IL SOGNO DELLA CAMERA ROSSA

di Andrea Marcelloni

 

Il sogno della camera rossa
Cao Xueqin
Bur, 2008
€ 15,50

Titolo originale: Honglou meng

Traduzione dal cinese: Edoarda Masi

 

Roma, 29 nov. - La settimana scorsa ho presentato un libro che in qualche modo mi permetteva di avventurarmi nel vastissimo mondo della letteratura classica cinese, e quindi per le prossime settimane vorrei proporre qualche titolo appartenente a questa categoria (magari alternando ogni tanto una novità). Detto fatto, non posso non cominciare con uno dei romanzi cinesi più famosi di sempre: “Il sogno della Camera Rossa”.

 

Scritto da Cao Xueqin tra il 1752 ed il 1764, anno della sua morte, venne pubblicato per la prima volta in un'edizione a stampa nel 1792, il centoventi capitoli, a cura di Gao E (prima di allora erano circolate solamente copie manoscritte non definitive ed incomplete). Sulla paternità dell'opera di Cao Xueqin ci sono state - e sono tutt'oggi in corso – molte discussioni, e mentre si è praticamente sicuri sui primi ottanta capitoli, sembra che i successivi quaranta siano stati scritti proprio da Gao e sulla base di appunti ed abbozzi originali.

 

Il romanzo racconta in modo estremamente dettagliato le vicissitudini dei due rami della famiglia Jia (la casata Rongguo e la casata Ningguo), una ricca ed aristocratica famiglia cinese che risiede nella capitale, e ne traccia la caduta in disgrazia dalla loro posizione di elevato prestigio, seguendo circa trenta personaggi principali e oltre quattrocento personaggi minori.Al centro del racconto c'è il giardino, collocato tra le corti delle due casate ed abitato dalle fanciulle della casa. Tra loro è presente anche Baoyu, figlio del capofamiglia di Rongguo, adolescente innamorato delle due cugine, Daiyu e Baochai, e di tutto quanto lo circonda in quell'ambiente (allegoria della giovinezza), ma anche consapevole del fatto che una volta adulto lo dovrà abbandonare per sempre così come faranno le ragazze divenute adulte.

 

Provare a raccontare la trama di un romanzo lunghissimo e ricchissimo di personaggi sarebbe fuori luogo in questa rubrica. Preferisco invece ricordare e sottolineare l'importanza del romanzo – considerato un capolavoro della letteratura mondiale - dal punto di vista stilistico, storico e sociale.

Cao Xueqin infatti utilizza la lingua parlata e non il cinese classico, adottando la narrativa come forma di comunicazione. Ad eccezione di qualche brano la lingua è molto vicina al cinese mandarino di Pechino, base dell'attuale lingua nazionale, e quindi accessibile a chiunque abbia un'istruzione anche modesta. Da due secoli è il più popolare tra i romanzi cinesi e generazioni di giovani cinesi sono cresciuti sentimentalmente riconoscendosi nei suoi personaggi. Inoltre, le minuziose descrizioni della vita e delle strutture sociali tipiche dell'aristocrazia del XVIII secolo, i riferimenti ed i richiami al buddhismo Chan, le allegorie che si ritrovano (tutto il romanzo può essere interpretato come un'allegoria della vita), la profondità psicologica del racconto, le numerose opere teatrali che ne sono state tratte e, non ultimo, i tantissimi studi che ancora oggi vengono realizzati sul testo fanno del “Sogno della camera rossa” un'opera completa, che può essere letta a più livelli di profondità.

 

Vi aspetto in libreria.

 

L'autore

 

Cao Xueqin, pseudonimo di Cao Zhan (1715-1764) si hanno pochissime notizie certe. La sua famiglia, legata per molte generazioni ai sovrani Qing, nel 1728 cadde in disgrazia e fu costretta a trasferirsi da Nanchino a Pechino, dove il giovane Xueqin cominciò a frequentare gli ambienti degli artisti e dei pittori. Ha ottenuto fama postuma attraverso la sua unica opera pervenutaci.

 

Edoarda Masi (1927-2011). Sinologa, ha insegnato letteratura cinese moderna e contemporanea presso l'Istituto Universitario Orientale di Napoli. Ha pubblicato numerosi articoli e libri e curato la traduzione di diverse opere, tra cui “La falsa libertà” e “Erbe selvatiche” di Lu Xun (entrambi pubblicati da Quodlibet).
Oltre all'edizione Bur (originariamente edita dalla Utet nel 1964) in italiano è possibile trovare anche l'edizione Einaudi (a cura di Franz Kuhn, tradotta dal tedesco 1958, 1970, 1997) e l'edizione Tranchida (a cura di C. Russo, 1997). Sono tutte edizioni ridotte rispetto all'originale.

 

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