FILOSOFIA: STUDIO RIVELA, CARTESIO AVVELENATO CON UN'OSTIA

FILOSOFIA: STUDIO RIVELA, CARTESIO AVVELENATO CON UN'OSTIA

Cartesio non mori' di polmonite ma fu avvelenato con un'ostia della comunione all'arsenico da un padre agostiniano, Francois Viogue'. La sorprendente rivelazione che ribalta la teoria ufficiale sulla morte del grande filosofo francese e' contenuta nel libro di uno studioso dell'universita' di Erlangen, Theodor Ebert, i cui risultati sono ritenuti molto attendibili da numerosi colleghi. Secondo il testo, anticipato dallo "Spiegel", l'assassino era un frate francese inviato dal Papa a Stoccolma come "missionario apostolico" per convertire al cattolicesimo la regina Cristina di Svezia, conversione poi avvenuta nel 1654.  Il settimanale tedesco pubblica numerosi elementi riguardanti la macchinazione messa in atto da Viogue', il cui odio per Cartesio era cosi' profondo da rifiutargli in punto di morte l'estrema unzione, poiche' secondo il professor Ebert "voleva  spedirlo all'inferno". Lo studioso tedesco ha frugato per tre anni negli archivi di Stoccolma e Parigi e ha scoperto un rapporto del medico personale del filosofo, che all'ottavo giorno di malattia diagnostico' "perdurante singhiozzo, espettorazione di  colore nero, respirazione irregolare", tutti sintomi riconducibili a un avvelenamento da arsenico. sostegno della tesi dell'avvelenamento c'e' anche il fatto che i sintomi della malattia, che dopo dieci giorni porto' all'altro mondo il filosofo francese, vennero avvertiti poco dopo essersi comunicato, durante una messa officiata nella piccola cappella dell'ambasciata francese a Stoccolma dallo stesso padre agostiniano. "Sarebbe stato un gioco da ragazzi mettere un po' di arsenico nell'ostia destinata alla vittima, con una dose letale di 0,1 grammi", sostiene l'autore del volume "La misteriosa morte di Rene' Descartes", pubblicato dall'editore Alibri. Il motivo dell'assassinio del filosofo viene visto nel fatto che "a causa del suo insegnamento illuminato, l'incipiente conversione della regina poteva essere messa in pericolo". In un dispaccio segreto inviato a Roma, Viogue' aveva scritto della fondata speranza di ricondurre la regina di Svezia dalla religione protestante nel seno della Chiesa cattolica. La tesi dell'assassinio di Cartesio, esposta dal professor Ebert, viene giudicata "estremamente probabile" dallo studioso tedesco Manfred Baum, editore della rivista "Kant-Studien", studi kantiani, mentre uno dei massimi studiosi tedeschi di Cartesio, Rolf Puster, attesta che Ebert gode di "un'ottima reputazione" in campo scientifico. Puster dichiara al settimanale di Amburgo che nell'intrigo che avrebbe portato alla tomba Cartesio potrebbe aver giocato un ruolo determinante "il notevole grado di fanatismo di alcuni ecclesiastici". Nel volume sulla morte misteriosa di Descartes si mette anche l'accento sul fatto che potrebbe essere stato proprio il presunto avvelenatore Viogue' a favorire la decisione del Papa di vietare gli scritti del filosofo nel 1663. A sostegno della tesi dell'assassinio con l'arsenico il professor Ebert enumera una serie di indizi inquietanti sulla familiarita' di importanti esponenti della Chiesa cattolica con le pratiche del terribile veleno. E' con questo mezzo, infatti, che Papa Alessandro VI e suo figlio Cesare Borgia hanno spedito parecchi loro nemici nell'aldila', mentre anche Urbano XIII sarebbe stato avvelenato con un'ostia all'arsenico. Il gesuita spagnolo Juan Mariana, morto nel 1624, aveva invece considerato l'arsenico un mezzo lecito per eliminare gli infedeli. Nel volume e' anche rivelato che all'ottavo giorno della sua malattia, Descartes chiese che gli venisse somministrato del vino con dentro del tabacco, un miscuglio solitamente praticato per riuscire a vomitare. "La cosa ha senso solo pensando che a quel punto Cartesio deve aver sospettato di essere stato avvelenato", scrive l'autore del volume. La versione storica sulla morte del filosofo attribuisce invece il decesso ad un'infreddatura che colpi' Descartes a causa del fatto che dal gennaio 1649 doveva recare in carrozza alle 5 del mattino nella reggia di Cristina di Svezia, per darle lezioni di filosofia, fino a quando il 2 febbraio avverti' i primi sintomi della sua malattia che si sarebbe rivelata fatale.

Novembre 2009



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