Sclerosi multipla: ocrelizumab funziona in recidive e progressive

(AGI) - Barcellona (Spagna), 9 ott. - Arrivano segnaliconfortanti dagli studi per la cura della sclerosi multipla sianella forme recidivanti sia nelle forme primariamenteprogressive: sono quelli dell'ocrelizumab, primo farmacosperimentale che ha ottenuto risultati positivi in studicardine su questa malattia. Lo ha annunciato Roche in occasionedel 31esimo congresso del Comitato Europeo per la Terapia e laRicerca sulla Sclerosi Multipla (ECTRIMS), in corso aBarcellona da mercoledi' 7 a domani. La molecola ha infattidimostrato superiorita' rispetto ad altri trattamenti in duestudi identici di Fase III condotti in persone con sclerosimultipla recidivante -

(AGI) - Barcellona (Spagna), 9 ott. - Arrivano segnaliconfortanti dagli studi per la cura della sclerosi multipla sianella forme recidivanti sia nelle forme primariamenteprogressive: sono quelli dell'ocrelizumab, primo farmacosperimentale che ha ottenuto risultati positivi in studicardine su questa malattia. Lo ha annunciato Roche in occasionedel 31esimo congresso del Comitato Europeo per la Terapia e laRicerca sulla Sclerosi Multipla (ECTRIMS), in corso aBarcellona da mercoledi' 7 a domani. La molecola ha infattidimostrato superiorita' rispetto ad altri trattamenti in duestudi identici di Fase III condotti in persone con sclerosimultipla recidivante - circa l'85 per cento dei casi disclerosi multipla alla diagnosi -, che rappresenta la formapiu' comune di malattia. I risultati sono stati ottenuti in trestudi cardine di Fase III condotti in persone con sclerosimultipla (SM) recidivante e primariamente progressiva (SMPP). Irisultati di due studi identici (OPERA I e OPERA II) in personecon sclerosi multipla recidivante dicono che ocrelizumab e'superiore a interferone beta-1a, trattamento consolidato per laSM, nel ridurre i tre principali indicatori di attivita' dellamalattia, su due anni di terapia controllata. In uno studioinvece separato (denominato ORATORIO) condotto in persone consclerosi multipla primariamente progressiva (una forma dellamalattia caratterizzata da peggioramento costante dei sintomi,di solito senza periodi distinti di remissione e successivaricaduta), ocrelizumab ha ridotto in maniera significativarispetto a placebo la progressione della disabilita' clinicaconfermata per un periodo di almeno 12 settimane (endpointprimario) e di almeno 24 settimane (uno degli endpointsecondari). Sono stati raggiunti inoltre altri endpointsecondari: la riduzione del tempo necessario per percorrere unadistanza di 25 piedi, equivalenti a 7,6 metri, la riduzione delvolume delle lesioni infiammatorie croniche presenti a livellocerebrale e la riduzione della perdita di volume cerebrale."Gli ultimi risultati su ocrelizumab sono per noi fonte digrande soddisfazione e rappresentano una conferma dell'impegnodi Roche nella ricerca - commenta Maurizio de Cicco,amministratore delegato Roche SpA - La nostra e' un'azienda cheinveste in Italia oltre 30 milioni di euro in R&S e conta piu'di 200 studi clinici in corso, concentrandosi li' dove ritienedi poter apportare un reale e significativo cambiamento allaqualita' di vita dei pazienti. Con questa convinzione abbiamocontribuito a cambiare il corso ad esempio di gravi formeneoplastiche e con la stessa determinazione ci stiamoimpegnando nell'area del sistema nervoso centrale, dovepossiamo contare su una delle pipeline piu' ricche epromettenti del settore. Un impegno che oggi ci porta adaccogliere con grande orgoglio risultati importanti diocrelizumab che potrebbe rappresentare una nuova era neltrattamento della Sclerosi Multipla andando a colmare bisogniad oggi ancora insoddisfatti".