La Grande Madre, il potere creativo della donna nell'arte a Milano ad agosto

26 agosto-15 novembre

"La Grande Madre", la mostra ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi e Palazzo Reale per Expo in citta' 2015, sara' inaugurata il 25 agosto prossimo nella metropoli meneghina con la promozione del Comune di Milano. Attraverso le opere d'arte di centoventisette artisti e artiste di fama internazionale, "La Grande Madre" analizza l'iconografia e la rappresentazione della condizione femminile e della maternita' nell'arte, dalle avanguardie futuriste, dadaiste e surrealiste alle artiste femministe degli anni Settanta del Novecento, fino ai nostri giorni.

 

Il potere generativo della donna, nell'arte e nella societa'

Il percorso, curato da Massimiliano Gioni e cuore del palinsesto di Expo in citta', sara' l'occasione per approfondire il tema della donna come incarnazione dell'idea di nutrizione che e' il tema centrale di Expo Milano 2015, ma anche per riflettere sulla presenza della figura femminile nella societa' grazie a un allestimento che coprira' circa duemila metri quadrati all'interno di Palazzo Reale. "Ci sono molte opere in relazione con il tema di Expo Milano 2015, immagini in cui e' il Pianeta a nutrire noi e forse questa prospettiva ecologista si lega profondamente al tema della maternita': le madri sono piu' sensibili alla generosita' della terra" spiega Gioni "Nelle fotografie di Ana Mendieta vediamo per esempio l'artista immergersi e nascondersi nella terra, ritornare alla terra: sono immagini forti e ricche di associazioni mitologiche ed ecologiste". La mostra sara' arricchita da installazioni, video e cicli fotografici di pregio. Tra le tante artiste presenti, ricordiamo Giannina Censi, Marisa Mori, Sophie Taeuber-Arp, Frida Kahlo, Dora Maar, Maria Maiolino, Yoko Ono, Barbara Kruger e Cindy Sherman.

 

Dal mito della donna meccanica alla donna emancipata

Saranno passate in rassegna le rappresentazioni della maternita' che hanno caratterizzato il corso del Novecento, i rapporti familiari tesi e le trasformazioni culturali che hanno attraversato lo scorso secolo, il mito della donna meccanica di impronta dadaista, il simbolismo e le opere di rottura delle artiste femministe degli anni Sessanta e Settanta. "Forse il cliche' piu' diffuso e pericoloso legato alla donna nella storia dell'arte e' la sua rappresentazione passiva. Nel corso del Novecento si inseguono tanti stereotipi e miti: quelli della femme fatale o quelli della musa" racconta il curatore "Questi sono esempi particolarmente importanti all'inizio del secolo, anche nel mondo dell'arte d'avanguardia che pure immaginava nuove societa' e nuovi ruoli sessuali. Spero che la nostra mostra racconti l'emergere di visioni piu' complesse e ricche della donna". Mi sono soprattutto chiesto se e quanto fosse legittimo parlare di madri e donne, come se appunto essere donna fosse sempre necessariamente collegato alla maternita'" afferma Gioni "Gran parte della mostra, soprattutto nelle parti concentrate sull'inizio Novecento, raccontano di donne che cercano di sfuggire alle aspettative opprimenti proiettate su di loro dalla famiglia, dalla tradizione, dallo Stato".

 

L'arte contemporanea femminile da' e trasforma la vita

"In molte civilta' antiche la Dea Madre era spesso una divinita' protettrice dei raccolti e della terra, quindi la fertilita' e la nutrizione si legano intimamente alla figura della madre, non solo a livello individuale, ma anche sul piano della religione e della cultura" spiega il curatore "Molti di questi aspetti tornano piu' o meno traslati in mostra. In vari momenti storici l'immagine della Grande Madre e' stata utilizzata da molte artiste per impossessarsi di un nuovo senso di potere e forza, una forza femminile in cui il potere e' esercitato non semplicemente come violenza, ma soprattutto come capacita' di dare e trasformare la vita". La mostra si inserisce nella ricca programmazione della Fondazione Nicola Trussardi impegnata da ormai piu' di dieci anni nella produzione e promozione dell'arte contemporanea, come si evince dalla recente promozione dell'opera di land art Wheatfield dell'artista americana Agnes Denes, un campo coltivato a grano in zona Porta Nuova a Milano realizzato in collaborazione con la Fondazione Riccardo Catella e Confagricoltura e inaugurato sabato 11 aprile da Giuseppe Sala, Commissario Unico Delegato del Governo di Expo Milano 2015.



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