Nuovo farmaco limita danni neuronali da ischemia

(AGI) - Milano, 20 ott. - Il cervello, come ogni altro organodel corpo umano, ha bisogno di nutrimento e ossigeno perfunzionare. Tali sostanze vengono trasportate attraverso i vasisanguigni e, quando il flusso sanguigno diretto al cervello e'bloccato, si verifica un'ischemia cerebrale. Questa genera laprogressiva morte dei neuroni. La proteina denominata MKK7 haun ruolo importante nel determinare la morte dei neuroni aseguito di un attacco ischemico cerebrale. Un gruppo diricercatori italiani ha sintetizzato un inibitore specifico,denominato GADD45Beta, della proteina MKK7. Il lavoro e' statodiretto da Tiziana Borsello dell'IRCCS Istituto di Ricerche

(AGI) - Milano, 20 ott. - Il cervello, come ogni altro organodel corpo umano, ha bisogno di nutrimento e ossigeno perfunzionare. Tali sostanze vengono trasportate attraverso i vasisanguigni e, quando il flusso sanguigno diretto al cervello e'bloccato, si verifica un'ischemia cerebrale. Questa genera laprogressiva morte dei neuroni. La proteina denominata MKK7 haun ruolo importante nel determinare la morte dei neuroni aseguito di un attacco ischemico cerebrale. Un gruppo diricercatori italiani ha sintetizzato un inibitore specifico,denominato GADD45Beta, della proteina MKK7. Il lavoro e' statodiretto da Tiziana Borsello dell'IRCCS Istituto di RicercheFarmacologiche Mario Negri/ Dipartimento di farmacologia escienze biomediche dell'Universita' degli Studi di Milano, incollaborazione con il team di ricerca guidato da AlessandroVercelli direttore del NICO, Neuroscience Institute CavalieriOttolenghi - Universita' degli Studi di Torino. Grazie aGADD45Beta, il cui effetto protettivo funziona anche sei oredopo l'infarto cerebrale, il danno puo' essere ridotto del 50per cento. "Attualmente non ci sono trattamenti farmacologiciapprovati per il trattamento dell'ictus ad eccezionedell'Attivatore tissutale del plasminogeno (rT-PA) che hacaratteristiche che ne limitano l'efficacia, quindi il nuovocomposto rappresenta una buon risultato ed e' importantesottolineare che anche 6 ore dopo l'infarto protegge sempre ildanno al 50 per cento", ha commentato Borsello. "Con le dovuteverifiche, passando per la sperimentazione clinica - haconcluso Vercelli - questa potrebbe rappresentare unaprospettiva nuova, in grado di ridurre significativamente ivolumi d'infarto cerebrale e di conseguenza anche i deficit,con maggiori possibilita' di recupero".