HE JIALANG: MEDICINA CINESE IN EUROPA, SOLO QUESTIONE DI TEMPO

Traduzioni a cura di Caterina Russo e Giovanna Tescione

Roma, 22 apr. –  Frutto della sapienza dei grandi filosofi cinesi che hanno saputo combinare pratica e razionalità, la medicina tradizionale cinese cura da millenni la Cina e tra non molto potrebbe approdare anche in occidente. Ne è convinto He Jialang, specialista di medicina tradizionale cinese e presidente dell'Associazione Italiana della Medicina Tradizionale Cinese, che ha commentato ad Agichina24 l'acquisizione da parte della Bayer della cinese Dianhong.

La medicina cinese, dunque, si riconferma una scienza antica unica al mondo che i grandi colossi internazionali ed europei iniziano a tenere d'occhio. Primo fra tutti la Bayer, colosso chimico farmaceutico tedesco leader nel mercato internazionale, che già da tempo ha fiutato la forza della medicina cinese e che a febbraio ha concluso un affare dal valore di 450 milioni di euro acquisendo l'intero pacchetto azionario della cinese Dianhong, azienda già forte sul mercato interno della medicina tradizionale e principale produttore di  farmaci senza obbligo di prescrizione medica (OTC).

Una mossa che potrebbe permettere al colosso farmaceutico Bayer di sbaragliare la concorrenza e di diventare il più grande produttore di medicinali da banco al mondo. Non ne è sorpreso il professor He Jialang che ad Agichina24 spiega: "la Cina è il secondo grande mercato di medicinali da banco al mondo, secondo solo agli Stati Uniti, ha un ritmo di crescita annuo del 10% e si prevede che entro il 2020 possa diventare addirittura il primo. È inevitabile che le case farmaceutiche europee mostrino sempre maggiore interesse nei confronti di quelle cinesi". Poi continua: "Non sorprende che aziende come la Bayer tenessero d'occhio il mercato cinese già da tempo". Oltre ad essere docente del master in integrazione tra MTC e medicina occidentale dell'Università 'La Sapienza' di Roma e Medical Officer Consultant della FAO, He Jialang ha anche seguito e curato da vicino i lavori per il "Glossario Standard Internazionale delle espressioni e termini fondamentali della Medicina cinese", pubblicato nella prima edizione a settembre 2013 edito da "L'Espresso" nella versione cinese - italiano.

L'acquisizione della Dianhong di medicina cinese sembra infatti rientrare in una strategia del colosso tedesco di dare spazio a forme alternative di medicina, come testimonierebbe anche l'acquisizione lo scorso anno di un'altra azienda, questa volta tedesca, la Steigerwald, specializzata in fitoterapia, farmaci a base di piante o estratti vegetali. L'accordo aiuterebbe senza dubbio la Bayer a diventare uno dei più grandi colossi nella produzione di farmaci OTC, di cui attualmente la Johnson & Johnson detiene il primato.
"La Bayer punterà a rafforzare la competitività della Dianhong, rendendola una multinazionale leader nel settore OTC cinese. Allo stesso tempo - continua il professore - l'accordo le permetterà di entrare nel settore della MTC sul mercato cinese, già abituato e disposto al consumo di farmaci di medicina tradizionale". È così che la Bayer riuscirà a conquistare una larga fetta di mercato e di clientela cinese.
 "Obiettivo dell'azienda è arricchire la gamma di prodotti tramite una politica di acquisizioni globalizzata", commenta He Jialang che definisce la decisione di indirizzarsi verso la Dianhong "una scelta saggia e intelligente".

Ma la scelta della Dianhong non sembra essere casuale. "La Dianhong - continua il professor He - è situata nella provincia meridionale dello Yunnan, famosa per la qualità dei suoi prodotti naturali. L'azienda ha più di 2400 dipendenti e produce principalmente rimedi di MTC e farmaci senza obbligo di prescrizione medica, ad esempio per la cura del raffreddore, disturbi dell'apparato gastrointestinale, della pelle, della circolazione sanguigna e, ma anche antistaminici e antidolorifici. Un'azienda che nel 2013 ha registrato un fatturato di123 milioni di euro".

Ė ancora presto per sapere se i prodotti della Dianhong verranno importati in Germania e in altri Paesi europei. D'altra parte il mercato occidentale potrebbe non essere ancora pronto e i prodotti potrebbero perciò restare confinati in un mercato di nicchia.

