Tumori: scoperte 2 proteine nelle urine per diagnosi cancro rene

(AGI) - Washington, 19 mar. - Se il cancro al rene venissediagnosticato tempestivamente, cioe' prima che si diffonda,l'80 per cento dei pazienti riuscirebbe a sopravvivere.Tuttavia, riuscire a individuarlo presto e' una sfida ancoraaperta per la medicina. La svolta potrebbe pero' arrivare dauno studio della Washington University School of Medicine diSt. Louis che ha portato allo sviluppo di un metodo noninvasivo per lo screening del cancro al rene, che si basa sullamisura della presenza di proteine nelle urine. I risultati sonostati pubblicati sulla rivista JAMA Oncology. I ricercatorihanno scoperto che i

(AGI) - Washington, 19 mar. - Se il cancro al rene venissediagnosticato tempestivamente, cioe' prima che si diffonda,l'80 per cento dei pazienti riuscirebbe a sopravvivere.Tuttavia, riuscire a individuarlo presto e' una sfida ancoraaperta per la medicina. La svolta potrebbe pero' arrivare dauno studio della Washington University School of Medicine diSt. Louis che ha portato allo sviluppo di un metodo noninvasivo per lo screening del cancro al rene, che si basa sullamisura della presenza di proteine nelle urine. I risultati sonostati pubblicati sulla rivista JAMA Oncology. I ricercatorihanno scoperto che i biomarcatori proteici sono stati per oltreil 95 per cento accurati nell'identificare tumori renali infase iniziale. Inoltre, non ci sono stati falsi positivicausati da malattie renali non cancerose. "Questi biomarcatorisono molto sensibili e specifici per il cancro del rene", hadetto Evan D. Kharasch, autore principale dell studio.Attualmente la diagnosi di questo tipo di tumore arriva troppotardi, cioe' quando si sviluppano i sintomi tipici dellamalattia in fase avanzata, come sangue nelle urine o doloreaddominale. Lo strumento diagnostico con cui spesso siindividua il tumore e' la Tac o la risonanza magnetica, cioe'test poco convenienti da usare per lo screening. Da qui l'ideadei ricercatori di trovare un metodo alternativo. Per farlohanno analizzato campioni di urina di 720 pazienti in procintodi sottoporsi a una Tac per motivi diversi dal sospetto di untumore del rene. A titolo di confronto, sono stati ancheanalizzati campioni provenienti da 80 persone sane e 19pazienti che hanno ricevuto precedentemente una diagnosi ditumore del rene. In particolare i ricercatori hanno misurato ilivelli di due proteine nelle urine, aquaporin-1 (AQP1) eperlipin-2 (PLIN2). Nessuna delle persone sane aveva livellielevati di queste due proteine, al contrario dei pazienti conil cancro al rene. "Ogni proteina, o biomarcatore, haindividualmente indicato i pazienti che avrebbero potuto avereil cancro al rene, ma tutte e due insieme sono risultati piu'sensibili e specifici", ha spiegato Jeremiah J. Morrissey,altro autore dello studio. "Quando abbiamo messo insieme i duebiomarcatori, abbiamo identificato correttamente i pazienti conun tumore del rene e non abbiamo avuto falsi positivi", haaggiunto. Anche quando i pazienti avevano altri tipi dimalattie renali non-cancerose, i livelli delle due proteine a anelle urine non sono risultate elevate e, quindi, non hannosuggerito la presenza del cancro. Al contrario, non tutte lemasse renali individuate tramite la Tac risultano cancerose:circa il 15 per cento infatti non e' risultata maligna. "Ma unaTac puo' dire solo se c'e' una massa nel rene e non se questae' un cancro", ha precisato Kharasch. "Attualmente l'unico modoper sapere con certezza se si tratta di un tumore e' quello diintervenire chirurgicamente, e purtroppo, dal 10 al 15 percento dei reni rimossi chirurgicamente risulta essere normale",ha aggiunto. Ecco perche' il lavoro dei ricercatori risultaessere di massima importanza. .