I Luoghi della Memoria

Il progetto luoghi della memoria è stato costituito come progetto sistemico, declinato attraverso due dimensioni: geografica (i luoghi) e storico-culturale (la memoria).
Il recupero della dimensione geografica parte da un presupposto essenziale: l'ampia diffusione sul territorio italiano di siti, monumenti e luoghi simbolici del processo di indipendenza e unificazione nazionale. Così si è espresso il Comitato dei Garanti nella riunione del 28 settembre 2009, allorché ha specificato che è "evidente che in un Paese con una geografia e una storia così strettamente interrelate, i luoghi e la loro specificità culturale, politica e istituzionale, hanno un peso specifico ineludibile", e dunque, di conseguenza, "perché non si proceda a una rassegna di iniziative locali senza criterio, sarà opportuno procedere con una mappatura che incroci l'importanza relativa di ciascun luogo nel processo di unificazione nazionale e i vari periodi in cui questo incrocio si è rivelato più fecondo. Torino, Milano, Napoli, Genova, Venezia, Palermo, Firenze, Bologna, Roma - ma naturalmente molti altri luoghi".
A ciascuno di questi luoghi geografici sono legati valori simbolici importanti per il Risorgimento italiano. L'Italia è, del resto, il Paese dove è meno opportuno concentrare collezioni, oggetti e documenti in un solo luogo museale, dal momento che questa azione di semplificazione e concentrazione rischia di attenuare la memoria della dimensione spaziale, che sola consente una piena comprensione della vicenda storica italiana. Non è un caso se le prime celebrazioni ottocentesche del Risorgimento ricorrevano ai "panorami", ricostruzioni pittoriche e fotografiche in dimensioni gigantesche di ciò che i patrioti effettivamente videro di luoghi, per esempio dei Mille (la battaglia di Palermo) o dell'assedio di Venezia e di Roma del 1849. L'elenco dei luoghi è, anzi, vasto nel numero e articolato nella tipologia. Alcuni luoghi sono inseriti all'interno del tessuto cittadino, prevalentemente nei centri storici, ma altri si trovano nel territorio perturbano, extraurbano o agricolo. Vi sono luoghi della memoria storica nazionale che sono stati celebrati e poi dimenticati; altri luoghi che sono stati celebrati e poi ampiamente vissuti; ci sono luoghi importanti che non vennero celebrati né con la costruzione di monumenti né con la traduzione in gesti che ne facessero dei simboli.
Si può pensare, per fare un esempio, al grande monumento corale all'esercito italiano di Castelfidardo, una delle realizzazioni monumentali più importanti del progetto post-risorgimentale. Questo ricorda non solo la sconfitta dell'armata papale internazionale (circa 10mila erano i volontari cattolici in Spagna, Portogallo, Francia, Belgio e Irlanda), ma anche la figura del generale cialdini, con la sua esperienza di guerrigliero costituzionalista in Spagna. Ma la storia comprende anche il come i luoghi che sono stati vissuti, delle cerimonie e delle emozioni che si sono sviluppate attorno ad essi. Per esempio, il monumento ai Mille di Quarto venne inaugurato da Gabriele D'Annunzio nel 1915 con un discorso interventista che ebbe tra le conseguenze il fatto che le associazioni garibaldine ancora ben attive spinsero gli aderenti all'arruolamento nella Legione Straniera francese. Vi è poi il racconto della storia artistica del singolo monumento con le sue statue o con i suoi cicli decorativi che deve essere nuovamente messa a disposizione del pubblico. Per esempio, la storia lunga sette decenni del monumento nazionale a Giuseppe Mazzini. La magnifica statua del patriota seduto in meditazione di Ettore Ferrari venne completata già nel 1902, e l'insigne scultore, gran maestro della Massoneria italiana, la tenne smontata nel proprio appartamento fino alla morte nel 1926, in quanto non si riusciva a prendere la decisione sulla localizzazione e sulla realizzazione del monumento che fu la Repubblica Italiana a costruire e inaugurare nel 1949.
La seconda dimensione lungo la quale è declinato il progetto è quella storico-culturale. Come illustrato dal Ministro per i beni e le attività culturali nonché Presidente del Comitato interministeriale per le celebrazioni, sen. Sandro Bondi: "l'attuale Esecutivo ha deciso di mettere al centro delle celebrazioni un piano di manifestazioni a carattere spiccatamente storico e culturale, con iniziative che uniscano e coinvolgano in primo luogo il mondo della scuola e dell'università ". In merito, è utile ricordare come le memorie individuali sono per definizione molteplici, ma componibili in un insieme di narrazioni. L'essenziale non è, infatti, la costruzione di una memoria comune, ma il fatto di non smettere mai di raccontare le singole storie alle generazioni che si succedono. Il rischio da evitare - che oggi corriamo gravemente - è la dimenticanza, la perdita irreparabile di informazioni. La distanza che ci separa dai fatti che condussero all'indipendenza e all'unificazione nazionale per i cittadini italiani oggi viventi non supera il legame con i bisnonni o i trisavoli. Esistono vasti e diffusi documenti fotografici nelle famiglie, nei comuni, nelle parrocchie, nelle associazioni. Si tratta di una storia moderna, di progresso sociale e civile, di partecipazione che coinvolse larghi strati di popolazione; si tratta di una storia che è stata probabilmente danneggiata da una vulgata retorica e mitizzante, prevalsa fino a pochi anni fa nella scuola italiana, per poi lasciare posto al silenzio e all'oblio. Partendo dai luoghi e dalle storie individuali oggi è invece possibile far parlare nuovamente vicende di straordinaria passione civile che meritano di essere raccontate, senza essere appiattite, semplificate su pochi personaggi maggiori, su pochi avvenimenti principali.
La dimensione geografica e quella storico-culturale si incontrano all'interno di un progetto che è finalizzato a riscoprire e valorizzare la prima attraverso la seconda, e viceversa. Si tratta dunque di classificare, descrivere, risistemare dal punto di vista urbanistico, arricchire con una segnaletica modulare ed esplicativa delle informazioni storiche fondamentali. È cioè necessario che i luoghi della memoria, a partire da quelli risorgimentali (ma in futuro anche quelli successivi) siano conservati in modo dignitoso, curati, non soggetti a degrado urbano, a vandalismo, e rispondano alla funzione di raccontare, di trasmettere informazioni, di far partecipare generazioni. Il progetto implica quattro azioni congiunte. La prima è quella della classificazione ed enumerazione progressiva. La seconda e la terza, che sono opzionali, consistono nel restauro dei monumenti e nella risistemazione e valorizzazione urbanistica. La quarta azione fa riferimento all'introduzione presso ciascun luogo di una segnaletica modulare. Sia la classificazione e l'informazione dei luoghi svolgono una funzione prevalentemente informativa destinata ai luoghi che sono già valorizzati. La classificazione, in particolare, è utile alla comprensione del valore storico-culturale del luogo interessato e  alla valutazione qualitativa della tipologia di intervento da effettuare. Il restauro e la valorizzazione urbanistica, invece, sono dedicati a quei luoghi in cui è necessario prima un intervento di recupero volto alla riqualificazione del sito, e successivamente un lavoro di arricchimento informativo. Questi interventi comprendono, ad esempio, la piantumazione di nuove alberature, la costruzione di spazi fruibili (nuove piazze e sistemi di vedute). Un terzo tipo di interventi è rivolto ai luoghi non riconoscibili. In questo caso si tratterà di attuare interventi di realizzazione ex novo di monumenti o sistemazione paesaggistica.

