Tumori: al via in Italia allo studio "Abound" su quello al polmone

(AGI) - Roma, 29 set. - Ha gia' dimostrato di far regredire iltumore del polmone di tipo squamoso nel doppio dei pazientirispetto al trattamento standard. E oggi nab-paclitaxel, unnanofarmaco, potrebbe rappresentare una svolta anche cometerapia di mantenimento, successiva alla chemioterapiainiziale, cercando di migliorare cosi' in maniera significativala sopravvivenza proprio in una delle forme piu' aggressive,quella non a piccole cellule squamosa, tipica dei fumatori. E'quanto vuole dimostrare uno studio internazionale di fase III,"Abound", avviato sei mesi fa con il coinvolgimento di circa300 pazienti e di cui si parla oggi al Congresso

(AGI) - Roma, 29 set. - Ha gia' dimostrato di far regredire iltumore del polmone di tipo squamoso nel doppio dei pazientirispetto al trattamento standard. E oggi nab-paclitaxel, unnanofarmaco, potrebbe rappresentare una svolta anche cometerapia di mantenimento, successiva alla chemioterapiainiziale, cercando di migliorare cosi' in maniera significativala sopravvivenza proprio in una delle forme piu' aggressive,quella non a piccole cellule squamosa, tipica dei fumatori. E'quanto vuole dimostrare uno studio internazionale di fase III,"Abound", avviato sei mesi fa con il coinvolgimento di circa300 pazienti e di cui si parla oggi al Congresso europeo sulcancro (European Cancer Congress, ECC) che si chiude a Vienna.L'Italia ricopre un ruolo di primo piano nella ricerca, perche'Cesare Gridelli, Direttore del Dipartimento di Onco-Ematologiadell'Azienda Ospedaliera 'Moscati' di Avellino, e' membro delloSteering Committee (cioe' del Comitato ScientificoInternazionale) di questo studio. Si stima che nel 2015 circa41mila persone saranno colpite da tumore del polmone nel nostroPaese. "Le prospettive aperte da nab-paclitaxel, associato acarboplatino, un altro farmaco chemioterapico, stanno gia'cambiando la terapia standard - spiega Gridelli -. Uno studioche ha coinvolto piu' di mille pazienti ha evidenziatopercentuali di risposta doppie nelle persone colpite dallaforma non a piccole cellule squamosa metastatica trattate conla combinazione dei due farmaci rispetto al vecchio standard dicarboplatino e taxolo. In particolare si e' registrata unaregressione delle dimensioni del tumore nel 41% dei pazientirispetto al 24% raggiunto con il trattamento standard". Questirisultati positivi, approfonditi oggi al Congresso ESMO, hannocondotto all'approvazione dell'associazione di nab-paclitaxel ecarboplatino da parte dell'ente regolatorio statunitense (Foodand Drug Administration, FDA) ed europeo (European MedicinesAgency, EMA). "Alla luce di questi dati - commenta Gridelli -abbiamo deciso di verificare con un altro studio, 'Abound',l'efficacia di nab-paclitaxel come terapia di mantenimentosuccessiva alla combinazione. Oggi, nel tumore del polmone nona piccole cellule squamoso avanzato, dopo 4/6 cicli dichemioterapia si sospende il trattamento e la sopravvivenza e'di circa un anno. Oggi stiamo verificando in questo nuovostudio se la terapia di mantenimento e' in grado di mantenereil risultato ottenuto con la chemioterapia iniziale, conprospettive importanti grazie a nab-paclitaxel". Il fumo disigaretta e' riconosciuto come il piu' importante fattore dirischio per l'insorgenza del carcinoma del polmone. Laprobabilita' di svilupparlo e' piu' alta di 14 volte neitabagisti rispetto ai non fumatori. Aumenta fino a 20 volte inchi consuma oltre 20 sigarette al giorno. In Italia i prodottia base di tabacco sono responsabili di oltre 9 decessi su 10per cancro al polmone. E il fumo passivo e' associato ad unincremento della probabilita' di sviluppare questa neoplasia dicirca il 30%. (AGI)