FARE BUSINESS SULLA RETE CINESE

FARE BUSINESS SULLA RETE CINESE

Pechino, 15 ott. - Microsoft e Alibaba stannostudiando il lancio di un nuovo motore di ricerca, l'ennesima sfida altotalmente 'domestico' Baidu, che domina il mercato cinese contro i rivali Yahooe Google. Ad agosto di quest'anno,il MofCom ha emanato nuove norme per l'approvazione di società ad investimentostraniero che conducono commercio online.Per quanto ad oggi un altro tipo di media – la TV– raggiunga ancora una percentuale della popolazione cinese maggiore rispettoal web, le stime dicono infatti che nel 2015 gli internauti cinesi potrebberoraggiungere i 750 milioni. Numerosesocietà straniere pubblicizzano in rete i propri prodotti e numerosi brandinternazionali si sono affidati al gigante Taobao per le vendite online. Le nuove norme autorizzano le società ad investimento stranieroall'apertura – mediante provider cinese che provvede ad una sempliceregistrazione – di un sito informativo, con i dati della società, i propriprodotti, eccetera.

 

La situazione si complica quando un investitore noncinese desidera fornire i cosiddetti "internet services": motori di ricerca,informazioni, vendita online, i quali spesso sono accompagnati dalla pubblicità. L'apertura di un sito web in Cina richiede una speciale licenza detta ICPL (ilnumero che compare sulle homepage dei siti cinesi, in basso al centro), emessadal ministero dell'industria e della tecnologia informatica (MIIT). I serviziinternet sono classificati come servizi a valore aggiunto dalla disciplinacinese delle telecomunicazioni e pertanto, a differenza dei servizi di base (dicui il 51% delle quote deve essere di proprietà statale), l'investimentostraniero è permesso fino ad un massimo del 50%, a condizione che l'investitoresoddisfi i requisiti stabiliti dal MIIT. Gli investimenti nelle pubblicazioni, nei servizidi informazione e nei videogiochi in internet sono tuttavia preclusi aisoggetti stranieri. Numerosi quotidiani internazionali – ed anche italiani –hanno una propria versione in cinese mandarino è che non è gestita mediante unsito o un provider cinese, ma con localizzazione estera, e dunque soggetta alfirewall cinese.

 

Il primo progetto di Joint Venture ad ottenere lalicenza per operare un motore di ricerca è stato quello tra Google e Ganji.com. Ad oggi, perlomeno nel settore dei motori di ricerca, è rimasto l'unico –intendo qui l'unica licenza, visto che, in un braccio di ferro non ancoraconcluso e di cui solo recentemente sono stati smorzati i toni – la licenza è rimasta, ma Google ha deciso di fornire il servizio in altro modo. Yahoo svolgela propria attività mediante accordi di licenza marchio e collaborazione con3721, Amazon con Joyo ed infine eBay con Eachnet. Il controllo su questeoperazioni, da parte dell'investitore straniero, è esercitato a livellocontrattuale e non societario, nonostante esista una specifica proibizione diaffitto o trasferimento a qualsiasi titolo della ICPL da parte del detentorecinese.

 

Con lo sviluppo dell'e-commerce e l'avvio dellavendita online dei propri prodotti da parte di diversi brand internazionali(IKEA, Carrefour) – nonostante la classificazione di legge – la vendita diprodotti online, perlomeno in grandi città come Pechino e Shanghai, è stata riclassificatadalla prassi come 'servizio non commerciale' e, alla stregua dei sitiinformativi societari – di cui si diceva sopra – richiede una sempliceregistrazione, e non una licenza, al MIIT. Si entraqui in una delle aree grigie delsistema cinese: le norme non sono mai state modificate per iscritto. Dunque, la prassi potrebbe cambiare, ed in ognicaso può essere diversa  a seconda dellalocalità.

 

di Sara Marchetta

 

Sara Marchetta si è laureata in Lingua e Cultura cinese presso l'Università Ca'foscari di Venezia nel 1994, e successivamente ha frequentato un corso avanzato di giurisprudenza presso la Facoltà di Legge dell'Università di Pechino (1994-98). Nel 2002 si è inoltre  laureata in Legge presso l'Università di Parma ed è attualmente membro del Bar Association di Piacenza. Dal 1997 al 2008 ha lavorato per Birindelli e Associati come managing partner dello studio di Pechino. Oggi Sara Marchetta è senior associate dello Studio Legale Chiomenti a Pechino. Diritto aziendale è la sua area di competenza. Madrelingua italiana, parla fluentemente inglese e cinese mandarino.

 

La rubrica "La parola all'esperto" ha un aggiornamento settimanale e ospita gli interventi di professionisti ed esperti italiani e cinesi che si alternano proponendo temi di approfondimento nelle varie aree di competenza, dall'economia alla finanza, dal diritto alla politica internazionale, dalla cultura a costume&società. Sara Marchetta cura per AgiChina24 la rubrica di Diritto.