Usa: difficile equilibrio fra pale eoliche e radar

Usa: difficile equilibrio fra pale eoliche e radar

La presidenza degli Stati Uniti non può dirsi in un momento di grazia: l’economia non promette una pronta ripresa e le guerre con gli islamisti restano incerte. Ma neanche i progetti per l’ambiente di Obama, quelli più congeniali e che parevano facili, come le pale eoliche, funzionano. Per molti sistemi radar le enormi pale sono indistinguibili da ali di aeroplani creando  vaste zone di blackout, che non hanno sinora provocato seri incidenti, ma intralciano le attività militari. Tant’è che il Dipartimento della Difesa è divenuto il più formidabile avversario dell’eolico negli  Stati Uniti. Solo nel 2009 sono stati abbandonati o ritardati progetti eolici per circa 9000 megawatt per intervento delle autorità militari. Una quantità circa pari a quella installata sempre l’anno scorso.
In effetti l’impatto delle pale eoliche sui radar e l’ostacolo, che ne deriva in tutti gli Stati Uniti e in vaste aree per le esercitazioni militari era stato negli scorsi anni già argomento di polemiche. Ma la tensione è esplosa nel marzo di quest’anno, quando all’ultimo minuto il Dipartimento della Difesa ha impedito l’istallazione in Oregon di 338 turbine che corrispondevano al considerevole investimento di una cifra pari a 2 miliardi di dollari. Il che ha iniziato a preoccupare davvero le banche e gli investitori, i quali quando va bene, si trovano i loro progetti ritardati e molto spesso alla fine col potenziale ridotto alla metà di quanto previsto. Ovvia la tensione che ne è risultata con il  Dipartimento della Energia.
La politica di incentivi all’europea voluta da Obama rischia di venirne screditata. Il conflitto tra  l’industria eolica e i militari è esploso, del resto  quasi  ovunque: nella zona del fiume Columbia come nella regione dei Grandi Laghi o in California e ovviamente nel Nevada, dove si trovano i maggiori poligoni aerei e si effettuano esercitazioni a bassa quota.  Abbondano, è pur vero, le dichiarazioni da parte del Dipartimento dell’Energia circa il fatto che nuove tecnologie, come adatte rivestiture per le pale, loro redistribuzione, filtri per i radar potrebbero risolvere il conflitto. Ma il conflitto cogli interessi della difesa seguita ed anzi si aggrava. Cosicché milioni di dollari di investimenti restano letteralmente per aria, per gli intralci ogni volta certi e spesso insormontabili dell’Aviazione o della Marina. (di Geminello Alvi)



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