STUPRI LE DONNE TORNINO IN PIAZZA PER RIAFFERMARE I PROPRI DIRITTI

STUPRI LE DONNE TORNINO IN PIAZZA  PER RIAFFERMARE I PROPRI DIRITTI

(di Costanza D'Ilario)

"Le donne oggi sono regredite e non per colpa loro. Regredite nell'immaginario collettivo, costrette a vestire i panni - pochi per la verita' - dell'oggetto del desiderio maschile". Davanti all'ultimo episodio di stupro subito da una giovane romana la notte di Capodanno ad opera di un gruppo di coetanei, la scrittrice Lidia Ravera riflette sui cambiamenti intervenuti negli ultimi anni in materia di cultura e diritti di genere. "Il ruolo assunto dalle donne - riflette l'autrice di 'Porci con le ali' - puo' scatenare dinamiche incontrollabili: il disprezzo verso un oggetto di desiderio degradato, verso un corpo inanimato, puo' diventare la legittimazione ad esercitare i propri istinti senza nessun tipo di remora e di repressione".

Uno stupro di gruppo, commesso la notte di Capodanno durante una festa. Se i fatti avvenuti la notte Capodanno alla nuova Fiera di Roma verranno confermati, sembra di trovarsi davanti ad un episodio di profonda incultura.

"Simili episodi nascondono una doppia fragilita' da parte maschile: una fragilita' psichica, segno di un io poco strutturato, che si nasconde dietro al numero proprio perche' incapace di assumere responsabilita' individuali. Poi una fragilita' culturale, che rimanda alla tribu', al rituale barbarico, all'esigenza di riaffermare la propria identita' a scapito di un diverso, che per questo diventa nemico. Un fenomeno molto simile a quello che avviene oggi dentro i nostri stadi".

Immigrazione e violenza, lei e' stata una delle poche voci ad affrontare senza ipocrisia questo tema, ponendo l'accento proprio sui risvolti negativi che possono accompagnarsi all'arrivo di persone portatrici di culture che relegano la donna in posizione chiaramente subalterna…

"Io non credo che sia stata la presenza straniera a portare al clima regressivo che si registra oggi in Italia. Mi sembra un' interpretazione molto comoda ma assai poco veritiera. I figli dell'Italietta berlusconiana sono stati cresciuti da una televisione che lascia spazio solo al corpo e quasi mai all'intelligenza femminile. E' un modello ossessivo, martellante che influenza tanto gli uomini quanto le donne stesse".

In che modo?

"Quando da soggetto d'amore la donna torna ad essere semplice oggetto di desiderio, e' implicito che non le venga riconosciuta pari dignita'. Se pensa al corpo femminile come ad un oggetto disponibile, che e' li' solo per essere preso, l'uomo non e' piu' in grado di accettare il rifiuto. Davanti al 'no' puo' finire col sentirsi legittimato a compiere violenza. Ricordiamoci che la stragrande maggioranza degli stupri vengono compiuti da ex-mariti, fidanzati o compagni rifiutati che si sentono in diritto di prendere cio' che avvertono come una proprieta'".

E da parte femminile?

"Lo stesso modello condiziona le ragazze piu' giovani per le quali appare oggi vincente la donna che si impone grazie alla propria bellezza e alla sue capacita' di seduzione. Soltanto le ragazze piu' forti, chi tra loro puo' contare su una famiglia in grado di offrire un modello alternativo, riesce a sottrarsi a questa logica, che vede le donne due volte vittime. Se da un lato la cultura dominante chiede loro di essere non piu' perfette "mogli" ma piuttosto "prostitute", per lo stesso motivo la societa' non esita poi a condannarle e penalizzarle. Ancora oggi davanti alla denuncia di uno stupro le donne sono messe sotto accusa: che cosa ci facevi alla festa a quell'ora? Perche' eri vestita in quel modo? Come mai ti trovavi con quelle persone? Non dobbiamo poi stupirci se il numero delle violenze denunciate e' cosi' esiguo".

Come si puo' reagire allora davanti a questo clima?

"Serve la mobilitazione di tutta l'opinione pubblica femminile e femminista. Occorre scendere in piazza, alzare la voce per riaffermare istanze e diritti che solo pochi anni fa apparivano acquisiti".