La procura allarghi l'indagine alla gestione dei canili 

L'associazione Codici presenta un esposto per chiedere che l'inchiesta "Mafia Capitale" venga estesa

Anche gli animali facevano gola alla Cooperativa 29 giugno. Il business non a caso si puo' ritenere proficuo. Gia' nei mesi scorsi, l'Associazione CODICI ha evidenziato quanto l'amministrazione spenda per questa attivita'. Basta fare una rapida ricerca sul sito del Comune di Roma Capitale per accorgersi che, in tema di animali, per l'anno 2014 il Campidoglio, tramite convenzioni e affidamenti diretti, abbia stanziato una cifra astronomica: 9.389.295 di euro.

In merito alla questione, CODICI ha presentato un ricorso al Tar che ha evidenziato l'affidamento diretto dell'amministrazione delle strutture e la loro inadeguatezza dal punto di vista normativo. Molti canili non sono a norma, come attestato dalla ASL, oppure che l'occupazione abusiva della Struttura di Vitinia sia stata tollerata bonariamente dai responsabili capitolini che hanno continuato a remunerare gli occupanti. 

L'unica soluzione per sanare questa condizione critica emersa e' mettere prima a norma le strutture e poi indire un bando pubblico. Qualcosa in questo senso si e' mosso perche' quest'anno Roma Capitale ha indetto una gara.

Al riguardo, pero', Codici ha denunciato le proprie perplessita' e in un comunicato del maggio scorso scriveva:

"Il Comune di Roma ha pubblicato l'avviso per il reperimento di manifestazioni di interesse di organismi da convenzionare con Roma Capitale per la gestione dei canili. Un documento costituito da concetti ed elementi che facevano e fanno presupporre un approccio scarsamente trasparente e meritocratico.

Il Comune restringe, anzitutto, la possibilita' alle sole associazioni di volontariato animalista che negli anni precedenti abbiano svolto tale attivita'. Aprendo la manifestazione di interesse con modalita' comparative solo a due o tre associazioni iscritte all'albo regionale, si eliminano gli altri potenziali competitor nazionali che, anche se iscritti ad altre Regioni, potrebbero comunque offrire il servizio ad un costo piu' basso e con servizi migliori per gli animali" (Vai al comunicato).

L'Associazione ha impugnato il bando e fatto ricorso al Tar del Lazio dove ancora risulta pendente.

"Finora abbiamo pensato che la gestione dei canili a Roma fosse vaga e poco efficiente sia sul piano della cura degli animali sia su quello economico -  commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI - ora pero' chiediamo alla Procura di Roma di allargare l'inchiesta di "Mafia Capitale" anche a questo settore dal momento che la Cooperativa 29 giugno, la cui attivita' e' al centro dell'indagine, ha partecipato alla manifestazione di interesse del bando ed e' stata ritenuta idonea a concorrere. Per questo - continua Giacomelli - abbiamo presentato un esposto con cui chiediamo l'estensione delle verifiche da parte degli inquirenti".

Roma, 10 dicembre 2014