Stile di vita sano aumenta capacita' cognitive anziani

(AGI) - Washington, 12 mar. - Una regolare attivita' fisica,una dieta sana, costanti esercizi mentali e una buona dose diattivita' sociale puo' preservare le capacita' cognitive dellepersone anziane, specialmente quelle a rischio demenza. Lo hascoperto uno studio del Karolinska Institute di Stoccolma,pubblicato sulla rivisita Lancet. I ricercatori hannoanalizzato i dati di quasi 1300 persone di eta' compresa tra i60 e i 77 anni, tutti a rischio Alzheimer. Meta' dei soggettisono stati inseriti in un programma in cui sono stati invitatia eseguire una serie di interventi specifici: dall'attivita'fisica, con l'esecuzione di

(AGI) - Washington, 12 mar. - Una regolare attivita' fisica,una dieta sana, costanti esercizi mentali e una buona dose diattivita' sociale puo' preservare le capacita' cognitive dellepersone anziane, specialmente quelle a rischio demenza. Lo hascoperto uno studio del Karolinska Institute di Stoccolma,pubblicato sulla rivisita Lancet. I ricercatori hannoanalizzato i dati di quasi 1300 persone di eta' compresa tra i60 e i 77 anni, tutti a rischio Alzheimer. Meta' dei soggettisono stati inseriti in un programma in cui sono stati invitatia eseguire una serie di interventi specifici: dall'attivita'fisica, con l'esecuzione di esercizi muscolari e dicardiofitness, all'allenamento mentale fino all'alimentazioneda seguire. L'altra meta' del campione, invece, e' stata usatacome gruppo di controllo. Dopo due anni i ricercatori hannomisurato l'invecchiamento mentale di ciascun soggetto, tramiteuna serie di test cognitivi. Ebbene, il cervello di chi hapartecipato al programma di intervento sullo stile di vita e'invecchiato meno di quello dei soggetti del gruppo dicontrollo. In particolare, gli anziani che hanno preso parte alprogramma hanno ottenuto un punteggio ai test del 25 per centomaggiore. Non solo. Il punteggio totalizzato nella misurazionedelle "capacita' mentali esecutive", ovvero l'abilita' diragionamento, e' risultato dell'83 per cento maggiore rispettoal gruppo di controllo. E il punteggio ottenuto per lavelocita' dell'elaborazione delle informazioni e' risultatoaddirittura del 150 per cento maggiore negli anziani che hannopreso parte al programma. Ora i soggetti verranno seguitiancora per altri 7 anni per vedere se il programma d'interventopossa avere un ruolo nel rallentare o prevenire l'insorgenzadell'Alzheimer.