CINA SCEGLIE HILLARY Ma e' "la strega" per popolo web

Francesco Palmieri

 

Roma, 11 ott. - Hillary Clinton, candidata democratica alla Casa Bianca nelle elezioni dell'8 novembre e' preferita a Pechino rispetto al rivale repubblicano Donald Trump. Non pare solo una preferenza della leadership - che comunque non si e' espressa ne' si esprimera' apertamente - ma risulta avvalorata da un sondaggio del Pew Research Center. Secondo la ricerca, svolta nei giorni scorsi, Hillary raccoglie il 37% dei consensi e il 35% dei contrari, mentre il 28% non ha espresso opinione; Trump attrae solo il 22% dei consensi, col 40% di contrari e il 39% di astenuti. Eppure, rileva oggi il quotidiano hongkonghese South China Morning Post, l'opinione diffusa sul web appare ben diversa dal campionamento del Pew Research Center.

 

Quando, ad aprile scorso, la Clinton annuncio' la decisione di correre per le presidenziali, "la risposta degli internauti cinesi fu dura e immediata, con uno dei piu' popolari commenti, sul notiziario web dell'emittente statale China Central Television, che la chiamava 'vecchia strega', mentre secondo un altro lei avrebbe scatenato la terza guerra mondiale". Gia' nel 2013, quando Hillary termino' i quattro anni del suo mandato di segretario di Stato, la testata nazionalista "Global Times" le dedico' uno speciale in cui la definiva "la politica americana piu' odiata fra gli internauti cinesi".

 

"Gli analisti attribuiscono - rileva il South China Morning Post - l'animosita' verso la Clinton alla sua immagine di 'iron lady', alle dure posizioni sulle questioni relative alla Cina nel corso degli anni e ai dubbi di Pechino che lei sia stata la mente occulta delle Primavere Arabe che agitarono il Nord Africa e il Medio Oriente quando era segretario di Stato". "La Clinton e' verosimilmente piu' dura nei confronti della Cina rispetto al rivale repubblicano Trump", afferma Miles Yu, docente di Storia diplomatica all'Us Naval Academy di Annapolis nel Maryland. Tuttavia, secondo gli analisti, i leader cinesi la preferirebbero alla Casa Bianca perche' l'"imprevedibilita'" di Donald Trump appare piu' rischiosa della "prevedibilita'" - benche' spesso ostile - di Hillary. Per Zhiqun Zhu, docente di politica e relazioni internazionali alla Bucknell University di Lewisburg, in Pennsylvania, la lunga storia dei rapporti fra la Clinton e la Cina e la sua robusta esperienza diplomatica sono qualita' preferibili rispetto a un Trump: "La Clinton ha oltre venti anni di esperienza nell'interazione con tre generezioni di leader cinesi, dall'ex presidente Jiang Zemin a Hu Jintao a Xi Jinping".

 

Tra i presidenti americani, se lei lo diventera', soltanto George H. W. Bush potrebbe vantare una storia piu' lunga nelle relazioni con la Repubblica Popolare Cinese, dove lavoro' anche come capo dell'ufficio diplomatico per quattordici mesi fino al 1976. Washington ancora non aveva aperto l'ambasciata a Pechino perche' riconosceva come "Cina" soltanto Taiwan.

 

Hillary, con la Cina ventun anni in agrodolce

 

E' di 21 anni fa l'inizio dei rapporti pubblici fra la candidata democratica alla Casa Bianca, Hillary Clinton, e la Repubblica Popolare Cinese. Prima come first lady poi come segretario di Stato. Un lungo periodo, in cui si sono alternati momenti di asprezza e momenti di distensione. Ecco le date salienti della cronologia.
   - 1995, settembre: Hillary Clinton, first lady americana, agita le acque diplomatiche con la Cina per un discorso di 21 minuti tenuto a Pechino alla Quarta World Conference delle Donne, in cui solleva la questione dei diritti umani: "I diritti umani - dice - sono i diritti delle donne, e i diritti delle donne sono i diritti umani".
   - 1998, giugno: accompagna il marito Bill, allora presidente degli Stati Uniti, in una visita di nove giorni in Cina, la prima di un presidente americano dopo il massacro di Piazza Tiananmen del giugno 1989.
   - 2009, luglio: si svolge a Washington il primo dialogo strategico economico sino-americano. Hillary, segretario di Stato, e' accreditata come colei che ha spinto per promuovere quest'appuntamento a una scadenza annuale di alto livello.
   - 2010, luglio: parlando all'Asian regional security meeting, in Vietnam, la Clinton dichiara per la prima volta che gli Usa hanno "un interesse nazionale" riguardo alla liberta' di navigazione nelle acque contese del Mar Cinese Meridionale, che sono prevalentemente reclamate dalla Cina.
   - 2011, maggio: in un'intervista a The Atlantic, la Clinton bolla come "deplorevole" la situazione dei diritti umani in Cina e condanna la reazione di Pechino alle Primavere Arabe quale un tentativo di "fermare la storia".
   - 2012, febbraio: le relazioni sino-americane passano la prova del caso Wang Lijun, ex capo della polizia di Chongqing, che si vede respinta la richiesta d'asilo politico - la Clinton e' segretario di Stato - rivolta al consolato Usa di Chengdu, nella provincia del Sichuan. La vicenda prelude alla caduta di Bo Xilai, fra gli esponenti di maggiore spicco del regime.
   - 2012, aprile: l'avvocato cieco Chen Guangcheng, dissidente, scappa dagli arresti domiciliari e si rifugia nell'ambasciata Usa di Pechino proprio alla vigilia dell'arrivo della Clinton per l'annuale appuntamento di dialogo strategico economico. Nelle memorie pubblicate nel 2014, "Hard Choices", la Clinton scrive che il dissidente meritava il sostegno e la protezione americana.
   - 2015, settembre: in un tweet Hillary definisce "senza vergogna" il presidente cinese Xi Jinping, perche' partecipa a un meeting Onu sui diritti delle donne a New York mentre il suo governo tiene in prigione cinque giovani femministe che avevano inscenato una performance artistica.

 

11 OTTOBRE 2016

 

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