‘ISOLE DELLA SALVEZZA' NEL MIRINO PER AUMENTO ABBANDONI

Traduzioni a cura di Giovanna Tescione


Roma, 20 feb. – Le "isole della salvezza", le baby box nate per accogliere i bambini abbandonati, rischiano di essere troppe e di incoraggiare l'abbandono dei neonati. Dopo l'entusiasmo iniziale sulla loro utilità, la Cina fa un passo indietro temendo che le 25 baby box, già istituite in oltre 10 province cinesi e che per decisione del ministero degli Affari Civili saranno aperte in altre 18 province per accogliere un totale, secondo i media statali, di 10mila bambini abbandonati l'anno, possano servire come incoraggiamento all'abbandono, che in Cina resta pur sempre illegale.

La prima "isola della salvezza" era stata inaugurata da un Istituto a Shijiazhuang, nella provincia settentrionale dello Hebei nel 2011. Si tratta di una stanza di  2.5 metri quadri dotata di incubatore e un pulsante di allarme per avvisare lo staff e collocata lungo la strada in modo che i genitori possano lasciare i neonati indesiderati senza temere di essere identificati né di ricevere ritorsioni di ogni genere. Il progetto, con l'obiettivo di accogliere e offrire cure ai bambini abbandonati, spesso malati o con disabilità, era stato sin da subito accolto positivamente, ispirando numerosi altri istituti in tutto il Paese.

Ma, dati alla mano, nella sola 'isola' della città di Canton sono stati 80 i bambini abbandonati durante il periodo della Festa di Primavera, 51 tra il 28 gennaio e il 10 febbraio durante il primo periodo dalla sua apertura. Numeri da record anche per le altre baby box distribuite su tutto il territorio. A Shijiazhuang  sono 181 i bambini abbandonati sin dalla sua apertura, a Nanjing nelle prime due settimane dell'anno si sono registrati 26 bambini, mentre 14 in 40 giorni a Tianjin.

Ma i sostenitori del progetto non ci stanno alle critiche. L'obiettivo - spiegano - non è quello di aumentare il numero degli abbandoni, ma di salvare vite umane dalla rigida politica del figlio unico, che, da oltre 30 anni, condiziona le famiglie cinesi.

Ne è convinto anche Li Bo, direttore del Centro Nazionale per l'Adozione e l'Assistenza ai Bambini, secondo cui "non ci sono dati certi che collegano l'istituzione delle baby box con l'aumento degli abbandoni, mentre – continua – è certo l'aumento del tasso di sopravvivenza dei bambini".


21 febbraio 2014

 

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