FACEBOOK ALLA CINESE

FACEBOOK ALLA CINESE

Bologna, 1 ott. - La scorsa settimanaWarren Buffet e Bill Gates hanno compiuto una visita congiunta in Cina. Il tema scatenato dalleloro dichiarazioni ufficiali? Una discussione pubblica e senza precedenti sullafilantropia all'interno della nuova classe degli ultraricchi cinesi. Non internet - quindi - non la rete, non il suo uso da parte della piùvasta popolazione mondiale a navigarla in lungo e in largo. Eppure dovrebberoessere interessati - così come il resto del mondo - ai numeri della suasorprendente espansione e alle sue dinamiche comportamentali interne. Ci sonodati sui cui riflettere. La banda largaè utilizzata da 346 milioni di utentie l''incremento più massiccio riguarda le connessioni tramite telefonia mobile:233 milioni i cinesi – il 68% dei naviganti - si connettono tramite il lorocellulare. Il gradimento nei confronti del cellulare come strumento pernavigare è cresciuto del 98,5%, quello del notebook del 42,4%, quello del PCdel 5,8%. Sorprendentemente il 27,8% dell'utenzacinese naviga dalle aree rurali (oltre 106 milioni, +26,3%), il che ribaltain qualche modo la percezione del cinese agricolo arretrato in manieradrammatica rispetto al cinese costiero dei grandi centri abitati.

 

Sul piano commerciale, i domini internet registrati in Cina sono oltre 16 milioni e ildominio .cn è il più presente con una copertura dell'80%. La casa è il primoposto dal quale si connette il cittadino cinese (83,2%) seguito dalla danwei,ossia il posto di lavoro (30,2%), ma il 68% della popolazione occupata navigasolo nel tempo libero. Tutto ciò considerato, la media settimanale dipermanenza per le vie del web online è aumentata di altre due ore, per lo più passate nell'ordine a: ricercaredivertimento (83,5%); cercare notizie (80,1%) e consultare motori di ricerca (73,3%). L'e-commerce è cresciuto del 68% e ilsettore che è cresciuto maggiormente è quello dei servizi (+80,9%). Inparticolar modo crescite rilevanti hanno toccato l'e-travel (77,9%), l'e-book(67%), l'e-finance (62%). La caratteristica emergente da tutti questi dati e daaltri ancora contenuti nel recente rapporto annuale del China Internet NetworkInformation Center, è che l'approccio ludico della rete gialla ha contribuitoal consolidamento dell'aspetto consumistico.

 

In Cina gli utentiimpiegano internet sempre di più peri giochi online, per la messaggistica (aggirando tranquillamente i blocchi diTwitter e di Facebook), per scaricare musica e film e per fare shopping, moltodi più che per lavorarci! Un consumatore su cinque fra i 18 e i 44 anni - lafascia di 'fuoco' - non comprerebbe un nuovo prodotto senza prima averne testatala validità su internet tramite leopinioni e la soddisfazione di altri utentionline. Ovvio il volume delle transazioni commerciali sia più cheraddoppiato dallo scorso anno e che le azioni di marketing e pubblicità delleaziende cinesi siano cresciute di quasi il 30% - parliamo di un totale di circa3 miliardi di dollari USA - ossia il doppio della crescita dei contributipubblicitari sulla carta stampata. E sempre la fascia di fuoco, determina anchela gestione dei rapporti sociali fra internauti,popolandola per la maggiore. Si è già detto di come - nonostante la tentatacensura del Governo centrale su molti siti - gli users in Cina si connettano fra loro in una varietà di modi, conl'accento sui siti di social networking.Facebook bloccato - o comunque di accesso accidentato - gli utenti che non hanno la possibilità dibypassarne le barriere, hanno decretato il proliferare di siti di socializzazionecinesi in tutto e per tutto. Censiti alla bisogna - e diversi dei qualivisitati con l'aiuto di amichetti autoctoni - ci piace mapparli.

