Parkinson: scoperte possibili terapie per complicazioni motorie

(AGI) - Roma, 25 nov. - Un gruppo di ricercatori dell'Istitutodi bioimmagini e fisiologia molecolare del Cnr di Catanzaro, incollaborazione con la Fondazione Santa Lucia di Roma, harealizzato una ricerca per scoprire cosa accade nel cervellodei pazienti, prima e dopo l'assunzione di levodopa contro ilParkinson. L'obiettivo dello studio, pubblicato sulla rivistaBrain, era quello di scoprire quale alterazione funzionale siregistra nel cervello dei parkinsoniani che soffrono di fortidiscinesi, unod egli effetti collaterali del trattamento conlevodopa. "Abbiamo compreso che la terapia con levodopa produceuna disfunzione di uno specifico network cerebrale nellacorteccia

(AGI) - Roma, 25 nov. - Un gruppo di ricercatori dell'Istitutodi bioimmagini e fisiologia molecolare del Cnr di Catanzaro, incollaborazione con la Fondazione Santa Lucia di Roma, harealizzato una ricerca per scoprire cosa accade nel cervellodei pazienti, prima e dopo l'assunzione di levodopa contro ilParkinson. L'obiettivo dello studio, pubblicato sulla rivistaBrain, era quello di scoprire quale alterazione funzionale siregistra nel cervello dei parkinsoniani che soffrono di fortidiscinesi, unod egli effetti collaterali del trattamento conlevodopa. "Abbiamo compreso che la terapia con levodopa produceuna disfunzione di uno specifico network cerebrale nellacorteccia frontale inferiore, dove e' localizzata una stazionecriticamente patologica", ha detto Antonio Cerasa, ricercatoredell'Ibfm-Cnr. "A seguito di questa scoperta, si e' provato amodulare la 'attivita disfunzionale di quest'area utilizzandola stimolazione magnetica transcranica", ha proseguito GiacomoKoch del Santa Lucia. "Abbiamo cosi' verificato che, inibendol'attivita' di questa regione della corteccia prefrontale, e'possibile ridurre sensibilmente la gravita' delle discinesie".Se saranno confermati i risultati di questo studiosperimentale, condotto utilizzando le piu' avanzate metodichedi neuroimaging e di neurofisiologia, "potremo realizzare nuoviprotocolli terapeutici in cui al trattamento farmacologicoverra' abbinato un protocollo di neuro-stimolazione utile perristabilire la funzionalita' motoria dei pazienti, migliorandoconseguentemente la loro qualita' di vita", ha concluso ilresponsabile dell'Ibfm-Cnr di Catanzaro Aldo Quattrone.