LIBRI: ARRIVA PAPI "L'ANTI-CARR", E' FACILE RICOMINCIARE A FUMARE

LIBRI: ARRIVA PAPI "L'ANTI-CARR", E' FACILE RICOMINCIARE A FUMARE

Giacomo Papi era un fumatore incallito. Tanto incallito da aver comprato, come milioni di altri fumatori nel mondo, il manuale di Allen Carr "E' facile smettere di fumare se sai come farlo". Poi, Papi ha tradito. E' diventato un rinnegato. E si e' riconsegnato alla sigaretta. Non solo, per farla finita del tutto con Carr ha scritto pure un anti-manuale: "E' facile ricominciare a fumare se sai come farlo" (Einaudi, Torino 140 pagg. 12,50 euro).

Giornalista, autore di libri fortunati come "Era una notte buia e tempestosa" e "Papa'" (tutti per Einaudi), ricognizione leggera su croci e delizie della paternita', Papi applica eguale levita' a faccende di fumo, tabacco e tabagisti. "Nel libro -spiega Papi all'AGI- parlo di Allen Carr con un certo affetto. La cosa su cui me la prendo e' l'idea che vuole comunicare Carr con il concetto di "Easyway", ovvero una via facile per essere felice. E come voler sostenere che ci sono cose che ti fanno solo bene e altre solo male, cose che ti rendono completamente felice e altre che ti rendono completamente infelice. Mi sembra una risposta troppo semplice ai problemi dell'uomo. Vedo questa tendenza generalizzata e vedo in Carr un po' il bersaglio di questa illusione: se ti comporterai bene vivrai in eterno e non avrai mai malattie.

Papi ci tiene a far sapere che era riuscito a smettere, e che il suo libro non e' un alibi. "Sicuramente -racconta- il libro di Allen Carr e' stimolante ed aiuta a capire che ce la si puo' fare.  Il problema e' che io e molti altri che hanno smesso di fumare attraverso Carr abbiamo poi ricominciato. Il mio libro spiega quali sono sono i meccanismi attivati dalla sigaretta, pensata oggi in un modo contraddittorio e anche un po' offensivo e semplicistico. Da un lato siamo malati, dall'altro  siamo dei peccatori o addirittura dei criminali. A seconda della convenienza del  momento veniamo giudicati in un modo diverso: il fumo non e' fuori legge, al contempo vogliono introdurre il divieto per non consentire piu' di fumare per strada, e per di pu' paghiamo moltissime tasse sulle sigarette".

Il volume e' anche una ricognizione storica sull'avventura del tabacco nella societa' e nel commercio in un secolo che ha le "dita ingiallite". "Il vizio del tabacco -afferma- non e' caduto dal cielo ma fa parte  della storia della modernita' e della nostra cultura e in particolare del '900. Probabilmente senza il tabacco sarebbe stato un secolo diverso: le sigarette sono un prodotto tipicamento novecentesco, frutto della pubblicita' da un lato e della fabbrica dall'altro. Il tabacco che c'era anche prima (con sigari e pipe) ad un certo punto viene serializzato, l'abitudine deve diventare piu' breve e deve essere prodotta in modo industriale. Il vizio del fumo non comincia dal nulla, il ritmo e gli effetti del tabacco sono dentro la storia e la vita di ognuno".

Tra le 'chicche' del libro c'e' la storia del primo tabagista europeo, Rodrigo de Jerez
, "mandato da Colombo a Cuba, dove vide questa abitudine degli indigeni di fumare foglie arrotolate di tabacco". "Tornato in Spagna -aggiunge papi- inizio' a fumare. I vicini di casa, vedendo il fumo che gli entrava nel corpo e poi ne usciva, pensarono al diavolo. Fu cosi' incarcerato per sette anni, una volta uscito pero' l'abitudine era ormai dilagata". La storia di de Jerez e' esemplificativa: "La storia del tabacco e dell'occidente e' proprio la storia della modernita', segnata dall'ambivalenza tra condanna e capitalismo. Si e' capito subito che quello era un grande affare e che ci si poteva investire. Il tabacco si sposa perfettamente con la modernita' e il capitalismo, un po' per i ritmi: questo continuo bisogno di pause e di stimoli che abbiamo un po' perche' e' una droga e quindi un consumo in serie, continuamente reiterato. In sintesi -conclude Papi- e' un prodotto perfetto".

Giugno 2010



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