Oscar: "Una separazione" racconta l'Iran oltre i confini

(AGI) - Roma, 27 feb. - L'Oscar al film "Una separazione" comemiglior film straniero "conferma la forza e la vitalita' delcinema iraniano, nonche' la sua capacita' di raccontare oltreconfine, e lontano dai luoghi comuni, la realta' dell'Iran".Iran Human Rights Italia Onlus saluta con soddisfazione ladecisione dell'Academy of Motion Picture Arts and Sciences diassegnare al film iraniano "Una separazione", diretto da AshgarFarhadi, il premio Oscar per il miglior film in linguastraniera. L'Academy Award, che giunge al culmine di una seriedi riconoscimenti internazionali ottenuti dal film, oltre arendere merito a un bellissimo

(AGI) - Roma, 27 feb. - L'Oscar al film "Una separazione" comemiglior film straniero "conferma la forza e la vitalita' delcinema iraniano, nonche' la sua capacita' di raccontare oltreconfine, e lontano dai luoghi comuni, la realta' dell'Iran".Iran Human Rights Italia Onlus saluta con soddisfazione ladecisione dell'Academy of Motion Picture Arts and Sciences diassegnare al film iraniano "Una separazione", diretto da AshgarFarhadi, il premio Oscar per il miglior film in linguastraniera. L'Academy Award, che giunge al culmine di una seriedi riconoscimenti internazionali ottenuti dal film, oltre arendere merito a un bellissimo film, serve a ricordare ilcontributo imprescindibile che la cinematografia iraniana stadando da molti anni alla conoscenza del paese, al dialogointerculturale, alla promozione di un'immagine internazionaledell'Iran. Iran Human Rights Italia Onlus fa sue le belleparole con cui Ashhar Fahradi ha accolto il premio nel discorsodi accettazione: "In questo momento - ha detto il regista -molti iraniani in ogni parte del mondo ci stanno guardando, eimmagino che siano molto felici. Felici non soltanto per unimportante premio a un film o a un regista, ma perche' nelmomento in cui parole di guerra, di intimidazione e diaggressione vengono scambiate tra i politici, il nome del loropaese, l'Iran, viene evocato grazie alla sua gloriosatradizione culturale. Una cultura ricca ed antica, che e' statasepolta sotto la pesante polvere della politica. Offro conorgoglio questo premio al popolo del mio Paese - ha conclusoAshgar Fahradi - un popolo che rispetta tutte le culture etutte le civilta' e che ripudia l'ostilita' e il risentimento."In questo giorno di festa per il cinema e per la culturadell'Iran, Iran Human Rights Italia Onlus non puo' fare a menodi ricordare le condizioni sempre piu' difficili in cui lacinematografia iraniana indipendente e' costretta ad operare,confrontandosi ogni giorno con i limiti posti dalle autorita'di Teheran alla liberta' di espressione. Nello scorso mese didicembre il Ministero della Cultura e della Guida Islamica(Ershad) ha ordinato la chiusura della Casa del Cinema, lamaggiore organizzazione di registi del paese, dichiarataillegale e costretta a cessare le sua attivita' il 5 gennaio, acausa dei frequenti contrasti tra molti suoi membri e ilgoverno. Nel 2011 ben cinque registi e produttori iraniani(Hadi Afarideh, Naser Saffarian, Mohsen Shahrnazdar, MehranZinatbakhsh, Mojtaba Mirtahmasb) sono stati arrestati conl'accusa di avere collaborato con il servizio in persiano dellarete britannica BBC. La nota attrice Marzieh Vafamehr e' statacondannata a un anno di prigione e a 90 frustate per essereapparsa in un film proibito dal regime, "My Tehran for Sale",presentato al Festival di Toronto. Il regista Jafar Panahi havisto confermata in appello la sua condanna a 6 anni diprigione e 20 di divieto di realizzare film, lasciare il paesee concedere interviste, sentenza motivata con le accuse di"attentato alla sicurezza nazionale" e "propaganda contro ilsistema". Il suo collega Mohammad Rasoulof, inizialmentecondannato a 6 anni, si e' visto ridurre la pena ad un annodalla corte di appello. "L'auspicio e' - dice Marco Curatolopresidente di Iran Human Rights Italia Onlus - che l'Oscar aUna separazione serva ad accendere i riflettori anche su tuttiquei registi e filmaker iraniani che le autorita' di Teheranhanno incarcerato e costretto al silenzio". "Al tempo stesso -conclude Curatolo- auspichiamo che l'Oscar, in quanto premiostatunitense assegnato a un film iraniano, possa essere motivodi distensione tra i due paesi e ispirare positivamente ildialogo tra Stati Uniti e Repubblica Islamica dell'Iran,allontanando le ipotesi di scontro militare. Le vie dellacultura e dell'arte, molte volte, hanno preceduto e indicatoquelle della politica e della diplomazia". .