CONSULTA L'ELENCO PROVVISORIO DEI LUOGHI DELLA MEMORIA APPROVATO DAL COMITATO DEI GARANTI IL 25/01/2010:

 

A seguito delle integrazioni e correzioni prodotte dalle Soprintendenze ai beni culturali, operate sulla base della ricognizione del territorio, l'elenco originario dei Luoghi della memoria ha subito alcune variazioni. Il nuovo elenco, ancora in fase di definizione, è riportato qui di seguito:

CONSULTA L'ELENCO DEI LUOGHI DELLA MEMORIA INTEGRATO CON I DATI PERVENUTI DALLE SOPRINTENDENZE AI BENI CULTURALI:

 

Il Comitato dei Garanti, nel corso della riunione del 18 giugno 2010, ha individuato cinque parametri per definire gli interventi prioritari all'interno dell'elenco. I parametri sono i seguenti:

  1. Stato di conservazione del bene come accertato dalla Soprintendenza competenze (NB. Tale criterio è da considerarsi prioritario rispetto a quelli successivi);
  2. Rilevanza del monumento, dell'evento celebrativo, del personaggio in relazione al periodo storico del Risorgimento;
  3. Valore artistico dell'opera in oggetto;
  4. Rarità relativa dell'oggetto effigiato;
  5. Dislocazione territoriale.

 

L'ELENCO DEI LUOGHI DELLA MEMORIA SECONDO LE PRIORITA'  DEFINITE DAL COMITATO DEI GARANTI IL 07/09/2010:

 

L'ELENCO DEI LUOGHI DELLA MEMORIA - MONUMENTI E STATUE AGGIORNATO AL 05/10/2010:

 

L'ELENCO DELLE GRANDI MOSTRE AGGIORNATO AL 12/10/2010:

 

L'ELENCO DEI CONVEGNI AGGIORNATO AL 05/10/2010:

 

CALENDARIO DELLE CELEBRAZIONI DEL 150° ANNIVERSARIO DELL'UNITA' D'ITALIA AGGIORNATO AL 05/10/2010:

 

ALTRE INIZIATIVE DI INTERESSE NAZIONALE AGGIORNATE AL 07/09/2010:

 

L'ELENCO DELLE INIZIATIVE PATROCINATE CON IL LOGO UFFICIALE AGGIORNATO AL 05/10/2010: