I RICORDI DELLA SETA

di Andrea Marcelloni*

 

I ricordi della seta
Hong Ying
Titolo originale: Hao er nu hua (2011)
Traduzione dal cinese di Sabrina Merolla e Ylenia Rosati
Garzanti, 2015
€ 17,60

Roma, 19 giu.- Un'altra scrittrice amatissima in Cina – e non  solo – con Zhang Ailing è sicuramente Hong Ying, di cui è appena uscito in italiano il suo ultimo lavoro, “I ricordi della seta”, edito da Garzanti nella traduzione di Sabrina Merolla e Ylenia Rosati.

Nata nel 1962, a ridosso della Rivoluzione Culturale, anche l'infanzia di Hong Ying è stata travolta dagli eventi di quel periodo, e come per moltissimi suoi coetanei nei suoi scritti non si possono non trovare ricordi e richiami a quel decennio. Accade anche ne “I ricordi della seta”, un libro profondamente autobiografico, in cui l'autrice ci regala un mix tra memorie personali ed eventi più immaginari ma sempre legati da quel passato doloroso che ha segnato le vite di molti cinesi.

La storia non a caso si svolge proprio a Chongqing, città natale dell'autrice. Accorsa da Pechino per dare l'ultimo saluto alla madre oramai in punto di morte, la protagonista Liu Mei – alter ego di Hong Ying – arriva al suo capezzale troppo tardi. Tra fratelli, sorelle, cognati e parenti più o meno stretti che si alternano nella casa, Liu accarezza il qipao di seta della madre e ritorna alla sua infanzia, ai momenti passati con lei, alle luci ma soprattutto alle tante ombre che hanno caratterizzato il loro rapporto. Perché Liu Mei è una figlia illegittima, nata dall'unione della madre con un altro uomo, una figlia legatissima alla madre ma da cui, proprio a causa di quel tremendo segreto, non ha ricevuto affetto e da cui ha dovuto necessariamente separarsi a diciotto anni.

Autrice di romanzi tradotti in più di venti lingue, come “K. L'arte dell'amore” o “Figlia del fiume” (quest'ultimo purtroppo non più in commercio in Italia) che l'hanno fatta conoscere ai lettori di tutto il mondo, Hong Ying torna a raccontare la sua vita attraverso un'epopea contemporanea animata da numerosi personaggi, tanto da doverne indicare all'inizio nomi e grado di parentela, come nei romanzi della letteratura classica cinese.

Una storia autobiografica già iniziata proprio con “Figlia del fiume”, che continua e si arricchisce di ulteriori elementi (ma che può essere letta autonomamente), come per evidenziare un percorso rimasto incompiuto, la storia di un rapporto difficile ma estremamente forte, nonostante tutto: quello tra una madre ed una figlia.

 

Vi aspetto in libreria. 

 

Hong Ying (Chongqing, 1962), ha iniziato a scrivere all'età di diciotto anni. Dopo un breve periodo di studio presso la Lu Xun Academy di Pechino e la Fudan Daxue di Shanghai, nel 1991 si trasferisce a Londra dove si dedica all'attività di scrittrice. Farà ritorno a Pechino solo nel 2000, per poi muoversi costantemente tra le due città.In italiano si possono trovare, tutti editi da Garzanti: “La donna vestita di rugiada” (2012), “Gli amanti del tempio” (2008), “K. L'arte dell'amore” (2007). Hong Ying ha anche un blog in lingua cinese: http://blog.sina.com.cn/hongyinghongying 

 

*Andrea Marcelloni, sinologo, è il proprietario di Orientalia, la libreria di Roma specializzata in orientalistica. Si trova in via Cairoli, 63, nel cuore dell'Esquilino. Ogni settimana Andrea Marcelloni offrirà ai nostri lettori spunti di lettura. 

 

19 giugno 2015

 

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