Lasciamo il segno perché questo diventi un Paese per donne

Il recente rapporto del World Economic Forum sul Global Gender gap dimostra come l’Italia sia passata dal 41esimo all’82esimo posto (su un totale di 152 paesi) in un anno

Lasciamo il segno perché questo diventi un Paese per donne

In occasione di questa campagna elettorale, noi di ActionAid non potevamo non far sentire la nostra voce. Siamo presenti in oltre 45 Paesi in tutto il mondo e in Italia lavoriamo in tutta la penisola, da Torino a Siracusa, accanto alle comunità più vulnerabili, facendo pressione sui decisori pubblici, nazionali e locali, affinché vengano introdotte o modificate leggi volte ad una maggior tutela dei diritti delle persone.

Per questa tornata elettorale, non avevamo alcun dubbio su quale dovesse essere il tema da porre al centro del dibattito politico: i diritti delle donne. Vogliamo che l’Italia sia un Paese per donne. Diverse ricerche forniscono un quadro assolutamente non confortante della situazione attuale. Se prendiamo in analisi il recente rapporto del World Economic Forum sul Global Gender gap,  possiamo notare come l’Italia sia passata dal 41esimo posto all’82esimo (su un totale di 152 paesi) in un anno. Questo peggioramento è  avvenuto in un quadro generale che ha visto invece compiere forti miglioramenti da parte di molti altri paesi.

Secondo i dati, il gender gap globale è migliorato e si attesta al 68%: valore che può certamente essere letto in chiave positiva ma che implica che, a questo ritmo, ci vorranno altri 100 anni per raggiugere l’uguaglianza sostanziale fra uomini e donne nel mondo. Il mio paese di origine, Cipro,  vive una situazione ancora peggiore, perché si attesta al 92esimo posto: magra consolazione per me, visto che davanti all’Italia ci sono i paesi di mezzo mondo.

Come dicevo, nessun dubbio su quale sia la “battaglia” da portare avanti con i candidati alle prossime elezioni politiche del 4 marzo. Chiediamo alla futura classe dirigente di aderire ai nostri 8 punti che vanno dall’’introduzione di un Ministero delle Pari opportunità  alla creazione di un sistema di monitoraggio dei fondi destinati ai centri antiviolenza (CAV) costantemente aggiornato; dal maggiore supporto ai Servizi territoriali, ai CAV e a tutti gli altri attori che entrano in gioco in queste circostanze all’avvio di azioni di prevenzione sul tema delle mutilazioni genitali femminili in un’ottica di dialogo e integrazione delle comunità migranti presenti in Italia. Serve la volontà politica di farlo!

Per esortare i candidati a impegnarsi concretamente contro la violenza sulle donne, chiediamo a loro e ai cittadini di unirsi a noi nella campagna “Lascia il segno. Quello giusto!” e di  fare un piccolo gesto sui propri canali social:

1) Disegnare sulla  mano un cerchio rosso con una “X” nera

2) Girarsi un video o scattarsi una foto

3) Condividere sui propri social network con hashtag #lasciailsegno e menzione @actionaiditalia

Il 4 marzo, lasciamo tutti insieme il segno, quello giusto! 



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