Co-fondatore di Tommasi Pretti Sports Culture & Exchange Co., Ltd (TPS)

Diffondere la cultura calcistica in Cina: questo l'obiettivo di TPS. Nata dall'iniziativa dei calciatori Damiano Tommasi e Werner Seeber e del procuratore sportivo Andrea Pretti, la società si propone di arricchire il promettente settore calcistico giovanile cinese con esperienza e modus operandi Made in Italy.  

Come nasce la TPS? E quali sono i suoi obiettivi principali?

TPS nasce dall'esperienza calcistica vissuta in Cina nel 2009. L'occasione che mi si è presentata per chiudere la carriera professionale in un Paese come la Cina, con molta ambizione anche in campo calcistico, ha trovato seguito nella creazione di una società che si pone come primo obbiettivo quello di fare da ponte tra l'esperienza calcistica italiana ed europea e il calcio cinese con il suo enorme potenziale di crescita. Per fare questo è basilare per TPS fare affidamento sull'esperienza maturata sul campo da parte dei suoi fondatori e dai molti contatti avviati sia in Cina che in Europa tra gli operatori del settore interessati al calcio d'Oriente.

Quali i progetti realizzati e quali quelli in corso?

Stiamo avviando una serie di iniziative volte a creare un canale preferenziale per far conoscere il metodo di lavoro italiano in ambito calcistico, soprattutto nel settore giovanile, attraverso la collaborazione con Club italiani e cinesi.

Che tipo di interesse e di prospettive ci sono in Europa relativamente ai calciatori cinesi?

Il principale ostacolo è la poca conoscenza del calcio cinese in Europa. Il fatto che, soprattutto in Italia, il regolamento sia restrittivo per quanto riguarda il tesseramento di extracomunitari fa propendere per un interesse prevalentemente in direzione Sud America. Obiettivo della TPS è far conoscere le doti calcistiche dei giovani cinesi e dare la possibilità ai calciatori cinesi di migliorare conoscendo da vicino i metodi di allenamento e preparazione del calcio europeo. La forte potenzialità di crescita del movimento calcistico cinese è motivo valido per non perdere l'occasione di sviluppare progetti di partnership tra società calcistiche cinesi ed europee.

In che modo l'Italia può fare da tramite tra Cina e Occidente nel mondo del calcio?

L'Italia può mettere a disposizione un grande apparato di tecnici, preparatori ed esperti, oltre che di calciatori disposti a viaggiare in Oriente per mettersi in gioco. Il nodo cruciale è il modo in cui la scuola italiana può inserirsi nella cultura cinese. Proprio questo è uno degli ostacoli che TPS si propone di superare e per far questo stiamo cercando di mettere insieme esperienze calcistiche europee con esperienze di vita cinesi per poter trovare il modello più agevole di crescita da parte del calcio in Cina.

Quali sono i vostri concorrenti in Cina? Esistono iniziative analoghe?

Non sappiamo al momento se esistono iniziative analoghe, di sicuro solo TPS ha in seno un'esperienza tanto coinvolgente quanto complicata come l'aver calcato i campi del massimo campionato cinese. Il nostro intento è quello di specializzarci sfruttando questo anticipo su altri che, probabilmente, arriveranno e che si troveranno ad affrontare difficoltà inevitabili e a volte insormontabili.

Nelle sue "Pagine gialle" (www.damianotommasi.it) ha avuto l'onere e l'onore di raccontare di Cina a un pubblico che solitamente è digiuno di notizie dall'Asia. Se e in che modo l'esperienza al Tianjin Teda (feb-ott 2009) ha modificato la sua percezione della Cina?

La mia percezione della Cina è cambiata molto o meglio, ha preso corpo una mia vaga idea di Cina. Tra poche settimane sarà dato alle stampe in Italia una sorta di diario della mia esperienza cinese e uno dei prossimi appuntamenti di TPS sarà proprio la pubblicazione anche in Cina di tale 'diario di bordo'. Le sensazioni sono di grande opportunità, di approccio con un mondo che nel prossimo futuro sarà a noi sempre più familiare e che oggi sento appartenermi molto più di prima.

Da calciatore a imprenditore e promotore di scambi culturali. Come si trova a vestire questi nuovi panni?

Un po' imbarazzato perché non è il mio habitat naturale, ma mi sento molto stimolato ed invogliato ad andare avanti nonostante le tante problematiche sempre presenti. I mesi passati in Cina a giocare mi hanno abituato ad un approccio professionale con il mondo cinese che in questi mesi da 'imprenditore' ho dovuto utilizzare spesso. Calma, riflessione, convinzione e rispetto sono all'ordine del giorno per TPS.

di Miriam Castorina

Questa intervista è stata effettuata in collaborazione tra AgiChina24 e China Files.

© Riproduzione riservata