Esperto di web 2.0

Esperto di web 2.0
Gianluigi Negro si è laureato in Lingue Istituzioni Giuridiche Economiche dell'Asia Orientale (curriculum Cina) all'università Ca' Foscari di Venezia, e al momento frequenta il Master "Global Management: Società e Istituzioni della Cina Contemporanea" presso l'Università di Roma III. Si interessa di web 2.0 in Cina.
Nel mercato cinese del venture capital, l'e-commerce rappresenta uno dei tre segmenti più redditizi delle industrie correlate ad Internet. L'e-commerce "via cellulare" è il settore per cui le prospettive di crescita sembrano essere più promettenti. Taobao (piattaforma di e-commerce C2C che vanta più di 145 milioni di utenti iscritti e che nella sola metà del 2009 ha registrato transazioni commerciali per un valore di 8 miliardi di euro) ha previsto in questi giorni il lancio di tre cellulari personalizzati prodotti in partnership con China Telecom, Lenovo Mobile e Tcl Communications.

D: Dott. Negro, nelle veci di esperto e "fan" del Web cinese, cosa ci possiamo attendere dal "corteggiamento" di Taobao per il settore dell'e-commerce mobile?

R: L'iniziativa di Taobao si dimostra, anche in questo caso, densa di aspettativa; le premesse sembrano molto incoraggianti. A tal proposito è opportuno ricordare che Taobao non solo è leader di settore in Cina nel C2C, ma ha dimostrato con il tempo di saper leggere al meglio le istanze dei propri consumatori. Nel 2008 le stime fornite dall'Analysys International mettevano in evidenza come Taobao coprisse oltre l'87% delle transazioni online in Cina; al contrario di Eachnet, una società di settore che fu acquisita da Ebay nel 2003 ma che non ha finora conseguito risultati esaltati. Il mobile è sicuramente la frontiera del futuro, molto appetita da operatori di settori locali e come dimostra anche il recente ingresso nel mercato di iPhone. Secondo l'ultimo rapporto CNNIC gli utenti che si connettono via mobile sono 155 milioni (oltre il 46% di tutta l'utenza internet): da qui le grandi aspettative anche in termini di servizi. L'iniziativa di Taobao potrebbe tuttavia avere un'altra chiave di lettura. Un rapporto del CIW di inizio dicembre calcola che lo shopping online cinese ha registrato 119.52 miliardi di yuan nella prima metà del 2009, ma le previsioni di inizio anno suggerivano che l'e-commerce cinese avrebbe raggiunto 250 miliardi di yuan. Difficile conseguire un risultato del genere. A questo dato va aggiunto che attualmente l'e-commerce mobile registra il 10,3% sul settore. L'interesse per le potenzialità del mobile sono comunque confermate anche da altri attori; d'altra parte Baidu ha avviato dal 2007 una serie di collaborazioni con i principali operatori di telefonia mobile al fine di prepararsi all'avvento dei servizi 3G.

D: Facendo un passo indietro e basandosi sulle sue ricerche, potrebbe fornirci il "profilo" dell'utente medio di Taobao? Quali sono le motivazioni che lo spingerebbero nell'acquisto del nuovo cellulare che, provvisto di software Taobao, gli permetterebbe l'accesso diretto a tutte le applicazioni, incluso il sistema di messaggeria istantanea Wangwang?

R: In generale chi acquista online rientra in una fascia d'età che può considerarsi giovane (dai 18 ai 30 anni) e con una disponibilità economica che si aggira dai 1000 ai 3000 yuan (dai 100 ai 200 euro circa). La maggior parte di questo tipo d'utenza vive nelle cosiddette città di prima fascia come Pechino, Shanghai e Canton. Verosimilmente Taobao investirà su di esse ma si rivolgerà ad un target femminile perché più avvezzo allo shopping online (quest'ultima scelta è stata uno dei motivi principali che ha sancito il successo di Taobao su eBay). Difficile che Wangwang possa essere visto come un incentivo all'acquisto del device, soprattutto considerando l'indiscusso predominio di QQ mobile (sistema di messaggeria istantanea di QQ). Ciononostante Wangwang sarà comunque uno strumento certamente ben accetto per confrontarsi in maniera interattiva sulle caratteristiche dei prodotti acquistabili; non a caso il 43,3% degli acquirenti online segue con interesse i consigli presenti sulla Rete.

Veniamo ad un altro argomento. A cavallo tra i mesi di novembre e dicembre China Mobile, seguita a ruota da China Unicom e da China Telecom, ha sospeso le imposte di traffico sui propri siti WAP al fine di tenere a freno gli "inappropriati contenuti per soli adulti" presenti nell'Internet mobile, e ha parallelamente intrapreso una valutazione dei contenuti di ciascun sito. Le compagnie di mobile content e service providers, così come di application developers, hanno risentito pesantemente del giro di vite posto dalle tre compagnie telefoniche statali e si sentono pesantemente discriminate nello sviluppo del proprio business.

D: Dott. Negro, tra i suoi interessi spicca il tema della censura. Ritiene che il giro di vite azionato dalle tre compagnie telefoniche statali sia stato "suggerito" dal governo? In questo caso, i siti "incriminati" sarebbero soltanto quelli nella lista della campagna antivolgarità o anche qualche altra categoria sarebbe messa sotto accusa?

