I DELITTI DELL'ORO CINESE I CASI DEL GIUDICE DEE

di Andrea Marcelloni


I delitti dell'oro cinese. I casi del giudice Dee
Robert van Gulik
ObarraO, 2007
€ 12,00
Titolo originale: The Chinese Gold Murders

Roma, 4 ott.- Chi ama il genere letterario giallo, diciamo alla Agatha Christie, e la storia e la cultura della Cina, sicuramente avrà letto uno dei tanti romanzi (più di venti) scritti dall'olandese Robert van Gulik con protagonista il giudice Dee. Per chi non lo avesse ancora fatto, il consiglio di un libraio sinologo e amante della lettura è di farlo immediatamente.

Il titolo di cui vi parlo oggi, "I delitti dell'oro cinese", è il primo romanzo di una lunga e fortunata serie che la casa editrice ObarraO ha ripubblicato nel 2007 dopo che le vecchie edizioni italiane erano andate fuori catalogo. Non si tratta del primo romanzo in assoluto con protagonista il giudice Dee, ma sicuramente uno dei più interessanti, in cui compaiono personaggi che poi saranno presenti anche in molti altri episodi.

Ad essere sincero, quando studiavo cinese conoscevo Robert van Gulik per il suo libro "La vita sessuale nell'antica Cina" (pubblicato da Adelphi nel 1987), un saggio sulla civiltà cinese attraverso l'analisi della vita sessuale nell'arte, nella letteratura e nella cultura locale, ma quando lessi per la prima volta "I delitti dell'oro cinese" rimasi praticamente incollato al libro per un intero fine settimana, il tempo necessario alla sua lettura.

Il giudice Dee, protagonista del libro e di tutta la serie, è un personaggio realmente esistito. Si chiamava Di Renjie, visse tra il 630 ed il 700 d.C. - durante la dinastia Tang - ed era un vero magistrato della corte imperiale. Il primo romanzo che lo vede protagonista fu scritto nel XVIII secolo da uno sconosciuto autore cinese. Van Gulik lo tradusse in inglese nel 1940 (the Celebrated Cases of Judge Dee) e di seguito continuò a scriverne le avventure, ambientate però durante la dinastia Ming, rendendolo così popolare in tutto il mondo.

Lo stile della narrazione è da vero e proprio romanzo giallo: un crimine irrisolto e per molti irrisolvibile, una serie di personaggi coinvolti (vittime e criminali), la presenza del giudice che, con la sua incredibile capacità di osservare, analizzare ed elaborare teorie, riesce alla fine a risolvere anche il più complesso degli enigmi. Ovviamente, come ogni buon giallo che si rispetti ci sono ricche descrizioni di luoghi, elementi e personaggi, ed anche il più minuscolo ed insignificante dettaglio potrebbe ritornare importante nello svolgimento della narrazione. Molto divertenti anche i combattimenti che hanno luogo con una certa frequenza e di cui lo stesso magistrato Dee è spesso protagonista.

Ne "I delitti dell'oro cinese" il giudice è al suo primo incarico e deve dirigersi in una località a sostituire il suo predecessore appena assassinato. Qui, una serie di eventi misteriosi ed apparentemente slegati tra di loro lo costringono ad allargare le indagini. Non voglio aggiungere altro per non rovinare la lettura di un libro dove lo spirito d'avventura, la determinazione del protagonista e la costante ironia sono i principali ingredienti di una storia (ed una serie) che vi conquisterà senz'altro.

In tutti i libri sono presenti anche diverse illustrazioni (a volte anche delle mappe) realizzate dallo stesso van Gulik.


Vi aspetto in libreria.

L'autore

 

Robert Hans van Gulik (1910-1967), scrittore, diplomatico, orientalista e musicista olandese. Figlio di un ufficiale medico dell'esercito olandese, dai tre ai 12 anni vive in Indonesia, dove impara il cinese mandarino e altre lingue orientali. Rientrato in Olanda, si laurea all'università di Leyden (dove ottiene anche un Ph.D) e nel 1935, anche grazie alle sue capacità linguistiche ed alle conoscenze delle culture orientali, inizia la carriera diplomatica in Asia Orientale, in particolare in Cina e Giappone. Durante la seconda guerra mondiale si trova a Chongqing nella segreteria della missione olandese presso il governo nazionalista di Chiang Kai-shek. Qui conosce e sposa Shui Shifang, figlia di un mandarino imperiale, dalla quale ha quattro figli. Negli anni cinquanta è ambasciatore olandese a Tokyo, dove pubblica i suoi primi due libri. Successivamente si sposta a Nuova Deli, Kuala Lumpur e Beirut per poi rientrare negli anni sessanta in Olanda, dove muore per un cancro nel 1967.


Durante la sua vita van Gulik ha scritto più di venti romanzi e monografie (ma non tutte dedicate ai vari aspetti della cultura cinese), tra cui "La vita sessuale nell'antica Cina" (Adelphi, 1987).


I romanzi con il giudice Dee sono stati pubblicati in Italia da diversi editori. Attualmente sono in commercio i seguenti titoli, tutti editi da ObarraO: "I delitti dell'oro cinese" (2007), "Il paravento di lacca" (2007), "Assassinio a Canton" (2008), "La perla dell'imperatore" (2008), "Il monastero stregato" (2009), " Il padiglione scarlatto" (2009), "Il fantasma del tempio" (2010), "La casa del salice" (2010), "I delitti della collana cinese" (2011), "I delitti del chiodo cinese" (2012), "I delitti della campana cinese" (2013). Altri titoli sono in corso di pubblicazione.


Il francese Frederic Lenormand a partire dal 2004 ha scritto una nuova serie di 18 romanzi che raccontano le indagini del Giudice Dee (Les nouvelles enquêtes du juge Ti), il primo dei quali è Le Château du lac Tchou-An (Il Castello del lago Zhu-an) e l'ultimo Divorce à la chinoise (Divorzio alla cinese), casa editrice Fayard.

 

Andrea Marcelloni, sinologo, è il proprietario di Orientalia, la libreria di Roma specializzata in orientalistica. Si trova in via Cairoli, 63, nel cuore dell'Esquilino. Ogni settimana Andrea Marcelloni offrirà ai nostri lettori spunti di lettura.

 

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