I CELEBRI CASI DEL GIUDICE DEE

di Andrea Marcelloni*

 

I celebri casi del giudice Dee. Un autentico giallo cinese del XVIII secolo
Robert Van Gulik
O barra O (2014)
Titolo originale: Celebrated Cases of Judge Dee (Dee Goong An). An Authentic Eighteenth-Century Chinese Detective Novel
Traduzione dall'Inglese: Vincenzo De Lellis
€ 14,00

Roma, 04 lug. - Questa settimana vorrei proporre un libro che, oltre ad essere una novità, consiglio a tutti di portare in vacanza come lettura. Si tratta dell'ultima pubblicazione in termini temporali, da parte della casa editrice O barra O, delle imprese del giudice Dee, ma allo stesso tempo è il primo romanzo che venne tradotto dal cinese dal suo scopritore, Robert Van Gulik. In altre parole, è il romanzo da cui l'autore olandese trasse ispirazione per la sua serie di gialli ambientati in Cina e per il personaggio del giudice Dee, realmente vissuto (si chiamava Di Renjie, visse tra il 630 ed il 700 d.C. - durante la dinastia Tang - ed era un vero magistrato della corte imperiale). Questo primo romanzo fu scritto nel XVIII secolo da uno sconosciuto autore cinese. Van Gulik lo tradusse in inglese e lo pubblicò in forma privata a Tokyo nel 1949 (poi nel 1976 uscì l'edizione ufficiale, “the Celebrated Cases of Judge Dee”) e di seguito continuò a scrivere altre avventure, ambientate però durante la dinastia Ming, rendendo così il giudice popolare in tutto il mondo.

 

Il successo di questo romanzo, così come di tutti quelli che hanno il giudice Dee per protagonista, è dato anche dalle caratteristiche del testo che - come scrive lo stesso Van Gulik nell'introduzione – “si conforma ai nostri standard consueti”. In effetti, il tipico romanzo poliziesco cinese (comparso molti secoli fa ma la cui grande popolarità in Cina risale al periodo compreso tra il XVIII ed il XIX secolo) ha delle caratteristiche molto diverse dal giallo occidentale: la presenza di elementi soprannaturali, la descrizione minuziosa di luoghi e particolari, il numero considerevole di personaggi principali e secondari (caratteristica di tutta la narrativa cinese classica), e, soprattutto, il fatto che il nome del colpevole è conosciuto fin dalle prime pagine. Nel testo scoperto da Van Gulik, invece, queste caratteristiche sono presenti in forma molto ridotta e si legano bene con quelle più tipiche della tradizione occidentale. Un genere diverso, che ha dato vita a una lunga serie di racconti tradotti in numerosissime lingue.

 

Ne “I celebri casi del giudice Dee”, come in ogni giallo che si rispetti, il giudice deve affrontare ben tre casi all'apparenza senza soluzione: un doppio omicidio tra i mercanti di seta, l'apparizione di uno spettro che chiede giustizia e l'avvelenamento di una sposa durante la prima notte di nozze. Sembrano casi impossibili, al di sopra di ogni soluzione logica, ma non per l'attento giudice che, grazie alla sua incredibile capacità di osservare, analizzare ed elaborare teorie, riesce alla fine a risolvere anche il più complesso degli enigmi.

 

In tutti i libri sono presenti anche diverse illustrazioni (a volte anche delle mappe) realizzate dallo stesso van Gulik.

 

Vi aspetto in libreria.

 

L'autore

 

Robert Hans van Gulik (1910-1967), scrittore, diplomatico, orientalista e musicista olandese. Figlio di un ufficiale medico dell'esercito olandese, dai tre ai 12 anni vive in Indonesia, dove impara il cinese mandarino e altre lingue orientali. Rientrato in Olanda, si laurea all'università di Leyden (dove ottiene anche un Ph.D) e nel 1935, anche grazie alle sue capacità linguistiche ed alle conoscenze delle culture orientali, inizia la carriera diplomatica in Asia Orientale, in particolare in Cina e Giappone. Durante la seconda guerra mondiale si trova a Chongqing nella segreteria della missione olandese presso il governo nazionalista di Chiang Kai-shek. Qui conosce e sposa Shui Shifang, figlia di un mandarino imperiale, dalla quale ha quattro figli. Negli anni cinquanta è ambasciatore olandese a Tokyo, dove pubblica i suoi primi due libri. Successivamente si sposta a Nuova Deli, Kuala Lumpur e Beirut per poi rientrare negli anni sessanta in Olanda, dove muore per un cancro nel 1967.
Durante la sua vita van Gulik ha scritto più di venti romanzi e monografie (ma non tutte dedicate ai vari aspetti della cultura cinese), tra cui “La vita sessuale nell'antica Cina” (Adelphi, 1987).
I romanzi con il giudice Dee sono stati pubblicati in Italia da diversi editori. Attualmente sono in commercio i seguenti titoli, tutti editi da ObarraO: “I delitti dell'oro cinese” (2007), “Il paravento di lacca” (2007), “Assassinio a Canton” (2008), “La perla dell'imperatore” (2008), “Il monastero stregato” (2009), “ Il padiglione scarlatto” (2009), “Il fantasma del tempio” (2010), “La casa del salice” (2010), “I delitti della collana cinese” (2011), “I delitti del chiodo cinese” (2012), “I delitti della campana cinese” (2013), “Poeti e assassini” (2013). Altri titoli sono in corso di pubblicazione.
Il francese Frederic Lenormand a partire dal 2004 ha scritto una nuova serie di 18 romanzi che raccontano le indagini del Giudice Dee (Les nouvelles enquêtes du juge Ti), il primo dei quali è Le Château du lac Tchou-An (Il Castello del lago Zhu-an) e l'ultimo Divorce à la chinoise (Divorzio alla cinese), casa editrice Fayard.

 

*Andrea Marcelloni, sinologo, è il proprietario di Orientalia, la libreria di Roma specializzata in orientalistica. Si trova in via Cairoli, 63, nel cuore dell'Esquilino. Ogni settimana Andrea Marcelloni offrirà ai nostri lettori spunti di lettura.


04 luglio 2014

 

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