R: L'azione del governo è sicuramente molto presente, ma ad essa va associata anche un crescente attivismo tra soggetti non governativi (tra cui diverse aziende software) che operano in  maniera apparentemente disinteressata per rendere il Web cinese il più "armonioso" possibile. La cosiddetta campagna antivolgarità non sembra comunque essere stata pianificata in maniera impeccabile. Qualche giorno fa, ad esempio, è stato oscurato un sito di un organizzazione omosessuale che aveva l'intento di sensibilizzare l'utenza sul fenomeno dell'AIDS; sono stati oscurati anche diversi siti bit torrent, nonostante alcuni di questi avessero l'autorizzazione per poter operare. E' evidente che risulta sempre più difficile monitorare il proliferare di strumenti Web 2.0, e probabilmente lo sarà ancora di più con la presenza più massiccia di device 3G. Nel giugno del 2008 gli scontri di Wengan hanno dimostrato come la società civile cinese fosse in grado di denunciare gli scandali anche attraverso un intenso scambio di sms. A distanza di un anno, l'avvento di molti strumenti web 2.0 ha sicuramente agevolato e reso più completo questo scambio di informazioni, tant'è che la V Chinese Blogger Conference che si è tenuta a Lianzhou (nei pressi di Guangzhou) si è discusso principalmente dell'importanza del microbog anche attraverso il cellulare. Occorre aggiungere che in una prospettiva di medio termine, il disappunto dei mobile content e service providers e degli application developers trova riscontro nelle ristrette opportunità di finanziamento. Se da un lato le partnership con gli operatori telefonici sono un "passaggio obbligato" per raggiungere gli utenti mobili, dall'altro esse raffreddano l'entusiasmo dei venture capitalist disposti a scommettere su di loro.

D: Quale futuro si prospetta per i mobile content e service providers gli application developers ? Il loro sviluppo potrà seguire un percorso autonomo o saranno limitati dalle compagnie telefoniche e, indirettamente, dallo Stato?

R: Difficile prevedere quello che accadrà, sebbene si tratti di tre categorie complementari che dovrebbero essere letti con prospettive diverse. Il controllo del mobile content si preannuncia difficile, considerando la sempre più crescente autonomia dell'utenza ad aggirare sistemi di censura. Sempre nell'ultima Chinese blogger Conference, ad esempio, il noto blogger Zhou Shuguang (ai più conosciuto come Zola) ha illustrato diversi modi per poter accedere a Twitter nonostante il servizio sia ancora fuori gioco in Cina. Il ruolo dei service providers ha finora dimostrato che è difficile conseguire uno stato di sostenibilità al di fuori delle linee governative (spesso di difficile interpretazione); d'altra parte è opportuno registrare la feroce campagna mediatica dello scorso luglio contro Google, reo di agevolare le ricerche di materiale pornografico. Una scelta singolare se si pensa che Baidu disponeva di filtri ancor meno efficienti. Google ha una quota di poco inferiore al 35% (Baidu ha circa il 65%) e ha dimostrato - almeno negli ultimi anni - di rispettare il popolo della rete cercando di mediare con le istanze governative. Evidentemente l'azienda statunitense ha cercato di evitare casi come quello di Shi Tao che hanno sancito il sostanziale fallimento di Yahoo in Cina. Questo episodio dimostra come il sistema cinese preferisca servizi locali, sia per un ritorno economico all'interno del Paese sia per un monitoraggio meglio riuscito sui contenuti. Gli operatori cinesi sembrano maggiormente apprezzati anche nel caso degli application developers; basti pensare al recente flop di Apple store e al sempre più marcato successo registrato da 91 assistant (91.com) di proprietà della Net Dragon Websofr del Fujian, già leader di settore nel gaming online. Proprio nel gaming online si annidano le aspettative più grandi anche per le conquiste fuori confine. La blasonata e lucrosa Happy farm, application che occupa molti profili dei SNS nostrani, è Made in China, per esempio.

D: Un ultima domanda: alcuni esperti di settore ritengono che il mercato cinese dell'Internet mobile sia ancora immaturo, che per il momento non vi sia alcun prodotto rilevante e che la sua piena fioritura si realizzerà tra cinque anni. Considerando il ritmo di crescita degli internauti cinesi (secondo il 24° rapporto statistico sullo sviluppo di internet pubblicato lo scorso luglio dal CNNIC, gli utenti cinesi sarebbero ben 338 milioni e occuperebbero il primo posto nella classifica mondiale), e valutando le abitudini di fruizione del Web cinese, condivide questa posizione?

R: Il mercato dell'internet mobile non è ancora ben definito e questo spiega l'assenza di "prodotti rilavanti nel mercato".  Ma non possiamo sottovalutare le potenzialità dell'industria del Web cinese: il sistema di micropagamenti offerto da QQm così come il crescente fenomeno del love apartment e l'importanza dell'avatar negli SNS, mettono in evidenza che anche in questo settore la Cina ha solo bisogno di tempo per poter presentare al pubblico prodotti di qualità con caratteristiche cinesi. Innovazione a parte, credo sia opportuno sottolineare i successi che sono riusciti ad ottenere Baidu e Alibaba -  già da tempo molto attivi nel conquistare quote di mercato in Asia (Giappone in primis) -  in soli dieci anni di vita e. Forse è solo questione di tempo.

di Giulia Ziggiotti

a cura di Alessandra Spalletta