Ministro De Castro, le notizie sulle mozzarelle contaminate da diossina, al di la’ delle rassicurazioni degli organi competenti, stanno causando un crollo delle vendite. Lei puo’ tranquillizzare la popolazione, soprattutto in Campania?
Non esiste un caso diossina in Campania. E non c'e' nessuna analisi straordinaria nella regione, ma il monitoraggio che viene costantemente compiuto anche in altre parti del Paese. Abbiamo gia’ fornito all'Unione europea le notizie che voleva, precisando che non siamo in presenza di alcun fatto straordinario: l’unico fatto straordinario e' che abbiamo trasformato la vicenda in un caso mediatico.
Eppure il rischio psicosi e’ concreto.
La bolla mediatica di questi giorni rischia di fare il paio con quanto successo con l'influenza aviaria, quando si scateno' una pandemia mediatica, mentre non c'era alcun pericolo per la salute umana. E l'associazione con i rifiuti, voglio ribadirlo, non ha alcuna logica scientifica. I rifiuti sono un problema ma non c'entrano con la salubrita' dei cibi campani, e il gioco di squadra delle varie strutture di controllo ha permesso di escludere qualsiasi rischio per la sicurezza.
Il sistema di controlli quindi si e’ rivelato efficace?
I controlli hanno permesso che il latte fosse bloccato prima di arrivare ai caseifici e venisse distrutto. E vorrei far notare che il rapporto dell'Apat del giugno 2007, a cui hanno collaborato diversi scienziati e universitari, dimostra che solo noi, oltre alla Nuova Zelanda e Canada abbiamo fatto un monitoraggio attento. Il sistema di controlli e' efficace, stiamo parlando del nulla.
La mozzarella, insomma, si puo’ mangiare.
"Se anche dovessimo ingerire la mozzarella con contenuti di diossina prossimi alla soglia europea, dovremmo mangiarne svariati chilogrammi: a quel punto i problemi sarebbero per la mozzarella, non per la diossina...
Ma allora dove nasce tutto l’allarme di questi giorni?
Il “caso” anche a livello mediatico e' stato generato dalle richieste della Corea del Sud, Paese che pero' non importa la mozzarella italiana. L'Italia infatti esporta il 17% della produzione di mozzarelle, prevalentemente in Unione Europea, in Usa , poco in Asia, e zero in Corea.
Come fa allora Seul a fermare le nostre mozzarelle?
Vorrei sapere se sono veramente italiane quelle mozzarelle bloccate in Corea del Sud…
Questa mattina lei e altri partecipanti a una conferenza stampa al Ministero avete mangiato in pubblico la mozzarella di bufala. Cos’altro si puo’ fare per convincere gli italiani, ma anche i cittadini degli altri paesi, che la nostra mozzarella e’ sicura?
Farei volentieri anche un video su YouTube. Potrebbe aiutarci a spiegare che si sta montando un caso inesistente. Dobbiamo far capire che sono stati fatti controlli in 83 aziende: e' assurdo criminalizzare l'intero settore.
Marzo 2008