WIJDAN MICHAEL: RIFORME E ISTRUZIONE, UNA SFIDA PER L'IRAQ

WIJDAN MICHAEL: RIFORME E ISTRUZIONE, UNA SFIDA PER L'IRAQ

Istruzione, lavoro, riforme e una nuova Costituzione: e' questa la ricetta del ministro per i Diritti umani iracheno, signora Wijdan Michael Salim, per inaugurare una stagione di stabilita', sviluppo e democrazia nel Paese arabo. Michael, a Roma per ricevere il premio internazionale Marisa Bellisario, ha assicurato che "la situazione in Iraq sta progressivamente migliorando rispetto al 2006". "Negli ultimi tre mesi, ci sono stati molti attacchi terroristici, ma penso che si fermeranno quando si sara' stabilizzato il nuovo governo" iracheno, ha spiegato in un'intervista all'AGI.
Michael, cattolica caldea, e' stata nominata il 21 maggio 2006 ministro dei diritti umani, dopo aver fatto parte dell'Assemblea nazionale irachena e del Consiglio nazionale. Ingegnere civile, da diversi anni lavora "tra mille difficolta'" per migliorare la situazione irachena, con particolare attenzione alle minoranze, agli anelli piu' deboli della societa'. E' "ottimista" sul futuro del Paese: "Prima del 2006", ha raccontato, "non si vedeva nessuno per le strade dopo le cinque del pomeriggio, ora sono piene anche dopo le due di notte, i negozi sono aperti. Questo e' molto importante". Anche sui diritti umani si registrano progressi, sia pure molto lenti: "Stiamo lavorando e stiamo avendo successo nel promuovere il loro rispetto, e' una questione fondamentale". Michael ha ammesso che "ci sono violazioni, ad esempio nei confronti delle donne, ma non vengono solo dalla societa', spesso maturano in famiglia". Per il ministro, "l'Iraq e' una societa' maschilista e non e' facile cambiare mentalita', lo si puo' fare solo attraverso la cultura, l'istruzione". "Il 25 per cento del Parlamento e' composto da donne", ha osservato, "ci sono donne al vertice, che prendono parte alle decisioni del Paese e donne che lavorano nella societa', nel campo dell'istruzione, dell'assistenza". "Alle ultime elezioni si sono presentate molte donne, nelle strade sono apparsi poster in cui venivano ritratte senza velo, un grande segno di cambiamento". Resta un forte divario tra le grandi citta' e il resto del Paese: "Nelle citta' le donne vanno all'universita', lavorano come medici, ingegneri, avvocati", ha spiegato Michael, in altre zone "c'e' bisogno di istruzione, a partire dalla scuola primaria".Un altro problema e' posto dal fatto che la democratizzazione dell'Iraq e' vista da alcuni Paesi della regione come una minaccia: "Ci sono molti Paesi che tentano di interferire nella situazione irachena, perche' hanno paura che questo tipo di democrazia possa arrivare da loro e costringerli a cambiare le loro politiche". Per il ministro e' importante l'aiuto internazionale nei confronti dell'Iraq, anche nel campo dei diritti umani, e molto si sta gia' facendo: "Stanno assistendo i nostri ministri, stanno formando i giudici e ci aiutano a riscrivere le leggi". Michael ha parlato anche delle relazioni con l'Italia: "Sono molto buone, il governo italiano sta dando un grande sostegno all'Iraq anche per quanto riguarda lo stato di diritto, le riforme legislative, la questione dei diritti umani, dei diritti delle minoranze e della situazione delle donne".
Per quanto riguarda il premio Bellisario, che ricevera' venerdi' all'Auditorium della tecnica a Roma, Salim ha spiegato di considerarlo "un premio per tutti gli iracheni, per coloro che lavorano per i diritti umani, per l'uguaglianza". "Ho lavorato duramente per i diritti umani in una situazione molto difficile, provi a immaginare cosa vuol dire lavorare su questo tema quando abbiamo avuto l'occupazione delle forze militari e per quattro anni ho lavorato ai diritti umani con operazioni militari ogni giorno".

Giugno 2010



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