Energia, l'autorita' fa lobbyng in Parlamento

Con una lettera ai senatori chiede lo stralcio del minimo vitale acqua e dell'accumulo d'energia. CODICI: di chi tutela gli interessi?

L'Autorita' per l'energia elettrica e il servizio idrico integrato e' contraria al minimo vitale acqua e all'accumulo dell'energia tramite i sistemi efficienti di utenza o SEU. Lo ha ribadito tramite una lettera inviata al Senato in cui chiede la cancellazione dal collegato ambientale, ora in procinto di essere discusso.

Entrambe le proposte vedono invece l'approvazione dell'Associazione CODICI perche' vanno incontro ai bisogni dei consumatori. Con il minimo vitale si garantisce l'erogazione dell'acqua, quale bene primario, a qualsiasi cittadino anche se moroso. Con il secondo provvedimento si introduce nel nostro Paese la possibilita' dell'utente di risparmiare sul costo dell'energia anche del 50% tramite il rapporto diretto con il produttore senza l'aggravio della spesa di rete.

L'Autorita' pero', che dovrebbe difendere gli interessi degli utenti, si oppone e ai senatori chiede lo stralcio. Ecco le sue motivazioni:  riguardo il minimo vitale, crede non sia possibile assicurare l'acqua anche a chi non paga le bollette e magari avrebbe le disponibilita' economiche per farlo mentre sull'accumulo, l'Autorita' insiste nell'ostacolare l'innovazione perche' in questo modo l'utente non pagherebbe tutti i costi di sistema. 

"L'autorita' ha finalmente calato la maschera - commentano Ivano Giacomelli Segretario Nazionale CODICI e Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali CODICI -. E' palese come stia difendendo gli interessi degli operatori. E' una vera e propria attivita' di lobbying che la nostra Associazione vuole denunciare".

"Inoltre se, come si prevede, entreremo nel mercato completamente libero dell'energia, in virtu' delle ultime norme varate dal governo Renzi per la cancellazione di quello tutelato, l'Autorita' che ci sta a fare?", aggiungono.

"Gia' oggi mentre i consumatori si vedono staccare le utenze con grande facilita' e solerzia da parte degli operatori senza che l'autorita' intervenga a loro tutela, siamo convinti che il suo mantenimento sia un costo inutile di cui la spesa pubblica potrebbe fare a meno".

Roma, 10 marzo 2015