DEI, DEMONI E ORACOLI La leggendaria spedizione in Tibet del 1933

di Andrea Marcelloni*


Dei, demoni e oracoli. La leggendaria spedizione in Tibet del 1933
Giuseppe Tucci
a cura di Ugo Leonzio
Neri Pozza, 2006
€ 15,50

Roma, 10 apr.- Per un orientalista appassionato di letteratura da viaggio – ma non solo – la lettura del diario di Giuseppe Tucci relativo alla spedizione che effettuò in Tibet nel 1933 è un qualcosa che va oltre al semplice piacere di leggere.

“Dei, demoni e oracoli”, pubblicato da Neri Pozza nel 2006, è uno di quei libri che prima o poi ti capitano tra le mani e da cui, una volta iniziato a leggere, non riesci più a separarti. Per il comune lettore si tratta semplicemente del resoconto di viaggio di una spedizione mitica, che Giuseppe Tucci fece in Tibet nel 1933. Per i più appassionati, per gli studiosi delle culture e delle religioni orientali, per gli amanti dell'arte e della storia dei popoli e delle loro tradizioni, è un viaggio in un paese tutto da scoprire, ma soprattutto un viaggio dentro se stessi. Lo ha compiuto Giuseppe Tucci proprio con questo spirito, e lo può ripercorrere il lettore, se riuscirà a farsi coinvolgere emotivamente nelle imprese di un ricercatore nato più di un secolo fa, leggendo questo libro.

Nel 1933, dunque, Tucci si mise a capo di una spedizione composta da cinquanta muli, decine di sherpa, cani, tende, cibi, macchine da ripresa e una buona scorta di rupie d'argento e diretta nel Tibet occidentale. Più precisamente nella zona più remota e inaccessibile del Tibet: lo Shang Shung, nella regione del Guge. A quell'epoca il Guge era una regione fantastica e leggendaria, i cui abitanti erano descritti come dediti a traffici occulti, persone che usavano predire il futuro offrendo i corpi dei defunti a vampiri annidati in templi abbandonati. Tucci tuttavia conosceva la lingua, la cultura e le pratiche spirituali tibetane e sapeva come porsi di fronte ad esse. “Dei, demoni e oracoli” è il resoconto di quella spedizione, un diario di viaggio accurato e dettagliato, iniziato il 13 giugno e concluso il 2 novembre del 1933. Molti reperti storici e artistici recuperati in quella missione oggi sono custoditi nel Museo Nazionale di Arte Orientale di Roma. Ma Tucci non era partito solo per trovare reperti archeologici...

 “Tra gli scritti di Tucci questo diario della spedizione del '33 ha un sapore unico. È un viaggio che contiene, come il concerto in mi bemolle maggiore per piano di Mozart, tutto quello che dopo potrà venire o soltanto sopravvivere. In un uomo così complicato, emerge una nota ingenua, un entusiasmo inaspettato e una sincerità che saranno più difficili altrove”. Dalla prefazione di Ugo Leonzio. Anche la copertina del libro è da ammirare. Giuseppe Tucci di spalle, sulle rive del lago Rham. Lo scatto è di Fosco Maraini.

 

Vi aspetto in libreria.

 

Giuseppe Vincenzo Tucci (1894-1984), è stato uno dei più importanti orientalisti italiani e da molti è considerato il maggiore tibetologo a livello mondiale. Nato a Macerata, laureatosi in lettere a Roma nel 1919, nel 1925 partì per l'India per insegnare Lingua, arte e letteratura italiana. Rientrò in Italia nel 1931 per insegnare lingua e letteratura cinese presso l'Istituto Universitario Orientale di Napoli e poi, dal 1932 al 1969, religioni e filosofia dell'India e dell'Estremo Oriente alla Sapienza di Roma. Fondò nel 1933, assieme a Giovanni Gentile, l'Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente di Roma. Dal 1926 al 1954 effettuò numerose spedizioni in Tibet, Nepal e in altri paesi dell'Asia Centrale e scrisse di più di 350 pubblicazioni tra articoli scientifici, saggi, libri e opere divulgative. Come studioso e ricercatore ha ricevuto numerosi premi, lauree honoris causa e onorificenze, sia in Italia che all'estero. Dal 2005 il Museo Nazionale di Arte Orientale di Roma è a lui dedicato. L'unica biografia esistente su Giuseppe Tucci è di Enrica Garzilli, “L'esploratore del Duce. Le avventure di Giuseppe Tucci e la politica italiana in Oriente da Mussolini a Andreotti”. Memori, Asiatica, 2012 (3a ed. 2014).

 

*Andrea Marcelloni, sinologo, è il proprietario di Orientalia, la libreria di Roma specializzata in orientalistica. Si trova in via Cairoli, 63, nel cuore dell'Esquilino. Ogni settimana Andrea Marcelloni offrirà ai nostri lettori spunti di lettura.

 

10 aprile 2014

 

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