'L'ULTIMA CENA' DI ZENG FANZHI: ASTA RECORD A HONG KONG

Traduzioni a cura di Giovanna Tescione

 


Roma, 9 ott. – Dopo oltre 500 anni 'L'ultima cena' fa di nuovo centro, venduto all'asta di Hong Kong al prezzo record di 23.3 milioni di dollari ( 17.2 milioni di euro circa). Ma questa volta non si tratta del capolavoro di Leonardo da Vinci, non c'è traccia di Cristo, di Giuda, né degli apostoli, almeno non nel modo in cui siamo abituati a vederli. 'L'ultima cena' in questione è l'opera di Zeng Fanzhi, classe 1964, un dipinto non ortodosso in chiave comunista, di chiara ispirazione leonardesca, che sabato sera ha segnato il record di vendita all'asta per un artista asiatico contemporaneo. Il record precedente era detenuto dallo scultore giapponese Takashi Murakami, la cui opera dal titolo 'My Lonesome Cowboy' era stata ceduta per 15.1 milioni di dollari (11.1 milioni di euro) nel 2008.


L'opera, lunga ben 4 metri e alta 2,2, è stata messa in vendita dai collezionisti svizzeri il barone e la baronessa Guy e Mariam Ullens alla casa d'aste internazionale Sotheby's a Hong Kong. Una guerra a colpi di rilanci durata oltre 10 minuti al telefono e che ha visto i due contendenti, le cui identità non sono state rivelate, sfidarsi all'ultimo sangue con un'offerta finale che era più del doppio del valore stimato a 10,3 milioni di dollari (7,6 milioni di euro).


Egoismo e inganno della società cinese, questo il tema che Zeng Fanzhi affronta ne 'L'ultima cena', lavoro del 2001 parte della raccolta di dipinti 'Mask', ponendosi come un'icona artistica che vuole documentare il peso psicologico che le riforme economiche del paese hanno avuto sui cittadini. L'opera ritrae Cristo e i dodici apostoli che indossano maschere – le stesse utilizzate in tutta la raccolta – e uniformi dei Giovani Pionieri comunisti mentre mangiano angurie – carne e sangue per l'artista, desiderio e violenza, oltre a simboleggiare la Cina – sintetizzando in pochi colori il tessuto della società cinese in evoluzione durante le riforme economiche degli anni '90. A fare da protagonista il rosso, lo si trova nelle angurie, nei tratti dei personaggi ritratti e nelle loro uniformi; il comunismo cinese, il collettivismo, verso il capitalismo occidentale rappresentato da un Giuda, ben diverso da quello leonardesco, che porta una cravatta d'oro (la cravatta che in Cina si è iniziata ad indossare dagli anni '90 in poi è d'oro perché l'oro è il denaro per antonomasia).


Un gran successo dunque per la Sotheby's, in una serata organizzata per celebrare i quarant'anni di presenza in Asia e con il 90% di lotti venduti e offerte provenienti da 25 nazioni, riferisce la Sotheby's. Oltre all'opera di Zeng Fanzhi, protagonista per eccellenza dell'evento, molti sono stati i capolavori di artisti asiatici moderni e contemporanei messi all'asta. Su 62 opere, tra dipinti e sculture, 55 sono state vendute per un fatturato totale che in una sola sera ha toccato i 145.2 milioni di dollari, sullo sfondo degli applausi di oltre 600 persone che hanno affollato le sale del Centro di esposizione e convention di Hong Kong.


"Non ho parole", riferisce Nick Simunovic, direttore generale della Gagosian Gallery di Londra con base a Hong Kong, una galleria che ha esposto e venduto molte delle opere di Zeng, che continua: "Non credevo che il mercato potesse assorbire così tanti prodotti di qualità, ma mi sbagliavo". Ma quello del dipinto di Zeng non è l'unico record della Sotheby's. Undici artisti lo hanno seguito, tra cui Zao Wou-ki, astrattista francese di origini cinesi, il cui trittico dal titolo 15.01.82 è stato battuto all'asta per 11 milioni di dollari, record per l'artista e anche questa volte oltre le stime che lo davano a 8.9 milioni di dollari.


Un mercato che sta esplodendo, secondo Pascal de Sarthe, un mercante d'arte con base a Hong Kong che si è più volte occupato della vendita delle opere di Zao, che dice: "è stato incredibile, c'erano moltissimi nuovi compratori che non avevo mai visto prima". Una considerazione che trova conferma negli ultimi dati della Fondazione Europea delle belle Arti, che indica il mercato cinese come il più fiorente e il più ricercato a livello internazionale, con un giro d'affari che solo nel 2011 aveva toccato i 13 miliardi di dollari. Ma si parla del 2011 e da allora le cose sono cambiate. Solo la Sotheby's, una delle maggiori case d'aste internazionali insieme alla rivale Christie's, ha totalizzato un fatturato di 1.3 miliardi di dollari e 293.6 milioni di dollari in sole due ore a maggio, in quella che è stata la più grande asta primaverile a New York.


L'opera di Zeng verrà esposta il 18 ottobre al Museo di arte moderna di Parigi, rispettando un'esplicita richiesta fatta dagli Ullens, riferisce Alexander Branczik, incaricato dell'asta telefonica.

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