Ma che l'accordo sia il primo passo verso una diffusione capillare della medicina tradizionale cinese in Europa sembra convincere il professore che aggiunge: "La Bayer è una società molto potente e può avere molta influenza sul mercato occidentale". "Sul mercato dei farmaci da banco statunitense, i farmaci cinesi, giapponesi e coreani a base di erbe della medicina tradizionale cinese hanno già da tempo conquistato una discreta fetta di mercato. In Europa, paesi come Olanda, Regno Unito e San Marino sono abbastanza aperti verso i farmaci della MTC. Ora, con l'unificazione dei nuovi regolamenti comunitari, i prodotti di MTC della Bayer sicuramente risponderanno ai requisiti e agli standard previsti. Pertanto si può ragionevolmente prevedere che entro poco tempo la Bayer distribuirà i suoi farmaci OTC e i suoi rimedi di MTC in Europa e in tutto il mondo e che saranno sicuramente ben accolti dai consumatori".

Per He Jialang è quindi solo questione di tempo. "Affinché la medicina tradizionale cinese possa entrare in Europa e integrarsi a pieno titolo con la medicina occidentale c'è bisogno di tempo", spiega il professore che aggiunge: "La medicina occidentale è presente in oriente da oltre mille anni, è per questo che in Cina si è riusciti ad integrare perfettamente e a far coesistere le due medicine, entrambe con ottimi risultati clinici. La medicina tradizionale cinese, al contrario, si è diffusa in Europa solo negli ultimi 30 anni".
"L'interesse per l'agopuntura, ad esempio  - continua il professore - è recente e risale al 1972 quando gli occidentali ne hanno capito il valore grazie alla proiezione del documentario 'Zhongguo, Cina' del regista Antonioni, che documenta l'utilizzo dell' agopuntura per l'anestesia".

Ma la strada è ancora tanta. Anche l'interesse dell'Occidente per i rimedi fitoterapici è vivo, ma spesso è difficile determinare in laboratorio quale sia il componente efficace e quale il suo effetto farmacologico a causa della commistione di diverse piante. Ciò contribuisce a dare alla fitoterapia un alone di mistero che le impedisce di prender piede in occidente.

Certo è che un numero sempre più elevato di grandi colossi farmaceutici occidentali si contende oggi il mercato cinese e ha fame di acquisizioni. Alliance Boots, azienda svizzera leader nella chimica, nella cosmesi e nella farmaceutica, punta ad aggiudicarsi il 12% delle quote della Nanjing Pharmaceutical Co Ltd, mentre la Medtronic Inc, leader mondiale nel campo delle tecnologie mediche, ha già acquistato nel 2012 la China Kanghui Holdings, sviluppatore e produttore di impianti ortopedici.

Per ora la Bayer sembra aver avuto un ottimo fiuto nell'aver concluso un affare che gli potrà portare benefici finanziari per miliardi di euro, mentre la Cina, che già da tempo  è impegnata nel dare un riconoscimento scientifico ai rimedi della medicina tradizionale e lanciarli sul mercato occidentale, avrà vantaggi sostanziali. Sulla Bayer il professore aggiunge: "l'azienda ha fatto una scelta intelligente. Nel 2008 aveva comprato una piccola società nel Nord della Cina, ora si rivolge ad DianHong più grande dello Yunnan, regione nota per la qualità dei propri prodotti naturali".

Sui benefici terapici e sociali della medicina tradizionale cinese il professore è categorico. "L'utilizzo di rimedi naturali ha effetti collaterali minimi – spiega ad Agichina24 – e il trattamento personalizzato sulla base delle condizioni del paziente consente di prevenire l'insorgere delle patologie e di ridurre i costi della spesa sanitaria. Oggi i pazienti non chiedono più solo di guarire dalle patologie e di sopravvivere, ma anche di poter vivere in salute, e avere una buona qualità della vita. Lo Stato da parte sua punta a ridurre le spese mediche. Tutto ciò non può essere ottenuto col solo impiego di farmaci occidentali, pertanto adottare la MTC è una scelta saggia per l'Europa"

E proprio puntare alla prevenzione sarà la chiave del successo della MTC anche in Italia. "Prevenire è meglio che curare – continua il professore – e in un momento di crisi come questo investire sulla medicina tradizionale cinese significa risparmiare denaro per le cure future. In Italia si spende troppo per la sanità, la medicina cinese è il futuro e non bisogna avere timori di nessun genere".

"La medicina cinese rappresenta il futuro per il Paese.  Quando nel XII secolo, Marco Polo e in seguito Matteo Ricci presentavano la MTC all'Occidente, questa era vista come 'stregoneria'". "Ultimamente l'Italia ha fatto molto e tiene in grande considerazione la medicina tradizionale orientale. Ma la medicina tradizionale cinese è una medicina preventiva e va integrata con quella occidentale. Nel 2004 i governi di Italia e Cina hanno firmato il "Memorandum d'Intesa sulla Cooperazione Scientifica e Tecnologica nel campo della Medicina Tradizionale", con un piano d'azione che prevedeva l'apertura di Master universitari in MTC e promuoveva la ricerca scientifica e l'effettuazione di test di laboratorio sui prodotti della MTC".



22 aprile 2014

 

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