Che succede se ai cinesi comincia a piacere lo sci

In vista dei dei Giochi Olimpici invernali di Pechino del 2022, aumentano le stazioni sciistiche e il numero di appassionati

Che succede se ai cinesi comincia a piacere lo sci

Lo sci in Cina è in pieno boom. In vista dei mondiali di Ski Freestyle e snowboard, che si terranno nel 2021 a Zhangjiakou/Genting, e dei Giochi Olimpici invernali di Pechino del 2022, in Cina aumentano le stazioni sciistiche e il numero di sciatori.

Attualmente si stima che in Cina vi siano 7 milioni di sciatori, appena lo 0,5% della popolazione, ma il mercato “potenziale” è enorme; teoricamente in futuro, in Cina, potrebbero esserci più sciatori di quanti non ne esistano ora nel resto del mondo (125 milioni). In ogni caso questo è l’obiettivo ufficiale.

La Cina è impegnata da tempo a valorizzare le destinazioni legate alle montagne e più in generale gli sport invernali. L’obiettivo dichiarato è di arrivare ad avere in Cina mille stazioni sciistiche nel 2022, data nella quale si terranno i Giochi Olimpici invernali.

Che succede se ai cinesi comincia a piacere lo sci

Se si considera che nel 1996 c’erano meno di 10 stazioni invernali, si può capire quale sia lo sforzo nel quale il Governo è impegnato.

Attualmente le stazioni sono 646, ma a fianco di realtà in possesso di caratteristiche e standard internazionali. molte hanno una sola pista, e si calcola che appena il 14% abbia più di 4 impianti di risalita.

Il boom del turismo legato alla neve in Cina è una delle conseguenze della forte crescita della classe media, che ha trovato nel turismo una delle sue espressioni, e che è costantemente alla ricerca di nuove proposte e nuove esperienze. E lo sci, che è ancora relativamente poco conosciuto, si presenta come una nuova opportunità, per sperimentare uno stile di vita percepito come prestigioso.

Per i cinesi la destinazione montagna per eccellenza è la Svizzera, e la meta più conosciuta è Davos, ma l’Italia ha ancora molte carte da giocare. E non abbiamo solo destinazioni montane da offrire, perché alla Cina interessa anche il know-how. Occorre però affrancarsi dai vecchi pregiudizi, e imparare a offrire proposte integrate, che richiedono una logica di rete.

Nella mia esperienza le destinazioni montane vanno proposte tenendo a mente che i cinesi hanno una vera cultura della montagna; non a caso viaggiatore – ricorda Renata Pisu - è lao shan-shuei, cioè “colui che è vecchio di acque e montagne”.



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