ROCCELLA: NEL 2009 TESTAMENTO BIOLOGICO; PILLOLA ABORTIVA, LA PARTITA NON E' CHIUSA

ROCCELLA: NEL 2009 TESTAMENTO BIOLOGICO; PILLOLA ABORTIVA, LA PARTITA NON E' CHIUSA

(di Paolo Giorgi)

Il 2009 sara’ un anno cruciale per molti temi etici al centro del dibattito negli ultimi anni. Vedra’ certamente la luce, dopo anni di polemiche, la legge sul Testamento biologico, tra pochi giorni all’esame del Parlamento. Il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, cattolica e gia’ promotrice del Family Day, delinea la legge che verra’.

Onorevole, quali saranno i punti chiave della legge?

"La legge consentira’ a tutti di lasciare dichiarazioni scritte sulla volonta’ di trattamento nel caso che dopo grave malattia o incidente non possano piu’ comunicare le proprie volonta’. Ma alimentazione e idratazione devono essere escluse dal testamento biologico. Diverso e' il caso della respirazione, legata a una macchina. Quanto al medico,  la legge dovra' recuperare una dialettica con il paziente anche se quest'ultimo non e' in grado di comunicare: con nuove terapie, o in presenza di una diagnosi diversa, il medico potra' interpretare diversamente la volonta' del paziente. Un margine di  autonomia  che evitera' il problema dell'obiezione di coscienza dei medici. Sono convinta che su questi temi si trovera’ una posizione condivisa in Parlamento".

Interrompere le terapie sara’ possibile, insomma, ma non alimentazione e idratazione: di fatto, nel caso di Eluana Englaro la nuova legge non cambierebbe le cose.

"Eluana non e’ una malata terminale, respira da sola e viene idratata e nutrita, cosi’ come viene accudita, massaggiata, coperta. Tutti atti primari, non terapie, che non possono essere negati a nessuno, come peraltro stabilisce la Convenzione Onu sui diritti dei disabili ratificata dal nostro Parlamento poco tempo fa". 

Sulla quale si basa l’atto di indirizzo con cui il governo intima alle regioni di non procedere con il distacco del sondino, malgrado la clinica di Udine scelta da Beppino Englaro stia ancora valutando se e’ chiamata a rispettare o no il documento. 

"Non esiste una zona Extraterritoriale, e l'atto di indirizzo va rispettato. Guai se esistessero strutture private che non rispettino una  normativa, quella di non interrompere nutrizione e idratazione, che peraltro non e' solo italiana ma sancita per l'appunto dall'Onu. Il Ssn non comprende solo le strutture pubbliche, ma anche le convenzionate e le  accreditate, e tutte devono rispettare la normativa esistente".

E’ d’accordo con la proposta di indire un referendum su un tema cosi’ delicato come il testamento biologico?

"Lo trovo inopportuno, perche' i temi in discussione sono alla base della convivenza civile, non mi sentirei di sottoporre a referendum il diritto a morire. Ma se si votasse sono convinta che avremmo una schiacciante maggioranza. Alcuni sondaggi citati in questi giorni derivano da una situazione in cui le cose non si dicono con chiarezza, ma se avessimo a disposizione una campagna elettorale  per il referendum gli italiani capirebbero che in discussione sono principi irrinunciabili, e i fautori del 'diritto a morire' avrebbero un'amara sorpresa". 

Il 2009 sara’ anche l’anno della pillola abortiva: entro poche settimane l’Aifa dovrebbe dare il via libera definitivo alla commercializzazione.

"Il Comitato tecnico-scientifico dell’Aifa ha dato parere favorevole lo scorso febbraio, nella precedente legislatura. Ma non credo si sia andati fino in fondo sui punti oscuri della Ru486, a partire dai rischi per la salute e dai decessi che ci sono stati nel mondo. Dobbiamo chiarire questi punti, magari in sede di Emea. La partita non e’ chiusa, non voglio che si metta in commercio un farmaco che ha delle pieghe inesplorate. Inoltre andra’ valutata la sua compatibilita’ con la legge 194: nella sperimentazione di Viale a Torino e in Toscana nelle strutture con importazione diretta le donne hanno abortito non in ospedale, e certo non dopo i 3 giorni di ricovero previsti dalla 194". 

Mentre si dibatte di aborto e di eutanasia, si leggono casi come quello della pensionata abruzzese malata di tumore che chiede di morire perche’ non ha i soldi per pagare il viaggio verso l’ospedale dove deve fare la chemioterapia.

"Quella e’ una richiesta di aiuto che la regione Abruzzo dovrebbe accogliere, concedendole l’indennita’ di accompagnamento. Ma la sua provocatoria richiesta di eutanasia conferma i rischi che segnaliamo da anni: sarebbe facile, se ci fosse una legge in tal senso, approfittare di casi di simile disagio per eliminare il problema alla radice, evitandosi cosi’ di pagare costose cure. Ci sarebbe il rischio che chi non ha i mezzi e pesa sui conti della regione venga considerato una perdita da eliminare".