in totale 12,41 metri e largo 36,5 centimetri e comprende 4.600 figure, 1.140 edifici, 40 ponti e 300 barche. In esso sono riprodotte, come viste dall'alto, le scene di vita urbana quotidiana, le attività, gli usi ed i costumi del tempo. E ovviamente non mancano i dettagli: donne che ricamano la seta, contrattazioni tra commercianti, persone all'interno di abitazioni, rematori sulle barche.


Si tratta di un'opera molto importante e rappresentativa del periodo d'oro della città di Suzhou  (visitata anche da Marco Polo che la definì una “molto nobile città”), raggiunto durante il XVIII secolo sotto la dinastia dei Qing. A quell'epoca erano diverse le metropoli cinesi densamente popolate, come la capitale Pechino, Hanzhou, Nanchino, Hankou e Yangzhou, ma nessuna di esse poteva misurarsi con la ricchezza di Suzhou. Qui venivano raccolte la maggior parte delle merci provenienti dal resto dell'impero e dall'estero, per poi essere smistate verso la capitale, riso e seta in primis. Ma la Suzhou del XVIII secolo era anche una città colta e raffinata, i cui abitanti aspiravano ad una vita di contemplazione in un'atmosfera erudita e in armonia con la natura. I canali d'acqua che attraversavano la città erano unici e caratteristici, tanto che valsero alla città il soprannome di "Venezia d'Oriente”, i giardini e le abitazioni erano dei piccoli capolavori.
 
All'interno del cofanetto è presente un secondo volume che ripropone le principali scene del rotolo, spiegandone i tratti distintivi e fornendo ampie e dettagliate informazioni sulla città, i commerci e la vita dei suoi abitanti durante il XVIII secolo.
 
Un bellissimo lavoro da tenere a casa o da regalare.

Vi aspetto in libreria.
 

8 novembre 2013

 

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