ESPLOSIONE IPOD, IL CULTO DEL SEGRETO MINACCIA L'ICONA APPLE

ESPLOSIONE IPOD, IL CULTO DEL SEGRETO MINACCIA L'ICONA APPLE

Dopo la vicenda della bambina inglese alla quale e' esploso l'iPod e che per di piu' si e' vista intimare il silenzio dalla casa di produzione Apple, c'e' chi comincia a chiedersi se questa non sia una politica che  l'azienda applica da sempre. Una riflessione di questo tipo compare su un blog del quotidiano Le Figaro, dopo che il Times ha rivelato l'esistenza di migliaia di casi simili tacitati dalla Apple e raccolti da un'agenzia indipendente americana. "Chi  conosce le pratiche della Apple" - scrive nel suo blog Benjamin Ferran - "sa che questa reazione e' un riflesso del passato dell'azienda di Steve Jobs, che ha fatto del culto del segreto un valore di impresa". Il giornalista prosegue ricordando che e'  cosi' dai tempi della rivalita' con la Microsoft negli anni Ottanta, quando si applicava questa strategia per proteggere le innovazioni della casa. La cosa non sarebbe di per se' scandalosa, se non fosse che questa politica si e' inserita ovunque, con clausole di non divulgazione e pressioni di questo genere anche per quanto riguarda l'annuncio di nuovi prodotti o i nuovi accordi dell'azienda. Compresi i casi in cui a parlarne pubblicamente siano i dirigenti. Le conseguenze pero' per un'azienda che  vuole mantenere un'immagine "cool" -dice il gionalista- possono essere disastrose. Casi emblematici sono il cancro di Steve Jobs, nascosto nel 2004 secondo la rivista americana Fortune, e il suicidio del dipendente cinese di Foxxcon, 25 anni - dipendente del subappaltatore di Apple incaricato di fabbricare iPod e iPhone - dopo aver perso un prototipo della nuova generazione di cellulari. Ancora una volta l'azienda ha risposto con mutismi e chiusura totale, nonostante forse non avesse nulla da rimproverarsi, nell'idea che una questione imbarazzante debba essere nascosta. Ma e' proprio cosi' che si alimentano i fantasmi.

Agosto 2009



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