A RISCHIO LA GRANDE MURAGLIA "PER L'80% CUMULI DI TERRA"

Di Emma Lupano

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Milano, 22 ott.- Le leggende metropolitane narrano che la Grande muraglia sia visibile a occhio nudo dalla Luna. Il monumento simbolo della Cina, invece, non soltanto non si vede da lassù, ma rischia di scomparire anche quaggiù.

È il Zhongguo Qingnian Bao a lanciare l'allarme, sulla base di un'indagine sul monumento pubblicata dall'Ufficio nazionale dei beni culturali: “La Grande muraglia sarebbe lunga 21.196,18 chilometri, ma solo il dieci per cento esiste ancora – riporta il giornale -. Le parti che sono in uno stato definito ‘abbastanza buono' sono quelle che si possono ancora vedere, perché il resto, definito ‘non ben conservato', è ormai diventato un insieme di cumuli di terra”. Nonostante “il programma di conservazione iniziato alla fine del 2005 abbia già compiuto 10 anni”, e nonostante “il regolamento per la conservazione della Grande muraglia sia entrato in vigore a dicembre 2006”, il monumento“continua a svanire”, denuncia il quotidiano.
All'indomani della notizia, il 10 ottobre Zhen Weijian, commentatore del Xin Jing Bao, riprende l'argomento esprimendo tutta la sua preoccupazione sullo stato in cui versa il simbolo nazionale.

“Quando pensiamo alla Grande muraglia – inizia Zhen - ci viene subito in mente l'espressione ‘se non hai visitato la Grande muraglia non sei un vero Han'. È un resto dell'antica civiltà cinese apprezzato a livello globale ed è il monumento più lungo al mondo. Nel 1987 è stato inserito dall'Unesco nella lista dei patrimoni mondiali dell'umanità, il primo riconosciuto come tale in Cina”.

Data la sua lontana origine, dice Zhen spiegando l'ovvio, “è difficile che la Grande muraglia possa resistere all'erosione del vento e della pioggia. Cadute di mattoni, crolli di muri e sgretolamento delle Porte sono fenomeni che avvengono regolarmente. Quello che non avviene regolarmente – sottolinea però il commentatore - è la lotta a questi fenomeni. La Grande muraglia è unica al mondo ed è diventata un simbolo del popolo cinese: proteggerla con ogni mezzo dovrebbe essere alla base della difesa della nostra cultura nazionale e un fondamento della nostra coscienza nazionale”.

Invece non solo mancherebbero forme efficaci di protezione contro gli agenti naturali, ma “azioni umane distruttive si aggiungono accelerandone la scomparsa”. Zhen si riferisce ai “casi di contadini che hanno rubato tegole della muraglia per costruire i tetti delle proprie abitazioni o sottratto mattoni con iscrizioni antiche per rivenderli”, ma anche al “traffico e alle costruzioni dovute alle attività che sorgono nei pressi della Grande muraglia”, o alle imprese che“scavano nelle vicinanze alla ricerca di minerali, o che portano via grandi cumuli di terra per realizzare costruzioni”.

E se Zhen è tutto sommato comprensivo nei confronti della “gente che non comprende il valore storico della Grande muraglia o che ha scarso interesse o consapevolezza nel salvaguardarla”, la sua critica si scaglia contro “gli uffici pubblici che hanno il compito di difendere il territorio e che non possono accettare passivamente questa mancanza di coscienza”.

Il problema, secondo il commentatore, starebbe nell'assenza di un coordinamento generale tra tutti i territori attraversati dal monumento. Perché mentre “il Dipartimento dei beni culturali è responsabile nella sua interezza del lavoro di supervisione e coordinamento della protezione della Grande muraglia”, sono i governi locali a tenere i cordoni della borsa quando si tratta di stanziare investimenti nei tratti di loro competenza. “Questa protezione frammentaria ha fatto sì che la salvaguardia del monumento sia stata un lavoro svolto a pura discrezione dei funzionari locali. Solo i tratti della muraglia che rappresentano un simbolo per la località in cui si trovano o da cui le autorità locali riescono a generare profitti economici sono stati protetti e ristrutturati, mentre gli altri tratti sono stati lasciati al proprio destino”. In alcuni casi, nelle aree più povere, questo sarebbe anche dovuto a una semplice mancanza di fondi.

La proposta di Zhen è allora quella di avviare “una forma di protezione del monumento nella sua interezza, che non ammetta più disparità a livello locale”, creando “un comitato di gestione della totalità della Grande muraglia che abbia poi, su base territoriale, uffici direttamente dipendenti responsabili degli investimenti, delle ristrutturazioni e dello sviluppo dei vari tratti”. Non dovrà insomma più andare come “in passato, quando ognuno faceva come gli pareva,e si curava la muraglia se si voleva, ma se non si voleva la si lasciava in stato selvaggio, o al contrario la si commercializzava in modo eccessivo per trarne profitti personali”.

Il motivo per cui la muraglia “è grande”, conclude Zhen, “è che ‘è lunga diecimila li'. Se ne rimarranno soltanto dieci, non sarà più una meraviglia del mondo”.
 

 

22 OTTOBRE 2015

 

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