IMPERATORE AKIHITO PRONTO AD ABDICARE BEIJING TIMES, SFIDA AL GOVERNO ABE

Yong Hao, editorialista del Beijing Times, spiega che la mossa dell'Imperatore sarebbe il tentativo di mettere alla prova il governo Abe sul rispetto nei confronti dell'Imperatore e nei confronti della Costituzione.


traduzioni a cura di Giovanna Tescione

 

Roma, 09 ago. – L'imperatore giapponese Akihito sarebbe pronto ad abdicare perché anziano e senza più le forze per assolvere ai suoi compiti da Imperatore. In un videomessaggio andato in onda a reti unificate sugli schermi di tutto il Giappone, l'Imperatore, 82 anni, si è detto preoccupato di come l'avanzare degli anni possa avere un impatto negativo sull'espletamento dei suoi incarichi pubblici, spiegando come i due interventi che ha subito negli ultimi anni lo abbiano indebolito fisicamente.

"Ho già più di 80 anni – ha spiegato l'Imperatore nel videomessaggio – e per fortuna sono in buona salute. Ma se consideriamo che il mio stato di salute sta peggiorando, temo di non poter assolvere ai miei incarichi quale simbolo del Paese con tutto me stesso, così come ho fatto fino ad oggi".

Un messaggio di pochi minuti da molti interpretato come un chiaro segno di una volontà ad abdicare nel prossimo futuro e che ha subito acceso un forte dibattito. Secondo le leggi attuali, infatti, l'Imperatore giapponese non può abdicare, al contrario il trono può essere ereditato solo dopo la sua morte. Un sistema imperiale rigido a cui però l'Imperatore non ha fatto riferimento, non spettando a lui le eventuali modifiche alla Costituzione e non potendo per legge intromettersi negli affari politici.

Si tratta questa della seconda apparizione in un videomessaggio da parte dell'Imperatore, che era apparso sugli schermi per la prima volta nel 2011, all'indomani del violento tsunami che colpì duramente il Giappone, causando oltre 30mila vittime.

Semplice espressione di una volontà personale, secondo un editoriale del Global Times, che spiega come "ogni anno l'Imperatore deve partecipare a circa 270 attività, firmare oltre 1000 documenti, oltre che partecipare a feste ed eventi ed ospitare capi di stato stranieri".

Mentre per gli esperti spetterà ora al governo iniziare un dibattito sull'argomento, alla Dieta, l'organo legislativo del Giappone, spetterà il compito di decidere su una eventuale revisione del Sistema Imperiale. Un processo che potrebbe richiedere diversi anni, sottolineano gli analisti.

Più profonde invece le motivazioni del videomessaggio per Yong Hao, editorialista che in un editoriale pubblicato su Beijing Times, costola del Quotidiano del popolo, dal titolo "il 'Contrattacco' dell'Imperatore giapponese", spiega la sua versione dei fatti, secondo cui la mossa dell'Imperatore sarebbe in realtà un mettere alla prova il governo Abe sul rispetto nei confronti dell'Imperatore e nei confronti della Costituzione, considerando le parole dell'Imperatore una "critica sottile ad Abe".

In particolare, secondo Yong Hao, la critica sarebbe da leggere tra le righe nel momento in cui l'Imperatore parla di come trattare i cittadini, un riferimento che definisce "non a caso". Dicendo di "mettere al primo posto la serenità e felicità dei cittadini", sarebbe chiara per Yong Hao l'associazione con una serie di azioni fatte dal governo Abe, a partire dalla legge sulla Difesa collettiva fino ad arrivare alla re-interpretazione di altri cavilli della Costituzione che permetterebbero una maggiore assertività del Giappone anche in ambito militare.

Ma non solo, per Yong Hao, le critiche dell'Imperatore verso Abe sarebbero anche sul sistema di successione e sulla sua opposizione alla successione al trono da parte di una donna. Una questione già avanzata tempo fa e poi abbandonata quando il secondogenito dell'attuale Imperatore ebbe un figlio maschio.

Un modo quindi per portare all'attenzione del governo Abe un altro problema, quello dell'abdicazione, ma anche quello  della discendenza secondo la quale solo gli eredi maschi possono salire al trono.

Salito al trono nel 1989, Akihito è ad oggi il 125esimo Imperatore del Giappone e primo a non essere considerato divino dopo la rinuncia  fatta dal padre all'indomani della sconfitta dalla Seconda Guerra Mondiale.

09 AGOSTO 2016

 

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