Mortalita' cardiovascolare piu' bassa fra persone in sovrappeso

(AGI) - New York, 17 lug. - Nei pazienti obesi e gravementeobesi con un Ibm di 30-35 o oltre i 35 kg/m2, la mortalita' pertutte le cause e' stata del 27 per cento e del 22 per centoinferiore rispetto alle persone con un Ibm normale. "Unaspiegazione - ha detto Sharma - potrebbe essere che i pazientiin sovrappeso hanno maggiori probabilita' di assumere farmacicardioprotettivi come i beta-bloccanti e statine, e in dosipiu' elevate rispetto alla popolazione con un peso normale.Tuttavia, questo e' solo una speculazione. Sono necessariulteriori studi prospettici per indagare questa

Mortalita' cardiovascolare piu' bassa fra persone in sovrappeso
(AGI) - New York, 17 lug. - Nei pazienti obesi e gravementeobesi con un Ibm di 30-35 o oltre i 35 kg/m2, la mortalita' pertutte le cause e' stata del 27 per cento e del 22 per centoinferiore rispetto alle persone con un Ibm normale. "Unaspiegazione - ha detto Sharma - potrebbe essere che i pazientiin sovrappeso hanno maggiori probabilita' di assumere farmacicardioprotettivi come i beta-bloccanti e statine, e in dosipiu' elevate rispetto alla popolazione con un peso normale.Tuttavia, questo e' solo una speculazione. Sono necessariulteriori studi prospettici per indagare questa associazione edesplorare possibili meccanismi sottostanti". In un secondostudio pubblicato nello stesso numero, i ricercatori hannoesaminato il "paradosso dell'obesita'" da un altro punto divista, cioe' valutando gli effetti della composizione corporeain funzione dell'indice di massa magra (LMI) e di grassocorporeo (BF) sulla correlazione tra l'aumento dell'Ibm e ladiminuzione della mortalita'. Lo studio ha coinvolto quasi48mila persone e ha concluso che un indice di massa corporeamagra piu' elevata e' associata con un rischio di mortalita'piu' basso del 29 per cento. "La composizione corporea svolgeun ruolo critico nel paradosso dell'obesita'", hanno detto iricercatori. "I risultati di questi studi non devono essereconsiderati come un tentativo di minare la legittimita' dellecampagne anti-obesita' nel migliore interesse della salutepubblica", ha precisato Kamyar Kalantar-Zadeh, scienziatodell'Irvine Medical Center della University of California.Contrariamente a quanto si e' pensato finora, i chili di troppopotrebbero essere una buona cosa per la salute. Un piu' altoindice di massa corporea, infatti, potrebbe offrire unaprotezione contro le malattie cardiovascolari. A svelare questo"paradosso dell'obesita'" e' stato uno studio della StateUniversity di New York pubblicato sulla rivista Mayo ClinicProceedings. I ricercatori hanno scoperto che il rischio dimortalita' totale, di mortalita' cardiovascolare e di infartomiocardico e' piu' alto tra i pazienti sottopeso, mentre lamortalita' cardiovascolare e' piu' bassa tra i pazienti insovrappeso. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatorihanno condotto una meta-analisi di 36 studi. Dai risultati e'emerso che un indice di massa corporea basso (meno di 20 kg/m2)in decine di migliaia di pazienti con malattia coronarica,sottoposti a procedure di rivascolarizzazione coronarica, e'associato a un rischio da 1,8 a 2,7 volte piu' elevato di avereun infarto miocardico, di morire per un problemacardiovascolare e per tutte le cause di mortalita' nel corso diun follow-up durato in media 1,7 anni. Viceversa i pazientiobesi e in sovrappeso avevano esiti piu' favorevoli. Il rischiodi mortalita' cardiovascolare, infatti, e' risultato piu' bassotra i pazienti in sovrappeso, cioe' con un indice di massacorporea elevato (25-30 kg/m2), rispetto alle persone con unindice di massa corporea normale (20-25 kg/m2). . .