 

Abbiamo Facekoo - che starebbe per una sorta di'face cool', il cugino giallo di facebook, insomma - che è soprattuttodestinato ai giovanissimi. Lanciato nel 2008 da tre cinesi che vivono e operanonella Silicon Valley, ha al suo interno un'interessante applicazione chiamata'face mirror' che consente agli utentidi incontrare amici usando un sistema di riconoscimento dei tratti somatici delviso. Si ha poi Kaixin001 (la "rete felice", più o meno), clone di facebookimmatricolato nel marzo 2008 e diffusissimo fra i colletti bianchi e diconseguenza molto appetito dagli inserzionisti commerciali. Consente di caricarefoto, scrivere blog e microblog, condividere musica e conservare più di 1 Gb diinformazioni personali. Le applicazioni relative ai giochi sono variazioni diquelle di facebook, per cui ritroviamo Happy Farm (traduzione dellamefistofelica Farmville, il gioco che rende l'utente un lieto contadino virtuale completamente dipendente),Friends for sale e tutte le altre che popolano gli schermi del 60% degli internauti occidentali. ProprioKaixin001 - che non disdegna del tutto il plagio - ha citato in giudizio ilQianxiang Group, che ha lanciato e gestisce il sito Renren, nato nel 2009: ilgruppo ha comprato il dominio Kaixin.com e l'ha lanciato come social network, confondendo gli utenti che erano convinti di entrareinvece nel sito originale, quasi omonimo.

 

Renren è la summa di due diversi social network: al principio eraXiaonei, specializzato nell'uso da parte di reti universitarie, fondato nel2005 dai laureati della Tsinghua University, con utenti obbligatoriamente iscritti come studenti. Xiaonei è statoacquistato dalla Oak Pacific, una società di internet business cinese, detentricedel proprio social network, ossiaQ5. Dalla fusione dei due, nel 2008, è poi scaturito il nostro Renren, che nonaccetta alcuna applicazione esterna, ha un instant messenger integrato ecomprende una versione wireless per la consultazione diretta da telefoniamobile (che lo rende allo stesso tempo il preferito dai blogger e il piùcensurato dal Governo). Il socialnetwork a due teste impiega una sua divisa - nel senso di moneta - chiamataXiaoneidou, ossia i fagioli di Xiaonei, che danno la facoltà all'utente di acquistare regali,giochi, pubblicità e di attivare una vasta gamma di servizi. Ultimo in ordinealfabetico, è una piattaforma sociale in tutto e per tutto simile a facebook,che proprio per questo si diceva fosse nel mirino del social dei social, per ilproprio sbarco definitivo in Cina (ma facebook ha prontamente smentito).

 

Ma qual è la vera differenza fra i social network occidentali (banditi inCina) e quelli locali che ne sono comunque dei cloni? I giovani cinesi in realtàvogliono solo dribblare il concetto di informazione controllata e in questo nonsono poi diversi dai giovani europei o nordamericani. Tuttavia laconsapevolezza di non avere un'informazione "libera", la sua assenza, crea ildesiderio: non è novità come siano proprio i divieti a suscitare la voglia diinfrangerli e l'interesse ad approfondire le informazioni. E' una popolazionegiovanile colta, tecnologica e metropolitana quella del social network che si apre al mondo e accumula informazioni. Ilresto della popolazione giovanile della rete è quello che frequenta invece i social network cinesi, spessodebitamente ripuliti all'origine dagli stessi creatori-amministratori, chevogliono fare business o svagarsi senza rischiare grane. Quello che se neevidenzia è che il fatto che in Cina un'elite tecnocratica possa accedere ai social network occidentali e gli altrino, stride comunque con la società armoniosa che persegue il governo. Menoinformazioni significa forse in questo senso meno opportunità, piuttosto chemeno libertà.



Katia Gruppioni è responsabile progetti speciali, comunicazione, relazioni internazionali e istituzionali per le aziende del gruppo del Sira Group (Italia, Cina, Russia, Romania). Imprenditrice, è Presidente di KF&F, una società che assiste le PMI italiane nella penetrazione dei mercati esteri, con focus sul mercato cinese.

Pubblicista e saggista, esperta di Cina, membro del Comitato Scientifico di Osservatorio Asia.

 

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