LA CASA DELLO SPIRITO DORATO

di Andrea Marcelloni


La casa dello spirito dorato
Diane Wei Liang
Titolo originale: The House of Golden Spirit (2011)
Guanda, 2013
€ 19,50

 

Roma, 17 gen. - “Sullo sfondo della Pechino post-olimpica, il destino di Mei Wang, giovane detective privata, si incrocia con quello della potente famiglia Song, proprietaria dell'antica azienda farmaceutica che produce una pillola per guarire i cuori infranti. Ma le sue ricerche sono ostacolate dall'onnipresente e corrotta burocrazia cinese e dai suoi ispettori.”

 

Questa settimana vi propongo un romanzo giallo, edito in Italia nell'estate del 2013 da Guanda (l'edizione originale è del 2011) e scritto da Diane Wei Liang. La prima cosa che mi ha colpito quando sono andato a cercare informazioni sull'autrice è che di Diane Wei Liang in realtà si trovano pochissime notizie e neanche Wikipedia è stata di aiuto (ad eccezione di una pagina in svedese ed una in giapponese).

 

Wei Liang, cinese di Pechino, nata nel 1966, quando in Cina esplodeva la Rivoluzione Culturale, fa parte di quel folto gruppo di intellettuali, scrittori, artisti e persone normali che parteciparono attivamente agli eventi di Tiananmen del 1989 e che preferirono recarsi in modo definitivo all'estero piuttosto che affrontare un lungo e difficile periodo in patria (probabilmente in carcere, come è successo a chi è rimasto).Così si recò negli Stati Uniti, dove aggiunse il nome Diane davanti al suo nome cinese, per poi trasferirsi a Londra, dove ha pubblicato una serie di gialli che hanno avuto un grande successo di pubblico e sono stati tradotti in diverse lingue. E qui arriviamo al libro di questa settimana.

 

“La casa dello spirito dorato” è il terzo libro (il secondo tradotto in italiano) che ha come protagonista l'investigatrice privata Mei Wang, una giovane pechinese poco più che trentenne, ex poliziotta che fa l'investigatrice privata anche se ufficialmente si presenta come consulente dato che in Cina la professione di investigatore non è consentita. Mei Wang viene ingaggiata dall'avvocato della Casa dello Spirito Dorato, un'antica azienda farmaceutica del Guangdong che produce una pillola per guarire i cuori infranti, per indagare su un complicato giro di affari che sta velocemente dilapidando il patrimonio della famiglia proprietaria dell'attività.

 

Sembrerebbe un caso semplice ma, come in ogni giallo che si rispetti, più la nostra protagonista scava, più le cose si complicano: la burocrazia statale esercita una pressione sempre maggiore e la corruzione dilagante dei funzionari non aiuta. Fino a quando viene commesso un omicidio.

 

“Otto anni di lavoro al Ministero della Pubblica Sicurezza le avevano insegnato che in Cina niente è come sembra. La politica poteva essere intricata e pericolosa quanto la città che si estendeva davanti a lei: lussi moderni e antichi vicoli, canali di scolo a cielo aperto e segreti nascosti.”

 

Come sempre non voglio andare oltre nella trama, ma preferisco invece sottolineare altri elementi della storia, secondari ma importanti. Ne “La casa dello spirito dorato” troviamo anche riferimenti (più o meno approfonditi) relativi alla storia e alla società cinese che ci raccontano - a mio parere - molto bene quello che è diventata la Cina in questi ultimi anni. Intorno all'investigatrice Mei Wang, infatti, gravitano personaggi che rappresentano alcuni aspetti tipici della Cina moderna: la sorella bella, ricca e famosa che appare in televisione, l'aiutante Gupin che non riesce ad avere figli ma ha una cognata che invece dopo aver avuto una bambina è di nuovo incinta ed ha deciso di scomparire per non essere costretta ad abortire, l'amico ispettore di polizia che arriva dalla campagna grazie ad una promozione ma che non riesce ad ambientarsi con i colleghi pechinesi, un ex-fidanzato che ha sposato un'altra donna conosciuta in America ma che ora ha divorziato ed intende tornare da lei. E poi, il passato della protagonista che riaffiora, triste e doloroso. Quello della Rivoluzione Culturale, indimenticabile per chi lo ha vissuto, raccontato dall'autrice in una sorta di autobiografia.

 

Vi aspetto in libreria.

L'autrice

 

Diane Wei Liang (Pechino, 1966), ha vissuto come molti suoi coetanei parte della propria infanzia in un campo di rieducazione insieme ai suoi genitori. Rientrata a Pechino, ha cominciato a studiare psicologia all'università ma dopo aver preso parte alle proteste di Piazza Tiananmen nel 1989 è stata costretta a lasciare la Cina per gli Stati Uniti. Attualmente vive a Londra.

Ha pubblicato (in lingua inglese) “Lake with no Name” (un memoriale sugli avvenimenti di Tiananmen, 2003), e tre romanzi con protagonista l'investigatrice Mei Wang: “The Eye of Jade” (2007), “Paper Butterfly” (2009), e “The House of Golden Spirit” (2011) ottenendo un grande successo di pubblico.In Italia è possibile trovare: “L'occhio di giada” (Sperling & Kupfer, 2007) e “La casa dello spirito dorato” (Guanda, 2013).

 

Andrea Marcelloni, sinologo, è il proprietario di Orientalia, la libreria di Roma specializzata in orientalistica. Si trova in via Cairoli, 63, nel cuore dell'Esquilino. Ogni settimana Andrea Marcelloni offrirà ai nostri lettori spunti di lettura.


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