Hiv: rapporto tra linfociti predice morbidita' e mortalita' pazie

(AGI) - Modena, 12 mar. - Un altro studio italiano getta lucesull'HIV chiarendo come il ruolo del rapporto tra le principalipopolazioni di linfociti, cellule fondamentali nel sistemaimmunitario, sia un fortissimo predittore di morbidita' emortalita' nei pazienti affetti da questa malattia. Questoimportante traguardo scientifico e' stato raggiunto da ungruppo di ricercatori, dell'Universita' degli Studi di Modena eReggio Emilia in uno studio pubblicato sulla rivista LancetHIV. L'analisi, che ha riguardato 3.236 pazienti seguiti peroltre 16 anni nell'ambito di un progetto portato avantiall'interno dello studio prospettico "ICONA", coinvolgentecirca 50 centri in Italia,

(AGI) - Modena, 12 mar. - Un altro studio italiano getta lucesull'HIV chiarendo come il ruolo del rapporto tra le principalipopolazioni di linfociti, cellule fondamentali nel sistemaimmunitario, sia un fortissimo predittore di morbidita' emortalita' nei pazienti affetti da questa malattia. Questoimportante traguardo scientifico e' stato raggiunto da ungruppo di ricercatori, dell'Universita' degli Studi di Modena eReggio Emilia in uno studio pubblicato sulla rivista LancetHIV. L'analisi, che ha riguardato 3.236 pazienti seguiti peroltre 16 anni nell'ambito di un progetto portato avantiall'interno dello studio prospettico "ICONA", coinvolgentecirca 50 centri in Italia, chiarisce il ruolo del rapporto trale principali popolazioni di linfociti presenti nel sangue,ovvero le cellule helper CD4+, e le cellule citotossiche CD8+,nella progressione della infezione da HIV e nel suo controlloda parte del sistema immunitario. L'infezione da HIV colpisce ilinfociti CD4+, il cui numero cala fin da subito in modosignificativo provocando la grave immunodeficienza tipicadell'infezione. La terapia antiretrovirale altamente efficacee' pero' in grado di bloccare la replicazione virale e permetteal sistema immunitario di ricostituire in larga misura le suecellule. Lo studio ha dimostrato come l'analisi del rapportotra cellule CD4+ e cellule CD8+ sia un fondamentale efortissimo biomarcatore predittivo di successo non soloimmunologico, ma anche clinico. I pazienti, infatti, che aseguito di terapia erano in grado di normalizzare talerapporto, hanno dimostrato un bassissimo rischio di presentareeventi avversi, cosa che invece non avveniva per i pazienti incui la terapia non riusciva a modificare l'alterato rapportotra questi tipi cellulari. (AGI)